Nuda Proprietà - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Domenica, 02 Marzo 2014 

Dal 26 febbraio al 16 marzo. È un piccolo inno alla vita, un atto di fiducia nella parola sobria, intelligente e leggera. Un invito a vivere nel presente, indipendentemente dall’età; e a consegnarsi a se stessi, con onestà ed ironia. La trasposizione teatrale, prodotta da La Contemporanea e Mismaonda, è di Lidia Rivera ed è tratta dal suo romanzo "Piangi Pure", edito da Bompiani; la regia è di Emanuela Giordano, rabdomante dei veloci cambiamenti all’interno della società, promotrice del teatro inteso come spazio laico dove affrontare solitudine e assenza di comunicazione, riportando la centralità dell’incontro, dell’ascolto e della parola.

 

 

 

La Contemporanea - Mismaonda presentano
Lella Costa e Paolo Calabresi in
NUDA PROPRIETA’
di Lidia Ravera
tratto dal romanzo "Piangi Pure" di Lidia Ravera, edito da Bompiani
con Claudia Gusmano, Marco Palvetti
scene di Francesco Ghisu
musiche di Antonio Di Pofi
regia di Emanuela Giordano

 

La scena si apre sull’interno di una casa; questa è grigia, sobria, essenziale, priva di oggetti decorativi o ricordi di mondi passati. Un po’ come la vita attuale della sua proprietaria, la signora Iris (Lella Costa), vitale e ironica sessantacinquenne; la protagonista vive da sola, priva di pensione, in una decorosa miseria diventata per lei intollerabile, oltre che fonte di fobie continue. Per questo decide di vendere la nuda proprietà della sua casa. Lo fa con un pizzico di leggerezza oltre che di lungimiranza, ipotecando la sua salute che sembra ferrea. È anche molto arrabbiata con Carlo (Paolo Calabresi), lo psicanalista cui ha di recente affittato una parte indipendente della sua casa, perché si ostina a non rilasciarle un falso certificato medico, attestante patologie invalidanti che avvalorerebbero un potenziale acquisto. Per questo è costretta, di fronte ad un acquirente senza scrupoli e fortemente interessato, a fingersi “canuta, bianca” e tremolante.


Dal momento in cui però, firma il contratto con il losco individuo, le sembra di aver messo fretta alla morte, ingaggiando contro quest'ultima una pericolosa partita alla roulette. Le basta uno spiffero per sentirsi cadavere, vedere la decomposizione di ogni cellula del proprio corpo, sentire gli organi ubbidire ciecamente alla forza di gravità. Anche la più semplice delle attività, come lavarsi i denti, la rimanda all’idea di aver consegnato la sua vita, insieme alla nuda proprietà della casa. Carlo, lo psicanalista compassato, che porta la sua età come una livrea melanconica e la osserva con curiosità mista a un pizzico di tremore, le consiglia di scrivere un diario.


Lei comincia a farlo, ma poi sente il bisogno di confidarsi non con delle pagine bianche, ma con lui, con Carlo, che diventa una presenza sempre più importante nella sua vita. Lui l’ascolta paziente, contiene le sue ipocondriache visioni basate su ironica intelligenza. E piano piano comincia anche lui a raccontarsi, a raccontare della sua malattia, ad entrare in punta di piedi, in una relazione di stima, sostegno reciproco e amore.


Ma i gesti dell’amore, a sessant’ anni, sono stati già tutti sperimentati, insieme alla fisicità. Ora resta il pudore, la goffaggine, il timore. La voglia di amare però, anche a questa età, può essere maggiore della paura d’amare. “Primavera non bussa, lei entra sicura, che paura, che voglia che ti prenda per mano; Che paura, che voglia che ti porti lontano”, cantava De Andrè.


Belle le luci, che si accendono dapprima fievolmente, sino a raggiungere una forte intensità, proprio come i sentimenti dei due protagonisti che decideranno di “vivere insieme felici anche se il tempo stringe”. Interessante la scrittura su piani obliqui, capace di illuminare anche la generazione della bella nipote ventenne, in perenne ricerca di ascolto, capace di trovare conforto solo in corpi “scambievoli” maschili.


Spettacolo godibilissimo, un vero regalo propiziatorio per chi, come la sottoscritta, è entrato in quell’età del disamore che, se libera dalle convenzioni, inacerbisce talvolta l’animo.

 



Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 – 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per scuole e gruppi organizzati Progetto Teatro: telefono 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line www.vivaticket.it - <ahref="ttp://hwww.ticketone.it">www.ticketone.it - www.happyticket.it
Orario spettacoli: feriali ore 20.30, domenica ore 15.30, lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00 – studenti € 15,00/13,50
Durata spettacolo: 1 ore e 20' (senza intervallo)



Articolo di Raffaella Roversi
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

 

 

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