OCD Love, Sharon Eyal L-E-V Dance Company - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Domenica, 02 Ottobre 2016 

Spettacolo raffinato, visionario, conturbante, in grado di coniugare la grande prestazione tecnica dei corpi, che non è semplice virtuosismo quanto sperimentazione originale di nuove frontiere, alla sensualità onirica, surreale, indefinita, inquietante. Una musica ossessiva, corpi che superano la differenza maschio-femmina e costumi essenziali che fanno tutt’uno con la scenografia assente disegnata dalle luci. Un lavoro di grande onestà e pulizia, intreccio di “artigianalità” e fatica dell’esercizio corporeo con l’elaborazione mentale.

 

Romaeuropa Festival presenta
Sharon Eyal, Gai Behar, L-E-V Dance Company
OCD LOVE
creazione Sharon Eyal, Gai Behar
musica Ori Lichtik
luci Thierry Dreyfus
costumi Odelia Arnold con Rebecca Hytting, Gon Biran, Sharon Eyal, Gai Behar
interpreti Gon Biran, Rebecca Hytting, Mariko Kakizaki, Leo Lerus, Darren Devaney, Keren Lurie Perdes
coproduzione Colours - International Dance Festival - Stuttgart, Germany, Sadler’s Wells - London, England, Carolina Performing Arts - The University of North Carolina at Chapel Hill, USA, Julidans - Amsterdam, Netherlands, Montpellier Danse
La produzione di OCD LOVE è stata sviluppata durante la residenza artistica presso The Banff Centre, Canada

 

Dopo l’energia senza freni dei barbarians di Hofesh Shechter continuano gli appuntamenti della trentunesima edizione del Romaeuropa Festival con la grande danza internazionale. Il 27 e il 28 settembre in scena, ancora al Teatro Argentina, la poetica sensualità dell’israeliana L-E-V Dance Company, guidata da Sharon Eyal - a lungo danzatrice della Batsheva Dance Company - insieme a Gai Behar, per la prima volta al festival con il loro OCD Love. La serata del 28 settembre è stata dedicata a Shimon Perez, il leader israeliano morto nella notte precedente la seconda replica dello spettacolo.

Distillato coreografico di elegante sensualità, OCD Love è un vero e proprio percorso nelle più disparate sfumature dell’amore. Da quello ossessivo, richiamato dal titolo dello spettacolo - riferimento alla patologia del disturbo ossessivo compulsivo - a quello meraviglioso, luminoso, poetico, carnale e sensuale che sembra abitare i corpi dei danzatori. «Per tutti i miei spettacoli la mia fonte d’ispirazione primaria è la vita, in ogni suo istante» ha spiegato la Eyal. «In questo caso lo è anche l’amore che è dappertutto, è gioia, dolore, solitudine, cuori infranti. Tutti questi elementi contrastanti convivono nello spettacolo. Sono attratta dalle emozioni forti, amo piangere, divertirmi, provare empatia, sentirmi debole. Mi piace sentirmi come se il mio cuore si muovesse da una parte all’altra del corpo e, nel frattempo, immaginare, pensare, sognare».

Ad aiutarla nella composizione di questo universo astratto, al contempo oscuro e magnetico, sono Gai Behar (curatore di eventi multidisciplinari nella vita notturna di Tel Aviv) e Ori Lichtik (tra i padri dei techno rave israeliani). Le note sono quelle del live set di Lichtik, che spazia tra musica house e più dolci melodie elettroniche, anche se dominano le percussioni, talora insolenti, che marcano il battito animalesco e talora violento della vita che cammina, più forte di tutto e talvolta calpestata.

Lo spettacolo non ha un inizio e una fine, non è una storia, quanto un percorso iniziatico, che si rinnova costantemente: è questa l’essenza della vita - sembra dirci la coreografa - che a mio parere non cerca nè offre una chiave, perché non vuole spiegare l’esistenza ma solo rappresentarla per immergersi all’interno. E la vita non è che amore in tutte le sue forme, anche quelle distruttive. E’ soprattutto il tono ossessivo, la lotta per la libertà dallo stesso slancio vitale che è espansione ma anche compressione, che racconta lo spettacolo dove una figura femminile è placcata da cinque performer. Alla fine una luce sembra distendere i corpi in un’armonia precaria e momentanea.

Israeliana, nata a Gerusalemme, Sharon Eyal ha lavorato per 23 anni con la Batsheva Dance Company passando dal ruolo di danzatrice a quello di direttrice artistica e, infine, dal 2005 al 2012 a quello di coreografa. Acclamata in tutto il mondo per le sue pièce, ha creato coreografie per compagnie europee ed internazionali tra le quali la Carte Blanche Dance of Norway, la Hubbard Street Dance Chicago e la Tanzcompagnie Oldenburg, che le sono valse alcuni dei più importanti premi dedicati alla danza in tutto il mondo.

Nel 2013, insieme al suo collaboratore Gai Behar e al musicista Ori Lichtik ha dato via alla L-E-V Dance Company: non solo una compagnia di danza ma un progetto all’interno del quale si fondono moda, musica, club culture e arti coreutiche. Tra le fonti di ispirazione, al di là della vita, la coreografa cita il cinema: “Io sono influenzata dai moduli di un Lars Von Trier - ha dichiarato - e da registi come i Fratelli Cohen o Mike Lee”.

Pubblico in delirio alla fine dello spettacolo, emozionato e ammirato, ma soprattutto attraversato dalle vibrazioni; a tratti si avverte una qualche sublimazione della carnalità che diventa gesto, voce, visione o, al contrario, pura corporeità, dalla quale però il cuore, il vissuto sembrano staccarsi. Elegante la composizione impeccabile perché i suoi quadri per circa un’ora non si fermano mai e fluiscono da una forma spaziale all’altra senza stasi, mai, sebbene lo spettacolo sia più una visione che un vissuto. C’è in questa distillazione tutta la sapienza della danza che originariamente è ritualità, mai pura spontaneità, e si resta estasiati più che commossi.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: martedì 27 settembre e mercoledì 28 settembre ore 21
Biglietti: da € 14 a € 35

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Matteo Antonaci, Ufficio stampa Romaeuropa Festival
Sul web: www.teatrodiroma.net - http://romaeuropa.net

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