Occident Express - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Sabato, 20 Ottobre 2018 

Dal 16 al 21 ottobre, al Teatro Grassi, va in scena “Occident Express” di Stefano Massini, con l’interpretazione di Ottavia Piccolo e la musica composta e diretta da Enrico Fink per l’Orchestra Multietnica di Arezzo. Un’odissea dei nostri giorni che diventa un Esodo collettivo, una storia universale, potente. L’interpretazione è straordinaria, in un intreccio insolito di parole e musica, con i musicisti che si muovono sulla scena intervenendo con gli strumenti come fossero voci di attori. Lo spettacolo nella sua essenzialità è di grande raffinatezza e incisività, con un disegno luci scultoreo che crea sullo schermo di fondo l’ombra della protagonista nei momenti più intensi. Ne risultano un grido di dolore e una riflessione psicologica sullo spartiacque di certi viaggi della vita.

 

OCCIDENT EXPRESS
(Haifa è nata per stare ferma)
scritto da Stefano Massini
uno spettacolo a cura di Enrico Fink e Ottavia Piccolo
con Ottavia Piccolo e l'Orchestra Multietnica di Arezzo: Gianni Micheli clarinetti e fisarmonica; Massimo Ferri oud, cümbüş, bouzouki, chitarra; Luca Roccia Baldini basso e contrabbasso; Mariel Tahiraj violino; Leidy Natalia Orozco viola; Maria Clara Verdelli violoncello; Massimiliano Dragoni salterio e percussioni, Enrico Fink flauto
musica composta e diretta da Enrico Fink
disegno luci Alfredo Piras
produzione Teatro Stabile dell’Umbria/Officine della cultura

 

Stefano Massini si conferma un visionario nella scrittura teatrale e la regia si affida completamente alla scrittura e all’interpretazione straordinaria di Ottavia Piccolo, che riesce a dare il meglio di sé in questi assolo, personaggi di donne sofferenti.

La protagonista, Haifa, che sceglie di chiamarsi così perché interrogando il fiume scopre che al pronunciare questo nome tra i tanti “risponde”, lei che era stata chiamata Chaban, perché nata la prima notte di questo mese del calendario musulmano, è un’anziana donna irachena che nel 2015 percorre 5.000 km per sottrarre la nipotina alla guerra. Stefano Massini trasforma quel viaggio in un’epica moderna con un viaggio che parte da Mosul e che dall’Iraq arriva fino al Baltico, attraverso la cosiddetta “rotta dei Balcani”. Il racconto è una cronaca di viaggio, di una fuga che guarda sempre avanti come chi ha lasciato tutto, la propria casa e quello che aveva di più caro, alle spalle. Il racconto è una delle tante cronache di migranti, la disperazione che conosciamo dai tanti resoconti in prima persona e reportage, che sulla scena diventa un viaggio interiore.

La genesi del titolo “Occident Express” che non sveliamo e che in fondo è occasionale, legata ad un evento finale, è anche però simbolica della meta, della speranza dei migranti, l’Occidente come categoria, e del desiderio che il viaggio sia rapido, Express, mentre invece sembra infinito. Una storia vera che Massini riesce a rendere altamente poetica, a tratti perfino drammaticamente ironica, come la prima parte della fuga in un camion dove sono ammassate delle pecore, o la notte passata in uno zoo dimenticato, o ancora ogni volta che la protagonista cerca di far passare per un gioco il dramma che condivide con la bambina. Come non leggere in una dimensione di fiaba l’arrivo in Ungheria quando comincia a nevicare e la bambina crede sia farina? Così come il treno che devono prendere diventa quasi un personaggio immaginario che nessuno ha mai visto. E’ interessante il viaggio che la protagonista compie nella propria interiorità e quel raggiungere la meta perdendo se stessa, che è poi quello che accade spesso quando si vive un trauma, perché ogni viaggio è sempre di sola andata. Così la perdita delle emozioni è il prezzo che pagherà Haifa per lasciare un paese in guerra.

Essenziale il ruolo della musica suonata dal vivo dall’Orchestra Multietnica di Arezzo - con otto musicisti in scena - che diventa parte integrante del racconto anche per la regia che inserisce interpreti e strumenti in movimento sulla scena come voci diverse, vere e autentiche voci a guisa di personaggi. Sono suoni essenziali, suggestioni sia timbriche sia melodiche, che raccontano la complessità mediterranea fino al deserto mediorientale. Da segnalare il disegno delle luci con il gioco della proiezione dell’ombra della protagonista che diventa un doppio e profila una geometria rigorosa altamente simbolica come i cubi di cemento che fungono da piattaforma sulla quale si muove Ottavia Piccolo, un’allusione ad una città vuota e fredda dalla quale proviene. Non manca come spesso in Massini il gusto estetico, che definisce la scena con meticolosità seppure essenziale come il gioco dei toni neri e grigi, mentre i capelli bianchi di Haifa sono il senso del tempo e dell’invecchiamento interiore, di una protagonista che dopo il cammino non potrà più essere quella di prima e non solo perché sono passati gli anni.

 

Piccolo Teatro Grassi - Via Rovello 2 (M1 Cordusio), Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 02/42411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata spettacolo: 90 minuti senza intervallo

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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