Non è vero niente - Teatro Tor Bella Monaca (Roma)

Scritto da  Venerdì, 13 Dicembre 2013 

Nell'ambito della sesta edizione della rassegna EXIT - Emergenze per Identità Teatrali, approda al Teatro Tor Bella Monaca, dopo il debutto della scorsa estate al Teatro Trastevere, l'atto unico scritto e diretto da Alessandro Di Somma e portato in scena dai giovani interpreti della compagnia La Cattiva Strada. Un affondo nostalgico e melanconico tra le pieghe di un'epoca che, attraverso il febbrile trascorrere del tempo che non concede requie, annichilisce sogni e speranze dell'individuo. Un nichilismo che colpisce in profondità e induce alla riflessione.

 

  

 

 

NON E' VERO NIENTE
scritto e diretto da Alessandro Di Somma
con Eleonora Turco, Giuseppe Mortelliti, Diego Valentino Venditti, Marco Zordan
musiche Francesco Leineri
scenografia Tommaso Guerra
aiuto regia Velia Viti
video installazioni Raffaele Manco
grafica Luca Rosan

 

 

La sesta edizione della rassegna EXIT, organizzata e promossa dalla Fed.It.Art. (Federazione Italiana Artisti) e quest'anno ospitata nel periferico Teatro Tor Bella Monaca, epicentro negli ultimi anni di innovativa sperimentazione drammaturgica ed interessanti progetti laboratoriali, accoglie tra gli spettacoli in cartellone anche "Non è vero niente", inconsueto e tutt'altro che rassicurante lavoro teatrale della compagnia La Cattiva Strada, firmato dall'intuito creativo del giovane Alessandro Di Somma.


Chi si accosti a questo spettacolo con l'intento di assaporare una parentesi di rassicurante disimpegno e svago dalle frustrazioni del quotidiano, non troverà certamente pane per i suoi denti. Difatti il testo drammaturgico sfodera una tale gragnuola di colpi al benchè minimo alito di ottimismo che possa pervadere lo spettatore all'ingresso in sala, che al calare del sipario avrà senz'altro ceduto il passo ad una riflessione non procrastinabile e a un velo di inquietudine.


Attraverso un linguaggio moderno, essenziale, poetico e al contempo a tratti criptico, i quattro protagonisti in scena - Eleonora Turco, Giuseppe Mortelliti, Diego Valentino Venditti, Marco Zordan - offrono uno spaccato di vita quotidiana i cui contorni non appaiono facilmente riconducibili a precisi fatti o eventi del passato. Questo suggerisce un senso di universalità del loro sofferto sentire, quale condizione umana di memoria e dolore condivisi da cui è pressochè impossibile per noi tutti sradicarsi. Si percepisce, attraverso un incedere narrativo movimentato da continui salti temporali, flashback e giochi di spazi che conducono i giovani interpreti a ravvicinatissimo contatto con lo spettatore, che i personaggi cercano di metabolizzare il ricordo di una perdita. Proprio il ricordo diviene allora elemento fondante del groviglio drammaturgico, che si tratti della testimonianza di un passato personalissimo e privato oppure della memoria collettiva di un'intera società alle prese con ritmi esistenziali snervanti, con l'incapacità di assaporare gli affetti familiari e con ansie ataviche ma sempre più accentuate dallo stress connaturato col nuovo millennio.


Pochi oggetti, dall'evidente valenza simbolica, costituiscono il tessuto scenografico su cui si appoggia il racconto: si stagliano in particolare, in piena evidenza, i numerosi arancioni palloni super santos, reminescenze della candida ingenuità dell'infanzia ormai irrimediabilmente perduta, quando lo spirito non era gravato dalle assillanti preoccupazioni dell'età adulta e dalle delusioni che la crescita ha affastellato sin quasi a provocare il soffocamento. Intense videoproiezioni e il toccante accompagnamento pianistico dal vivo offerto da Francesco Leineri rappresentano il contrappunto necessario per stemperare il nichilismo in alcuni passaggi ottundente di questo lavoro.


Un'opera indubbiamente coraggiosa e densa di spunti di riflessione interessanti, coinvolgente grazie all'entusiasmo interpretativo dei quattro giovani protagonisti in scena, tra cui colpiscono l'eleganza attoriale di Eleonora Turco e la potenza espressiva di Giuseppe Mortelliti. Un'opera che non concede pacificanti soluzioni o paracadute che ammortizzino lo schianto: i nostri ricordi annegano in una melassa di rimpianti e occasioni perdute, perchè la drammaturgia dovrebbe intervenire in loro soccorso? Molto più onesto e intelligente dipingere un affresco, seppur impietoso e pessimista, della realtà che effettivamente ci circonda ogni giorno.

 

 

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino, 00133 Roma
Orari delle repliche: tutti i giorni alle 21.00, domenica 1 dicembre ore 17.30
Prenotazioni: telefono 06/2010579
Botteghino: feriali ore 18-21.30, festivi ore 15-18.30 (solo nei giorni di spettacolo)

 

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa EXIT – Emergenze per identità teatrali
Sul web: www.exiteatro.com - www.feditart.it

 

 

 

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