Non si uccidono così anche i cavalli? - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Domenica, 06 Ottobre 2019 

Una maratona inarrestabile ed implacabile, una prova di resistenza fratricida attraverso la quale centinaia di disperati tentano di procacciarsi un barlume di speranza sotto accecanti riflettori: infinite giornate di ininterrotto ballo in coppia, passioni e rivalità che si intrecciano, il miraggio di un fantomatico premio in denaro o di un produttore cinematografico che li sottragga alla squallida routine delle loro esistenze; il tutto orchestrato da un istrionico organizzatore-presentatore con tante parole per imbonire ma ben pochi scrupoli ad ingentilire la coscienza. Dopo il luminosissimo successo di “Le Bal”, Giancarlo Fares torna a scrutare l’universo del ballo da una prospettiva curiosa ed originale, curando adattamento e regia di “Non si uccidono così anche i cavalli?”, tratto dal romanzo omonimo dell’americano Horace McCoy del 1935, divenuto celebre anche grazie alla trasposizione cinematografica di Sidney Pollack del 1969 con Jane Fonda. Protagonisti di questo adattamento teatrale sono Giuseppe Zeno, Silvia Salemi ed un compagine di tredici talentuosi giovani interpreti, pronti a contendersi la ribalta senza esclusione di colpi, sulle trascinanti note electroswing di Piji e della sua band.

 

Alessandro Longobardi per OTI - Officine del Teatro Italiano presenta
Giuseppe Zeno e Silvia Salemi in
con la partecipazione straordinaria di Piji
NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI?
traduzione Giorgio Mariuzzo
adattamento Giancarlo Fares
tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCoy
e con Riccardo Averaimo, Alberta Cipriani, Vittoria Galli, Alessandro Greco, Salvatore Langella, Martin Loberto, Elisa Lombardi, Maria Lomurno, Francesco Mastroianni, Matteo Milani, Pierfrancesco Scannavino, Lucina Scarpolini, Viviana Simone
con la partecipazione live del Piji Electroswing Project: Piji (voce e chitarra), Dario Troisi (piano), Egidio Marchitellli (elettronica & chitarra), Francesco Saverio Capo (basso) e Andy Bartolucci (batteria)
coreografie Manuel Micheli
canzoni originali di Piji
scene Fabiana Di Marco
costumi Francesca Grossi
disegno luci Anna Maria Baldini
assistente alla regia Claudia Fontanari
regia Giancarlo Fares

 

Un’apertura di stagione decisamente colorata, ritmata ed energica per la Sala Umberto che, a quasi un secolo e mezzo dalla sua inaugurazione, vive una rinnovata giovinezza artistica sfoderando un cartellone quanto mai ricco e variegato, tra tradizione e contemporaneità, commedia e thriller, teatro musicale e scintillante ironia. L’intreccio narrativo di “Non si uccidono così anche i cavalli?”, sia nell’originale versione letteraria firmata da Horace McCoy, che nell’adattamento asciutto e avvincente di Fares, ha il pregio di catturare lo spettatore sulle onde della frizzante leggerezza, per poi condurlo progressivamente alla scoperta del disagio esistenziale che attanaglia tutti i personaggi in scena, introducendo spunti di riflessione ahimè drammaticamente attuali.

Ci troviamo nella California dei primi anni Trenta, al culmine della Grande Depressione, e centinaia di coppie si accingono a confrontarsi in una disfida disumana: migliaia di ore di ballo consecutivo, con sullo sfondo la chimera di un non meglio precisato premio in denaro per i più stoici nel resistere e magari la possibilità di aggiudicarsi l’attenzione di produttori o registi cinematografici per una sfavillante carriera hollywoodiana; in fondo non vi è poi così tanta differenza con il manipolo di cercatori di fama che oggigiorno si rinchiudono in lussuose dimore osservati costantemente dalle invadenti telecamere di grandi fratelli ed affini.

Il mattatore della maratona è l’elegante ed affettato presentatore Joe (interpretato da Giuseppe Zeno), il quale ha irretito centinaia di concorrenti con false promesse di celebrità e denaro e il cui unico interesse è ora quello di preservarli danzerecci - e possibilmente in vita! - il più a lungo possibile. Concentreremo il nostro obiettivo su sette coppie e sui loro febbrili tentativi di rimanere in partita nonostante il trascorrere di eterne ore, giorni, settimane; tra di loro si nascondono tipi umani estremamente eterogenei, dai veterani di queste massacranti competizioni a una giovane futura mamma che resiste tenacemente nonostante il bimbo che porta in grembo, da un pericoloso malvivente nascostosi tra i partecipanti fino alla sensibile e caparbia Gloria (ne veste i panni Silvia Salemi) con i suoi sogni di affermazione artistica che la hanno attirata tra le spire di questo gioco al massacro. Scopriremo chi saranno i vincitori indiscussi? Sicuramente un passo di danza dopo l’altro ci inabisseremo sempre più in profondità ad indagare la psicologia, le sofferenze e le aspirazioni frustrate dei nostri protagonisti.

Dopo il brillantissimo successo riscosso da Giancarlo Fares con il suo spettacolo precedente “Le Bal”, in cui si ripercorreva attraverso il connubio tra musica e danza la storia del nostro paese dall'inizio della seconda guerra mondiale al crollo delle torri gemelle, il regista ha intrapreso questo progetto con l’intento di coniugare nuovamente ballo e musica, trasformandoli in drammaturgia. I due cardini si cui si poggia l’architettura dello spettacolo sono pertanto da un lato le coinvolgenti canzoni in stile swing, elettro-swing e jazz manouche, composte appositamente per l’occasione da Piji, pluripremiato cantautore romano, e suonate dal vivo dal Piji Electroswing Project, ossia la band composta dallo stesso Piji (voce e chitarra), da Dario Troisi (piano), Egidio Marchitellli (elettronica e chitarra), Francesco Saverio Capo (basso) e Andy Bartolucci (batteria); dall'altro, perfetto ingrediente complementare a questa pregiata quanto frizzante intelaiatura musicale, sono le elaborate coreografie di Manuel Micheli, ricche di dettagli divertenti ed incarnate con passione e grande perizia dai giovanissimi attori in scena.

La regia armonizza argutamente musica, ballo e la recitazione non-verbale dei nostri quattordici spavaldi maratoneti, concentrando l’attenzione sulla superficialità ed il cinismo dello show business, mondo spesso foriero di illusioni e falsi miti capaci di irretire in particolar modo i più giovani e sprovveduti; in virtù di tale scelta vengono al contrario solo pallidamente tratteggiati rapporti sentimentali e dinamiche affettive tra i diversi personaggi che invece trovavano ampio spazio sia nel romanzo di McCoy che nella pellicola di Pollack, così come è stato drasticamente tagliato il drammatico epilogo che contraddistingueva entrambi.

Se la prova recitativa di Giuseppe Zeno, beniamino della fiction televisiva nostrana, appare eccessivamente artefatta e trattenuta, ben più sorprendentemente incisiva e appassionata si rivela quella di Silvia Salemi che veste con determinazione i panni della protagonista femminile Gloria attraverso due impegnative ore di ballo pressoché ininterrotto, regalando anche al pubblico brevi monologhi intensi ed emozionanti ed alcuni brani musicali interpretati dal vivo con il consueto viscerale sentimento che ha sempre infuso nel suo percorso di cantautrice. Una piacevolissima sorpresa nelle vesti di attrice, dunque. Mai come in questa pièce la reale linfa vitale risiede però nell’ensemble, nei tredici generosi e solidi attori-ballerini che non risparmiano un atomo di energia pulsante e sudore per ricostruire l’atmosfera di questa paradossale lotta tra poveri; tra tutti spiccano il carisma e l’incontenibile vitalità di Martin Loberto, il magnetismo e l’espressività di Salvatore Langella e la ricercatezza di Vittoria Galli.

Cosa siamo disposti a sacrificare sull’altare di successo e denaro? Secondo McCoy e Fares parrebbe che ogni parvenza di umanità sia facilmente sacrificabile. Almeno questo quadro sconfortante può essere mitigato dalla bellezza dell’arte e dalla tenacia nel costruire un progetto e conferirgli vita, spiragli di ossigeno che questo “Non si uccidono così anche i cavalli?” regala in dosi copiose.

 

Teatro Sala Umberto - Via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari botteghino: lunedì chiuso, martedì-venerdì 11-19, sabato 12-19, domenica 12-18
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 5 ore 17 e ore 21
Biglietti: da 19 a 34 euro

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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