Nuvole Barocche - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Domenica, 11 Maggio 2014 

Dall’ 8 al 18 maggio, al Teatro Filodrammatici di Milano va in scena Nuvole Barocche, titolo che riprende quello del secondo album del cantautore Fabrizio De Andrè pubblicato nel 1969. Lo spettacolo è scritto e diretto dalla compagnia Carrozzeria Orfeo, fondata nel 2007 da Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Luca Stano, tre compagni di corso dell’Accademia d’Arte Drammatica di Udine. In sottofondo la voce di De Andrè e il suo canto sul mondo dei diseredati. La Fondazione Fabrizio De André ha dato il suo patrocinio a quest’interessante lavoro, pervaso da una poetica di tensione che scorre parallela a quella dell’ emarginazione.

  

 

 

NUVOLE BAROCCHE
con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André
drammaturgia e regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano
collaborazione alla regia Alessandro Tedeschi
con Fabrizia Boffelli, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano
disegno luci Diego Sacchi
collaborazione alla produzione Centro RAT – Teatro dell’Acquario
co-produzione Carrozzeria Orfeo e Questa Nave

 


“Quello che non ho è un treno arrugginito, che mi riporti indietro da dove son partito”, cantava De Andrè. Ma da dove sono partiti quei tre ragazzi che ora, nell’estate del 1979, si ritrovano in uno scantinato milanese a progettare il rapimento di un bimbo disabile per chiedere il riscatto all’agiata famiglia, mentre sui giornali campeggiano le notizie relative al sequestro in Sardegna di De Andrè e della sua compagna Dori Ghezzi? Cresciuti in angoli di città abbandonati a se stessi, ritrovatisi a condividere sin da piccoli pomeriggi al parchetto mal frequentato, uniti negli anni dell’adolescenza nelle prime bravate, si incontrano una decina di anni dopo, con i loro pezzi di vita rotti in mano, le loro ferite inferte all’innocenza.


I loro animi sono come “nuvole barocche”, che vanno, vengono, ogni tanto si fermano e prendono forme fantasiose, che per un attimo sembra insegnino il sogno; ma che poi si incupiscono, si aggregano, diventano minacciose pronte ad esplodere con una violenza incontrollabile. Hanno perso il contatto con la società, con le istituzioni e con se stessi. E sono pronti a urlarlo al mondo con questo gesto disperato e di rivalsa pur di avere soldi. Il denaro è l’ultima illusione per uscire dal tunnel dell’alcolismo di Beppe, della dipendenza dal gioco di Nico, e del trapianto di cuore di Pier. Il loro progetto di sequestro nasce in quello scantinato che li aveva visti spesso ridere durante l’adolescenza e sembra l’immagine deformata di quello di De Andrè, organizzato da professionisti, per i quali i tre nutrono ammirazione, perché anche il male bisogna saperlo fare bene.


Sullo sfondo un’ Italia ferita, lacerata dai conflitti sociali, dal fallimento della classe operaia.


Spettacolo interessante, con una poetica della tensione e del perdente, che si esprime attraverso la drammaturgia e la fisicità. La scena, volutamente scarna, è però riempita dai corpi degli attori. La sincronicità dei loro movimenti riesce a conferire una certa qual leggerezza al grande spessore del tema; da' corpo, tra l’altro, alla “notte lunga, che porta delirio ed allucinazioni”.

 

 

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 21; mercoledì e venerdì ore 19.30; domenica ore 16
Biglietti: intero 19 euro, ridotto convenzionati 15 euro, under 25 13 euro, over 65 10 euro

 

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Ludovico, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

 

 

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