Non rubateci i sogni - Teatro Martinitt (Milano)

Scritto da  Lunedì, 10 Aprile 2017 

Dal 6 al 23 aprile. Con “Non rubateci i sogni”, la commedia firmata e diretta da Bernardino De Bernardis che allieterà la Pasqua milanese al Teatro Martinitt, siamo di fronte ad uno spettacolo vivace e frizzante, camaleontico nella sua capacità di regalare sorrisi e lacrime. Un'opera teatrale intrisa di emozioni, che racconta una Napoli dal cuore grande, troppo spesso colpito con affilate lame di coltello.

 

Produzione La Bilancia presenta
NON RUBATECI I SOGNI
una commedia scritta e diretta da Bernardino De Bernardis
con Luca Buongiorno (Enrico), Bernardino De Bernardis (Don Angelo), Mauro De Maio (Salvatore), Francesca Di Meglio (Maria Grazia), Ciro Formisano (Don Peppino), Martin Loberto (Alessandro), Coky Ricciolino (aiutante del boss locale) ed Elena Verde (Donna Assunta)
scene Maurizio Marchini
luci Alessandro Levrero
foto Patrizio Cocco
grafica Elisa Abbadessa

 

Don Angelo viene trasferito a Napoli, sua città natale. La chiesa a cui è destinato è in ristrutturazione, sicché è stata momentaneamente trasferita in un teatro confiscato alla Camorra che ora tenta di farlo abbattere per realizzarci un centro commerciale.

I protagonisti sono proprio Don Angelo, la sua perpetua ed un gruppo di ragazzi che, in una Napoli piena di contraddizioni, cercano di vivere la vita di parrocchia.

Come una clessidra che viene girata all'occorrenza, ora vediamo una commedia che poi diventa tragedia e poi girando la clessidra è di nuovo commedia e così via portando lo spettatore a picchi di ilarità massima e momenti di angoscia e lacrime per le grandi emozioni che arrivano dal palco.

Don Angelo è Bernardino De Bernardis, autore, regista e protagonista della storia. Partiamo da lui che, come il migliore dei camaleonti, mostra le sfaccettature dell'anima con i peggiori difetti ed i migliori pregi. All'inizio si mostra un sacerdote codardo e goffo, regala facili risate per le battute in un dialetto napoletano proveniente dalla migliore comicità che si rifà alla scuola di Troisi. Lui rappresenta ognuno di noi. Lui ha paura come ognuno di noi ma con il suo bagaglio di buoni sentimenti, di valori e di fede in Dio e nell'Uomo riesce ad entrare in sintonia con ognuno dei ragazzi che frequenta la sua “Chiesa”. C'è Enrico (Luca Buongiorno), ragazzo convinto – giustamente - che lo studio possa liberare l'anima dalla schiavitù della sottomissione; con lui Don Angelo indaga l'importanza dell'amore. C'è Alessandro (Martin Loberto), un ragazzo debole, dal cuore d'oro, dolcissimo, a cui Don Angelo insegnerà a rialzarsi, dopo ogni caduta. Ci sono Salvatore (Mauro De Maio) e Maria Grazia (Francesca Di Meglio), due ragazzini innamorati a cui Don Angelo insegnerà il rispetto e il dialogo. C'è infine la perpetua (Elena Verde), il braccio destro di Don Angelo, colei che gli farà capire quanta forza egli abbia dentro di sé. Questi sono i personaggi del bene, coloro che lottano ogni giorno contro le storture della vita e che cercano di trarne sempre la buona lezione. E poi c'è il male, rappresentato dalla camorra, da Don Peppino (Ciro Formisano) e dal suo aiutante (Coky Ricciolino). Il male parla il linguaggio di quella Napoli arrogante e sprezzante che troppi fatti di cronaca hanno scolpito nell’immaginario collettivo.

Ecco i personaggi che vediamo sul palco. Attori ma soprattutto ragazzi che ce la mettono tutta per dare a Napoli il valore che merita; ragazzi che hanno voglia di vincere sul male. Non importa se nel finale la clessidra sarà girata sulla tragedia che scorre inesorabile. Il bene è arrivato forte e chiaro alla gente, che poi deve però decidere da che parte stare. La simbologia del bene e del male è sapientemente mostrata, alla fine della storia, da una danza/scontro tra un Pulcinella vestito di bianco ed uno vestito di nero: il bene e il male, la vita e la morte. Danzano insieme, lottano, si toccano e rifuggono. Il bene e il male non hanno un'anima, che invece possiede chi ne dirige le danze.

Napule è mille culure,
Napule è mille paure.
Napule è a voce de' creature
che saglie chianu chianu.
E tu sai ca nun si sule

Questa canzone di Pino Daniele, che si diffonde nel teatro sul finire dello spettacolo, sintetizza e interiorizza quello che con grande stile, capacità e cuore ha saputo mettere in scena Bernardino De Bernardis, al quale sono giunti gli applausi più sentiti e sinceri da parte dell'intera sala.

“Non rubateci i sogni” è un'opera teatrale che tutti dovrebbero vedere, soprattutto i giovanissimi, per rendersi conto che i veri valori sono custoditi nell’intimo del loro animo, se solo si impegneranno a tirarli fuori.

 

Teatro Martinitt - via Pitteri 58, 20134 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36580010, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: lunedì ore 17.30-20; da martedì a sabato ore 10-20, domenica ore 14-20
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 18, il sabato anche alle 17.30
Biglietti: 22 euro, ridotto 16 euro; abbonamenti a partire da 90 euro per 12 spettacoli

Teatro de' Servi - via del Mortaro 22 (angolo via del Tritone), 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: platea intero € 22 - ridotto € 16 / galleria intero €18 - ridotto € 14 (riduzioni per giovani under 18 e anziani over 65)
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21; sabato ore 17.30 e ore 21; domenica ore 17.30; lunedì riposo

Articolo di: Monica Landro
Grazie a: Federica Zanini, Ufficio stampa Teatro Martinitt
Sul web: www.teatromartinitt.it

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