Nudi e crudi - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Lunedì, 28 Novembre 2016 

Dal 24 novembre all’11 dicembre. I signori Ransome, classica coppia inglese tradizionale come siamo abituati a immaginarla, tornando a casa dopo aver assistito a teatro al “Così fan tutte” di Mozart, trovano il loro appartamento completamente svuotato da ogni mobile, compresi moquette, interruttori, rubinetti e… carta igienica. Superata la prima incredulità, la reazione del signor Ransome si manifesta con una forte arrabbiatura, esce di casa per cercare un telefono e chiamare la polizia, mentre la signora, pur rendendosi conto della gravità dell’accaduto, sembra essere presa da una strana forma di rassegnazione e si predispone con un aplomb tutto inglese a conoscere quelli che saranno i prossimi eventi, perché una spiegazione ci dovrà pur essere: una cosa è farsi svaligiare l’appartamento, altro è ritrovarsi fra quattro mura da dove è scomparsa ogni suppellettile, anche l’oggetto più inutile e insignificante.

 

Co-produzione Walter Mramor e Artisti Associati presenta
NUDI E CRUDI
da un racconto di Alan Bennett
tradotto e adattato per la scena da Edoardo Erba
con Maria Amelia Monti e Paolo Calabresi
e la partecipazione di Nicola Sorrenti
regia di Serena Sinigaglia
assistente alla regia Annagaia Marchioro
scene Maria Spazzi
costumi Erika Carretta
colonna sonora Sandra Zoccolàn
luci Alessando Verazzi

 

La commedia è tratta da uno dei più celebri racconti di Alan Bennett, scrittore inglese famoso anche per il testo teatrale (poi sceneggiato da lui stesso per il cinema), “La pazzia di re Giorgio” e il racconto “La sovrana lettrice”, dove si racconta come la Regina, in età avanzata, diventi un’accanita lettrice di ogni genere di libri che le fanno scoprire un nuovo “modus vivendi”.

I suoi libri sono pregni del più tradizionale humor inglese, condito spesso da cinismo e trasgressione a renderli ancora più appetibili; “Nudi e crudi” è stato il suo maggiore best seller italiano tradotto da Giulia Arborio Mella e Claudia Valeria Letizia, a cura della casa Editrice Adelphi che lo pubblicò. Un libro assolutamente godibile per la semplicità della narrazione, tanto che trarne una commedia non deve essere stata un’impresa affatto facile sia per la situazione raccontata che per il suo svolgimento: Edoardo Erba è riuscito ottimamente nell’ardua impresa, utilizzando in maniera appropriata e intelligente un'unica scena dove le suppellettili sono ridotte al necessario (nel racconto, la vicenda si svolge in diversi ambienti).

La coppia protagonista è formata da due individui in cui chi decide per entrambi in ogni circostanza è l’uomo. La donna, sua moglie, è quella che immaginiamo la classica donna inglese, che vive nel benessere e in un perbenismo connaturato sin dall’adolescenza, che non conosce bene come gira il mondo e che si affida totalmente alle decisioni del marito, ritenendole sagge e mature. I suoi interventi nella vita coniugale sono ridotti al minimo: non guarda la televisione, perché il marito non la guarda, ascolta solo Mozart perché l’ascolta il marito nel suo perfetto impianto stereo, non ha amicizie e conduce una vita cosiddetta “ritirata”.

La routine matrimoniale in cui vivono i due coniugi, fatta di benessere economico, sembra la cosa più vicina alla felicità e non vengono sfiorati dal dubbio che si possano vivere esistenze differenti ed esperienze più allettanti. Il massimo piacere che il signor Ransome sembra ricavare dalla vita è il suo impianto stereo che gli permette di ascoltare l’amato Mozart. La moglie appare una classica casalinga che sembra non avere interessi. E' proprio l’accaduto dello svaligiamento del loro appartamento che porta la novità assoluta, non solo dal punto di vista pratico (che comunque l’uomo risolve momentaneamente in attesa che le indagini poliziesche svolgano il loro corso e l’assicurazione provveda a pagare gli anticipi della polizza-casa perché la coppia possa provvedere alle prime necessità). L’arredamento di fortuna e ogni altra necessità pratica vengono affidati alla moglie, la quale comincia a scoprire che esistono nel quartiere realtà diverse dal centro commerciale e dal supermercato, questo sia per quanto riguarda l’arredamento e l’acquisto dei beni strumentali, sia per quanto concerne i prodotti alimentari. E soprattutto che esiste intorno a lei una fauna umana diversa, più viva, più motivata, anche divertente. Inizia a guardare finalmente la televisione, scopre un programma pomeridiano dove le coppie vanno a raccontare i loro problemi e comincia ad apprendere uno “slang” prima del tutto sconosciuto.

Se nel primo atto ci troviamo di fronte a una coppia impreparata agli imprevisti e quindi incapace di risolvere diversamente la propria vita, nel secondo abbiamo a che fare con una coppia che è visibilmente cambiata: lui non intende rinunciare alle sue abitudini e vuole ritrovare quello che sembrava perduto, lei è invece una donna che comprende che dentro di sé è iniziato un processo di cambiamento che non è arrivato ancora al culmine ma che inevitabilmente la condurrà a diventare una persona diversa, con la consapevolezza che la vita può offrire ben oltre che il piattume quotidiano che le ha riservato finora.

Quando l’accaduto del trasloco forzoso, perché non voluto e soprattutto accaduto a opera di sconosciuti, viene risolto in maniera inaspettata, ci troviamo al termine non di una semplice commedia ma di un processo di cambiamento caratteriale da parte della coppia. Quello della donna è stato da lei costruito quasi inconsapevolmente e l’ha portata a un arricchimento, quello dell’uomo è più definitivo e la penna di Alan Bennett qui si è dimostrata implacabile.

Davvero brillanti i due attori protagonisti, Maria Amelia Monti e Paolo Calabresi, così come Nicola Sorrenti a cui vengono affidati gli altri personaggi. La regia di Serena Sinigaglia mette ben in luce il cambiamento della protagonista della commedia verso l’imprevisto, che poi, a seconda dei casi, può voler dire crescita o impoverimento dello spirito, ma sostanzialmente sottolinea l’opportunità di ascoltare i sintomi manifestati dal nostro essere più profondo che, se assecondati, come ha dichiarato la stessa regista, comunque ci fanno “essere più vicini a quello che noi siamo”.

 

Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni : telefono 800914350, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20,45; domenica e giovedì 8 dicembre ore 15,30; lunedì riposo
Biglietti: Poltronissima Prestige € 35, Poltronissima € 32, Poltrona € 23, Poltronissima under26 € 15

Articolo di Carlo Tomeo
Grazie a: Rita Cicero Santalena Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

Commenti   

 
#1 Nudi e CrudiGuest 2016-11-29 00:48
Ottima recensione della commedia NUDI E CRUDI. Complimenti, Sig. Tomeo.
 
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