No Hamlet Please - Teatro India (Roma)

Scritto da  Domenica, 18 Dicembre 2016 

Dopo “Sabbia” e “Respiro”, Artestudio porta in scena, al Teatro India, il suo ultimo lavoro, frutto dell’impegno congiunto dei richiedenti asilo della Refugee Theatre Company dagli hotspot di Castelnuovo di Porto e Guidonia, degli attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma e degli attori della compagnia “Cane Pezzato”. Un progetto importante perché affronta il tema dei migranti mostrando la loro anima al pubblico: persone non luoghi comuni. “…Un foglio strappato dal copione diventa la carta d’identità, il permesso di soggiorno, una ricetta medica, l’ultima lettera alla madre, un fuoco nella notte, la tomba sulla sabbia…”

 

NO HAMLET PLEASE
da William Shakespeare
uno spettacolo di Riccardo Vannuccini
dedicato a Fatim Jawara
con i richiedenti asilo della Refugee Theatre Company
Lamin Njie, Yaya Jallow, Yeli Camara, Lucky Emmanuel, Joseph Eyube
con gli attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma
Maria Teresa Campus, Vincenzo D’amato, Stefano Guerrieri, Chiara Lombardo, Caterina Marino
e con Eva Grieco, Lars Röhm, Capucine Ferry
testi da William Shakespeare, Franz Kafka, Ingeborg Bachmann, Walter Benjamin, Colette Thomas, Patrizia Vicinelli
scene, costumi, luci Yoko Hakiko
colonna sonora Rocco Cucovaz
musiche Simeon Ten Holt, Underground Youth, Warren Ellis, Carla Bruni, Nick Cave
direzione tecnica Daniele Cappelli
regista assistente Maria Sandrelli
produzione Artestudio nell’ambito del progetto Teatro in Fuga
in collaborazione con Teatro di Roma, Refugee Theatre Company e Cane Pezzato

 

Riccardo Vannuccini costruisce questo spettacolo sulla macchinosità, sulla difficoltà di movimento fra continenti, paesi, cittadini… di serie A e serie B. Esistenze socialmente svantaggiate. Una marcia costante, complessa, fatta di ostacoli, attese, confini, paletti, aut-aut. L’acqua governa le incongruenze del mondo che vorremmo nascondere sotto il tappeto. In proscenio, fila di scarpe confuse, alluvionate, consunte, senza “tagliando”, che troppa strada han percorso. Quasi nascoste, invece, taniche potabili… troppo facilmente potabili.

Piedi naufraghi e volti aspri corrono, testimoniano la fragilità umana raccontata da Shakespeare e la sua insensatezza celebrata da Kafka, cercano la loro strada, il loro posto al mondo, quel famoso gioco delle sedie, che per troppi non è un gioco (mentre per pochissimi resta un amaro, cinico ostaggio di ipocrisia). Libri aperti per capire, cappotti pronti per proteggere, le matite si confondono fra i tavoli, soffocati dai bicchieri, dai teloni, un mare di plastica che resiste imperituro a ricordarci che non tutto passa.

Dal palco traspaiono vividi la fatica, il sacrificio, la spossatezza, la volontà di affidarsi, il sospetto nel ritrarsi. Interessanti alcuni giochi coreografici d’insieme. Più di tutto, come in “Sabbia” e “Respiro”, emerge, forte, la gioia di questi ragazzi di potersi esprimere e di poter idealmente urlare, a nome di tutti, a trentadue denti, “Guardateci! Esistiamo e siamo proprio come voi!”. Dal punto di vista squisitamente registico, però, si avverte la stanchezza di una cifra stilistica, ormai reiterata, che sembra aver smarrito quell’impatto emotivo che aveva contraddistinto, invece, i precedenti spettacoli.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 7 e 11 dicembre ore 21, 8 - 9 - 10 dicembre ore 19
Biglietti: posto unico intero 18 € - under35, over65, convenzioni 16 €, scuole e studenti 14 €
Durata: 70 minuti

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

TOP