Non c’è due senza te - Teatro de' Servi (Roma)

Scritto da  Lunedì, 29 Aprile 2013 

Dal 23 aprile al 12 maggio. Protagonista è il “triangolo”. Ma non quello che Giorgio, maniacale professore di matematica tutto calcoli e misurazioni centimetro alla mano, definirebbe “irregolare” per un metaforico riferimento agli elementi, diversi tra loro (marito, moglie e amante), che lo compongono. Dall’estro fantasioso di Toni Fornari nasce un ben più originale e insolito triangolo che Giorgio, dopo aver accuratamente usato il metro che ha sempre a portata di tasca, definirebbe “equilatero”. Si, perché qui gli elementi che compongono il poligono metaforicamente ricondotto al menàge a tre sono uguali: hanno tutti lo “status” di coniuge.

 

 

 

 

 

 

 

Rondini Associazione Culturale e Associazione Sicilia Teatro presentano
NON C’È DUE SENZA TE
con Claudia Campagnola, Marco Morandi, Matteo Vacca, Carlotta Proietti
canzoni Marco Morandi, musiche Enrico Blatti
scritto e diretto da Toni Fornari
scenografie Camilla Grappelli e Francesco Pellicano
aiuto regia Alessandra Evengelisti
luci David Barittoni
foto di scena Valerio Faccini
video trailer Victorr Torrefiel Vicente e Bruno Cipriani per la Seven Stars Pictures

 

 

Continuando a parafrasare con la terminologia geometrica, possiamo rappresentare Giorgio (Matteo Vacca) e Danny (Marco Morandi) come due figure poste sullo “stesso piano”. Insomma, Maria Teresa (Claudia Campagnola), la protagonista femminile di questa divertentissima commedia, li ha sposati entrambi. Due mariti, diversi e complementari, assolutamente funzionali al completo appagamento del suo bisogno di stabilità e sicurezza, e del suo irrinunciabile desiderio di una vita dinamica e imprevedibile.
Giorgio, meticoloso e premuroso, con quel suo modo di essere sempre programmato e prevedibile, è un marito rassicurante e protettivo.
Danny è un artista, un cantautore - tutto fantasia e sregolatezza - alla continua ricerca di una vera consacrazione artistica, un sognatore che ha eletto a suo idolo Jim Morrison, e, per Teresa, è la perfetta compensazione di quello che a Giorgio, invece, manca.
Per Giorgio, Maria Teresa è soltanto Maria, e per Danny soltanto Teresa. Divisa, nel nome e nei fatti, tra due vite parallele che si compensano l’una con l’altra. Un equilibrio perfetto, un “menàge a trois” scandito dall’alternarsi della presenza/assenza di Maria/Teresa, che, con il pretesto del suo lavoro di scrittrice, può permettersi di essere con Giorgio o con Danny in via alternativa, tre giorni a settimana ciascuno.
Le donne - ce lo hanno sempre detto - amano troppo” – dice Maria Teresa; e allora ripartire l’amore tra due uomini - confida alla sua amica/editrice Sara (Carlotta Proietti) – consente loro di alleggerirsi da un amore troppo soffocante e a lei di esprimere tutto l’amore di cui è capace, e di prenderne tutto quello di cui ha bisogno.
Tutto funziona alla perfezione fino a che Maria Teresa scopre di essere incinta. Di chi, dei due, sarà il bambino? Ma soprattutto, chi dei due vorrebbe un bambino? Un evento indesiderato e, forse, inaspettato che costringerà tutti a guardare in faccia la realtà con nuove consapevolezze che, necessariamente, cambieranno gli equilibri. Con la complicità della sua amica/editrice Sara, Maria Teresa metterà i due uomini in condizione di guardare a se stessi e, più che al tradimento subito, alle loro debolezze e alle loro fragilità.
Un colpo di scena inaspettato sposterà il peso delle responsabilità. Inevitabile sarà la riflessione che Maria Teresa indurrà nei suoi uomini (e negli spettatori) sull’autenticità del suo sentimento d’amore rivolto a due persone contemporaneamente, e sul senso di tradimento a cui i suoi uomini non si sono del resto sottratti. Un messaggio che pone inevitabilmente l’interrogativo di sempre: “Si possono amare due persone contemporaneamente?
Bravi gli attori in scena. Essere figli d’arte, come Carlotta Proietti e Marco Morandi, è certamente una significativa opportunità. Occorre anche dire, però, che questa condizione porta con sé, se non propriamente pregiudizi, quanto meno un comprensibile e naturale pre-condizionamento. Proprio su questo tema Toni Fornari e Marco Morandi hanno recentemente portato in scena lo spettacolo intitolato, appunto, “Nel nome del padre (Storia di un figlio di …): un viaggio musicale nella vita artistica e personale di Marco dal punto di vista della sua condizione di “figlio d’arte”. Un pretesto per raccontare con ironia aneddoti e incontri vissuti a fianco di un padre famoso, con la stessa ironia con la quale Marco dice di rispondere alla domanda ricorrente che da sempre gli viene posta: “Com’è essere il figlio di Morandi?“, e la risposta: “È che tutti ti chiedono com’è essere il figlio di Morandi!
In scena, va detto e riconosciuto, Carlotta Proietti e Marco Morandi dimostrano grande disinvoltura, umiltà e talento, e annullano totalmente il preconcetto di essere considerati “figli di…”.
Marco Morandi è spontaneo, e abilmente ironico e dissacrante.
In una caratterizzazione azzeccata e divertente del suo personaggio, Carlotta Proietti mostra talento e passione nell’interpretazione di un ruolo spiritoso e brillante in cui raggiunge ottime capacità performative in una scena “cult” della commedia, davvero esilarante, in cui il suo personaggio, bicchiere dopo bicchiere, arriva allo stato di ebbrezza, con conseguenze facilmente immaginabili sull’espressione scenica. Davvero apprezzabile la capacità interpretativa di questo particolare e divertente segmento della commedia, in cui Carlotta Proietti valorizza efficacemente il suo simpatico personaggio. Chissà quali siano state le considerazioni di papà Gigi, presente in sala?
Ottima la prova attoriale degli altri due protagonisti, Claudia Campagnola e Matteo Vacca, entrambi perfettamente armonici nelle qualità caratteristiche dei loro rispettivi personaggi: passionale e dotata di spumeggiante energia vitale è la Maria Teresa di Claudia Campagnola; preciso ai limiti dell’ossessione, uno straordinario Matteo Vacca nei panni del suo personaggio Giorgio, divertente e spassoso nella sua opprimente e maniacale precisione.
Apprezzabile la scelta delle musiche di Enrico Blatti, coinvolgenti e appropriate allo svolgimento scenico. Le scenografie di Camilla Grappelli e Francesco Pellicano presentano contestualmente, a evidenziarne i differenti caratteri in linea con le personalità dei due personaggi maschili, i due appartamenti: quello di Giorgio, arredato in modo “lineare” (come potrebbe essere altrimenti?) e tappezzato con colori/non colori, e quello di Danny, dalle pareti coloratissime su cui spicca sovrano il ritratto di Jim Morrison, icona spirituale a cui Danny rivolge le sue preghiere e le richieste di aiuto alle sue sconfinate perplessità.
Toni Fornari confeziona una commedia ben costruita, con un impianto drammaturgico ben congegnato e scandito da situazioni vivaci e battute dense di sottile e divertente ironia, anche se qualche volta prevedibili. Una commedia moderna, con un bel ritmo, condita con ironia, a volte dissacrante a volte amara, e con un cast di attori giovani ben amalgamati tra loro; uno spettacolo che regala al pubblico un tipo di intrattenimento piacevole e divertente, non senza generare spunti di intima riflessione.
Da segnalare, come ricordato ai saluti dalla stessa Claudia Campagnola, la realizzazione di due simpatici e originali video-trailer promo dello spettacolo, intitolati “A Qualcuno piace caldo” e “Pulp Fiction”, ad opera di Victor Torrefiel Vicente e Bruno Cipriani per la Seven Stars Pictures: http://vimeo.com/60455933 - http://vimeo.com/61021665
Ne segnaliamo i link, un anticipo da gustare per chi voglia assecondare la curiosità e la voglia di assaporare il senso comico e moderno di questa gradevolissima commedia definita, nel testo e nella regia, dallo stile accattivante dell’impronta drammaturgica di Toni Fornari.
In scena al Teatro de’ Servi fino al 12 maggio 2013.

 

 

Teatro de' Servi - via del Mortaro 22 (via del Tritone), Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6795130
Biglietti: platea intero €20 - ridotto €16 / galleria intero €17 – ridotto €14
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

 

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Carla Romana Antolini e Benedetta Boggio (Ufficio stampa Compagnia), Carla Fabi & Barbara Ghinfanti Comunicazioni (Ufficio stampa Teatro de' Servi)
Sul web: www.teatroservi.it

 

 

 

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