Notturno di donna con ospiti - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Sabato, 03 Dicembre 2016 

A trent' anni dalla prematura scomparsa di Annibale Ruccello, uno degli autori più innovativi della Nuova Drammaturgia Napoletana, Giuliana De Sio interpreta Adriana, moglie e madre che porta avanti la sua triste esistenza nel caldo asfissiante dell’estate napoletana. “Notturno di donna con ospiti” è una potente commedia dal retrogusto amarissimo, capace di far ridere ed emozionare passando dalla comicità del teatro popolare napoletano, alla black comedy, per approdare alla tragedia contemporanea.

 

Produzione Teatro e Società presenta
Giuliana De Sio in
NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI
di Annibale Ruccello
con Giuliana De Sio
e con Gino Curcione, Rosaria De Cicco, Andrea De Venuti, Mimmo Esposito, Luigi Iacuzio
regia Enrico Maria Lamanna
scene Roberto Ricci
costumi Teresa Acone
musiche Carlo De Nonno
luci Stefano Pirandello

 

In un'afosa notte d'estate anni '80 nella periferia campana, una casalinga prepara la cena per il marito metronotte, mentre i bambini dormono in camera. Seguono amorosi e rudi battibecchi. Lei, Adriana Imparato, è una casalinga verace ma un po' ingenua che vive di miti pop e di piccole soddisfazioni domestiche; lui, Michele, il marito, è rude, burbero e la considera una proprietà.

Rimasta sola, Adriana telefona alla madre, mette in atto rimedi casalinghi per il caldo e poi si addormenta davanti alla TV. Alla finestra bussa una donna in cerca d'aiuto: è Rossana, una sua compagna di scuola, poco dopo arriva il marito della donna, Arturo, un affascinante uomo del nord, che seduce Adriana. Mentre i due amoreggiano giunge Michele ed inizia un gioco surreale. La serata prosegue tra giochi, dispetti, balli e buon whisky. Verso la fine della serata alla compagnia si aggiunge anche Sandro, il primo fidanzato di Adriana. E si alternano le comparse del padre di Adriana, remissivo e della madre, donna imponente ed autoritaria, simbolo dell'ipocrisia borghese e cattolica.

I ricordi di un’infanzia segnata da due figure genitoriali contrapposte, di una giovinezza turbata dall’ amore per Sandro, contrastato dalla madre-matrona, e culminato in un tragico aborto, si alternano alle immagini di un presente infelice, scandito da piccoli riti di provincia: la visita al cimitero al padre scomparso, la cura dei figli, le gite in campagna la domenica. Un caleidoscopio di emozioni dalle quali emerge vivida l’insofferenza per la reclusione a cui il matrimonio con Michele l’ha condannata e il desiderio di poter almeno sognare una vita diversa. La girandola dei ricordi si muove in un giro vorticoso e Adriana vede la madre, principale artefice della sua infelicità, dirigersi verso la camera dei bambini e, farneticando di volerli salvare, ormai annebbiata dall'alcool uccide i suoi figli.

Il tragico epilogo è servito: Adriana, farneticando, in un immaginario dialogo col padre si rende conto del male commesso; pochi minuti dopo sulla scena compare Michele, assente dalla sera precedente. È così chiaro, ma era già evidente all’inizio, che tutte le vicende della notte si sono consumate solo nella mente di Adriana. I suoi fantasmi e i suoi demoni sono venuti a farle visita in quella afosa notte d’estate e lei, purtroppo, non è stata capace di sconfiggerli e lei, con la mente offuscata da terribili ricordi, ha distrutto la sua vita.

La drammaturgia di Annibale Ruccello viene esaltata dalla regia solida ed onesta di Enrico Maria Lamanna, capace di addentrarsi e dominare con maestria i territorio dell’onirico, del grottesco, del comico, del surreale e della tragedia con ritmo teso ed incalzante. Nei panni di Adriana Imparato c’è una superba Giuliana De Sio, sexy e tenera, passionale ed ingenua, vittima dei suoi fantasmi. Ottime le interpretazioni del cast.

Si entra nelle stanze di quella miseria morale che gli anni ’80 hanno costruito con la loro leggerezza e il finto benessere; le canzoni di Marcella Bella e di Julio Iglesias sono un ottimo contrappunto musicale alle coordinate storico-sociali dell’epoca. L’uso sapiente della musica è funzionale al passaggio dai toni comici alla suspense da thriller per approdare, infine, al dramma. La scenografia originale guarda alla tradizione napoletana con grande ingegno. Un interno domestico semplice con arredi color pastello, richiami ad uno spirito infantile mai sopito, una finestra sul balcone, foriera di sogni e fantasmi, che all’occorrenza diventa una sala addobbata per festeggiare un tenero compleanno, una scala in legno attraverso la quale si muovono i personaggi del sub-inconscio della protagonista. Un nota di merito va all’ uso dei costumi che valorizzano i corpi seducenti di Rossana e del marito, la piattezza di Michele e la semplicità di Adriana.

 

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo; martedì, sabato ore 20.30; mercoledì, venerdì ore 19.45; giovedì ore 21.00; domenica ore 16.00
Biglietti: intero: prime file 40€ / II e III settore 32€ / IV settore 25€; over65/under26: II, III, IV settore 18€; convenzioni: II, III settore 22,50€ / IV settore 18€

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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