Non Parlare - Carrozzerie | n.o.t. (Roma)

Scritto da  Domenica, 19 Giugno 2016 

Lo spettacolo "Non Parlare_a piece of work", scritto, diretto e interpretato da Katiuscia Magliarisi, e prodotto da Nutrimenti Terrestri, è stato presentato per la prima volta a Roma negli spazi delle Carrozzerie | n.o.t., realtà teatrale che pone come cardine della propria attività la creazione e l’ospitalità di nuove progettualità legate alla danza, al teatro e alle arti performative. "Non Parlare" è uno spettacolo performativo il cui testo è totalmente fuso con la sua messa in scena; più che scritto per il teatro, è esso stesso teatro: un monologo sul filo dell’onirico, confessione, delirio, ricordo o rievocazione dove il tempo scorre circolarmente in modo ossessivo. Con quadri espositivi che si ripetono, prendono corpo i fantasmi di una donna che, parlando, nega l’utilità della parola.

 


Produzione Nutrimenti Terrestri presenta
NON PARLARE
Che poi, più si parla e più non si dice niente
di e con Katiuscia Magliarisi
aiuto regia Donatella Corrado
luci, audio, video mapping Giacomo Cursi

 

E tu che forma dai agli istinti, alle paure, ai sensi di colpa, quando là fuori tutti ti chiedono di rimuoverli? "Non Parlare" adotta una narrazione sincronica dove spazi e tempi si sovrappongono, e il montaggio scompagina le carte in tavola. In questo contesto il sogno e la veglia acquistano lo stesso valore, confondendosi in un’unica nuova evanescente realtà. L’idea della regista è di andare alla ricerca dei tabù scegliendo la via del thriller e contaminandolo con altri generi.

Avevo letto in anteprima la bozza del testo e avevo provato un certo disorientamento, come sentirsi decentrati, con piani che si confondono in un intreccio brumoso tra sonno e veglia; presente e passato; storie che potrebbero consumarsi in “stanze” diverse come appartenere alla stessa donna: momenti e fantasmi di un’esistenza che non è più padrona di se stessa e che cerca il bandolo della matassa.

Affiora il senso di una violenza, subita ma con la quale sembra ci sia stata una certa connivenza, che porta gradualmente - come troppo spesso accade - la vittima a diventare carnefice. Qualcosa rievoca Medea, la cui storia fin troppo nota narra il dramma di una donna che per punire il consorte Giasone, uccide i propri figli e quindi in qualche modo si uccide. Nel testo della Magliarisi non emergono episodi netti ma piuttosto stati d’animo che si oppongono a un grido: "Non parlare", che dà il titolo al testo. Tutti, la società, sembrano invitare la protagonista a non parlare, nel senso di tacere e rimuovere, nascondersi nella sua vita ordinaria e banale di un’impiegata di un’agenzia di viaggi che non ha mai visto il mare, che appare alla fine in video e che idealmente tocca. Ma il problema non è non parlare, perché talora parlando, anzi chiacchierando, blaterando, si vaneggia e si dice ben poco. La protagonista sembra volersi esentare dal vocio e dal chiacchiericcio, dal quel frastuono da cui tutti siamo circondati e che non è una vera comunicazione.

Così il testo se la prende con gli annunci pubblicitari che ormai sembrano la sola conversazione nella quale c’è un interesse reciproco, solo che è commerciale. Cresce però in lei la rabbia e il disperato bisogno di portare alla luce il dramma che vive e ha vissuto. Indubbiamente si vede la mano della performer fin dalla scrittura del testo, così come nella scenografia, nell’uso dei video che entrano all’interno dello spettacolo come parte integrante, ma anche nel gioco con il proprio corpo che a tratti prende le sembianze di una marionetta. Si percepisce anche una dimensione noir e legata all’universo letterario della fantascienza, al quale l'autrice ed interprete attinge ampiamente, riutilizzando i materiali in una composizione insolita.

La pioggia cade, incessante, a più riprese nel corso dello spettacolo, tanto che la protagonista ne perde la cognizione in termini di tempo. La pioggia sembra una metafora dello stato d’animo della donna perché non è acqua che feconda o che lava quanto pioggia acida che inzuppa sempre più l’anima rischiando di annegare. Ricorda l’uso della pioggia che appunto fa la fantascienza e vengono in mente le parole di Gabriele Lavia che recentemente ha detto quanto spesso nei suoi spettacoli piova, dove la pioggia per lui costituisce un elemento disturbante. In tal senso è la giusta colonna sonora di una vicenda ambigua e vischiosa, come un passato melmoso che non riesce ad affiorare se non per frammenti.

Resta un affresco con tessere volutamente mancanti perché il cerchio per Katiuscia non può chiudersi ma la coscienza si apre e si aggroviglia infinite volte perché forse una soluzione non c’è. Siamo in una dinamica opposta a quella del teatro classico, del processo lineare, della catarsi.


Carrozzerie | n.o.t. - via Panfilo Castaldi 28/a, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/1891714 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giovedì 9 giugno ore 21
Biglietti: €10.00 + €3.00 (tessera associativa)

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Francesco Montagna e Maura Teofili, Carrozzerie n.o.t.
Sul web: www.carrozzerienot.com

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP