Non rubateci i sogni - Teatro de’ Servi (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 26 Aprile 2017 

Dal 25 aprile al 14 maggio. E' un coraggioso inno al diritto di sognare, quello in scena al Teatro de' Servi con la commedia "Non rubateci i sogni", scritta e diretta da Bernardino de Bernardis: un testo originale in cui il lieto fine è solo una promessa, un monito; il primo piano è dedicato alla lotta alla criminalità e alla camorra, alla battaglia per la libertà del cuore che diventa un inno a Napoli ma anche a tutti coloro che sono in grado di non rinunciare. Ben interpretato dall’autore-regista e da una compagnia di giovani talentuosi attori, con una cura particolare nella scelta musicale che alleggerisce.

 

La Bilancia Produzioni presenta
NON RUBATECI I SOGNI
scritto e diretto da Bernardino De Bernardis
con Luca Buongiorno, Bernardino De Bernardis, Mauro De Maio, Francesca Di Meglio, Ciro Formisano, Martin Loberto, Coky Ricciolino, Elena Verde/Angela Ruggiero

 

E’ una commedia sulla gioventù intesa non solo come età ma soprattutto come quello stato di sogno nel quale, forse con un po’ di ingenuità mista a presunzione, si crede di poter cambiare il mondo e si ha il diritto di coltivare ambizioni e sentimenti. Il finale è per un pubblico adulto, quello sopravvissuto alle delusioni e che non si è fatto smontare dalla vita: per tutti coloro che, avendo sognato di cambiare il mondo, hanno capito che l’unica cosa che si può cambiare siamo noi e così si aggiusta anche qualcosa che ci sta intorno. E ancora, se sognare è un diritto all’inizio della commedia, alla fine diventa un dovere perché richiama alla responsabilità più che al senso di colpa.

Il testo è ben scritto, per la sua complessità, articolato, arguto e ironico, attraverso un punto di vista insolito, quello di un prete: un Don Abbondio dei nostri giorni (Bernardino de Bernardis) che alla fine sceglie la responsabilità e si mette in gioco, perché a volte anche chi non ha troppo coraggio può infonderlo negli altri. Indovinati gli interpreti (Luca Buongiorno, lo stesso de Bernardis, Mauro De Maio, Francesca Di Meglio, Ciro Formisano, Martin Loberto, Coky Ricciolino ed Angela Ruggiero), dei quali si percepisce l’entusiasmo: un lavoro con una buona interpretazione, che conserva spontaneità. Da sottolineare il ricorso alla musica, in gran parte napoletana, con testi di cantautori locali o innamorati della città partenopea che ora si fa colonna sonora, ora è lo spunto per strizzare l’occhio alla commedia musicale, oppure per amplificare l’emozione.

Sono certamente un testo e una regia che giocano sull’emotività e sulle emozioni che, se a volte sono la nostra condanna, rappresentano però anche l’unico modo reale per vivere davvero. Forse è per questo che tutti inseguono l’amore e si affannano per cercare di capirlo. Questo si chiede Don Angelo, protagonista e voce narrante della pièce, osservando i giovani e i loro crucci, ma spiega loro - o forse a se stesso prima di tutti - che ogni amore vero è sempre e comunque amore e non può essere mai a metà: è il motore della vita, che fa sognare.

La storia racconta il ritorno a Napoli di un prete dopo una lunga permanenza in una parrocchia di una fredda valle adiacente Bolzano, dove non sente calore umano, dove non ci sono peccati da confessare al punto da arrivare a sentire l’inutilità della propria vocazione. Ma il ritorno a casa, con tanto di “raccomandazione”, è ben diverso da quello che si era immaginato. Tragico, comico, a tratti grottesco, il sogno di Don Angelo si infrange fin quasi alla resa, per poi scoprire gli altri e spogliarsi quasi dell’abito talare, almeno nel senso confezionato del termine, più tradizionale: per diventare finalmente un prete autentico, un uomo con una vocazione all’ascolto e all’accoglienza, un prete di strada.

In un quartiere difficile di Napoli dove domina la delinquenza, i nostri protagonisti mettono in scena la loro storia: un teatro nel teatro, in quel teatro, confiscato alla camorra, che ora la malavita vuole demolire e dove è allocata momentaneamente la chiesa in ristrutturazione. Il teatro fabbrica di sogni diventa quindi una potente metafora, nella sua resistenza a chi i sogni vuole rubarli. Ma finché si ha una storia da raccontare - quando si ha la propria storia da raccontare - e qualcuno a cui raccontarla non si è veramente perduti, come direbbe Alessandro Baricco.

Lo spettacolo e la sua reinterpretazione di Pulcinella diventano pertanto un grido di protesta contro i soprusi della criminalità locale e la logica del profitto. Scegliendo di andare comunque e nonostante tutto in scena, anche Don Angelo coglie l’occasione di una seconda vita ripercorrendo i luoghi dov’è cresciuto da ragazzo e riscoprendo il più genuino valore della fede e della solidarietà.

 

Teatro de' Servi - via del Mortaro 22 (angolo via del Tritone), 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e ore 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo
Biglietti: platea intero € 22 - ridotto € 16 / galleria intero €18 - ridotto € 14 (riduzioni per giovani under 18 e anziani over 65)

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Carla Fabi & Barbara Ghinfanti Comunicazioni, Ufficio stampa Teatro de' Servi
Sul web: www.teatroservi.it

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