Nights of Baku - Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro (Milano)

Scritto da  Sabato, 28 Febbraio 2015 

Solo due sere per uno spettacolo di quelli che vorresti rivedere invece più spesso, ma la bellezza del palcoscenico è anche questa apparizione e sparizione di talenti e arte dal vivo solo per poche ore. Ne hanno goduto gli spettatori di "Nights of Baku, la scoperta della musica Azera in un inedito viaggio musicale", titolo e sottotitolo dello spettacolo concepito e portato in scena dal Gafarov Ensemble, appositamente per queste due serate milanesi al Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro, uno spazio ideato in una alta palazzina ex-Acqua Potabile, ovvero all'interno di un edificio industriale milanese riconvertito, a pochi passi dal Politecnico, zona Piola.

 

Concerti nel Mondo presenta
NIGHTS OF BAKU
la scoperta della musica azera in un inedito viaggio musicale
musiche dal vivo Gafarov Ensemble
Fakhraddin Gafarov - Tar, Ud, Balaban
Fizuli Ceferli - Voce
Vagif Huseynov - Tastiera
Mehmet Vedat Kara - Fisarmonica, Nagara
Alessandro Puglia - Violino
Simone Amadeo - Dumbak, Bendir, Daff, Darbuka
Davide Marzagalli - Sassofono, Clarinetto, Darbuka
idea e regia Charlie Owens

 

Qui ogni cosa è insolita: ingressi sempre gratuiti perché il No’hma è una onlus, programmi magnifici, premi internazionali come quello più recente intitolato “Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro". Teresa è quella affascinante attrice che da giovane ha lavorato con Giorgio Strehler e altri grandi dello spettacolo fino a trovare la forza di crearsi uno spazio artistico tutto suo, in grado di ospitare quello che lei amava ma che i circuiti comuni evitavano. Il luogo che porta il suo nome le deve non solo la fondazione ma l’attenzione di personaggi che da sempre l’hanno ammirata e seguita fino a quando, nel 2000, Teresa Pomodoro ha creato un sodalizio con monsignor Erminio De Scalzi in Basilica di S. Ambrogio e deciso di dar corpo e anima a chi maggiormente soffre, mettendo in scena le esperienze di chiunque, nel mondo, abbia vissuto per gli altri.

Drammaturga lei stessa oltre che attrice e regista, Teresa scompare nel 2008 e la sorella gemella, Livia Pomodoro, nota per aver presieduto il Tribunale dei minorenni di Milano e oggi presidente del più celebre Tribunale, si trasforma la sera in donna di teatro e, da dietro le quinte, prosegue con convinzione l’incredibile viaggio ideato dalla sorella e perfino lo espande, offrendovi visioni internazionali. E’ così che nascono i Concerti nel Mondo, un ciclo ispirato dall’evento di EXPO grazie al quale arriveranno sul palco del No’hma i suoni di diverse latitudini del nostro pianeta a ricongiungersi di fronte a un pubblico capace di apprezzarne i molteplici aspetti.

Quando inizia il nostro spettacolo, salgono sul palco sette uomini: Fakhraddin Gafarov che suona tar, ud e balaban, Vagif Huseynov alla tastiera, Mehmet Vedat Kara alla fisarmonica e al nagara, Alessandro Puglia al violino, Simone Amadeo al dumbak, bendir, daff e darbuka (tutte percussioni), Davide Marzagalli al sassofono, clarinetto e darbuka e Fizuli Ceferli con la sua voce.

Iniziano a suonare mentre il telo dietro di loro, un fondale enorme, si illumina con la proiezione di una serie di splendidi dipinti antichi che riempiono gli occhi di colori e immagini. Il quartetto del Gafarov Ensemble si arricchisce per l’occasione di musicisti ospiti provenienti da diversi paesi d’Europa (Italia, Germania, Inghilterra). Lo stesso Gafarov introduce il cantore, Fizuli Ceferli, la cui voce gorgheggia con allegria. Il suo sorriso è bonario e l’abbigliamento tipico da giorno di festa per un performer azero. Sono tutti vestiti in scuro, chi più chi meno in tiro ma conta il sound, non il look.

Coi loro strumenti originali esprimono un tipo di musica popolare contraddistinta da suoni che regalano piacevoli sensazioni e benessere: gli spettatori si rilassano, respirano profondamente, sorridono, muovono le teste al ritmo che, se gli occhi li chiudi, sembra trasportarti in un viaggio verso l’Oriente su un tappeto volante. Il Tar, lo strumento del leader Gafarov, è come uno strano mandolino-sitar: ha sette corde e vibra ma si lascia pizzicare o accarezzare dal plettro; Gafarov vive in Italia dal 1999 ma è nato in Azerbaijan e ha studiato musica fin dalla più tenera infanzia, vincendo due concorsi statali a soli 12 anni e, dopo gli studi al conservatorio e all’Accademia di Musica, ha suonato sia come solista sia come membro dell’Orchestra radiotelevisiva di Stato, diventando non solo direttore della Scuola di Musica ma anche direttore del Conservatorio di Baku. Definirlo talentuoso è riduttivo: fa letteralmente sognare, esprime emozioni che si fondono coi suoni dei compagni, tutti in perfetta sintonia nonostante solo tre di loro avessero già avuto modo di collaborare, mentre gli altri tre si sono uniti all'ensemble solo per questa esperienza formidabile.

La serie di immagini proiettate include gioielli dell’arte visiva azera, somigliante a quella persiana: mostri, figure maschili, disegni dalle complesse geometrie o donne stilizzate in gusto decò. Lo sguardo lascia il posto all’orecchio quando la melodia si fa malinconica e l’impossibilità di comprendere le parole del cantante non toglie nulla alle impressioni che animano gli spettatori, tutti attenti e coinvolti. E quando il ritmo si anima, cambia anche il sentimento che lascia affiorare l’allegria, espone i sorrisi dei musicisti che si guardano l’un l’altro, partecipi del cambio di ogni nota.

Alcuni brani suscitano la voglia di ballare ma nessuno sembra osare e tutti battono le mani a tempo. Quando arriva un assolo di Gafarov, immerso nel rapporto totale tra corpo e strumento poggiato al torace, con le mani sprigiona una pioggia di suoni capaci di raccontare storie che sprofondano nell’anima e infine il pubblico si sfoga con applausi liberatori. L’ingresso del cantante che lancia una canzone energica sembra accendere una nuova luce sul palco e si sente la nostalgia dell’Azerbaijan, anche senza comprendere i testi si riesce a sognare lo stesso sogno dei fantastici artisti sul palco. Quando il violinista, un ragazzo dai grandi occhi neri e con una nuvola di ricci scuri, si esibisce in un intenso assolo, Gafarov estrae il balaban, una specie di flauto che sembra risuonare quasi come una cornamusa, un suono davvero incredibile. Sul palco infine osa salire anche un'affascinante donna snella che, con i fianchi fasciati in pantaloni attillati, si lascia pervadere dal ritmo della musica sollevando con grazia braccia e mani, e sembra che tutti avrebbero potuto fare altrettanto.

Le immagini del fondale evocano luoghi bucolici, tra fiori e animali miti che si abbeverano ad acque sorgive, alternati a interni con donne che danzano o sedute su larghi cuscini con uomini che poggiano le teste sul loro grembo, tra tappeti, vasi e arazzi. Dopo un brano ‘dedicato a tutte le mamme’, sul fondale appare una bella pittura di un matrimonio d’altri tempi, con la sposa in bianco e attorno donne sorridenti in costume, che danzano con le braccia sollevate, le mani in movimento e grandi sorrisi sui loro volti. Pochi tratti per indicare i velluti dello loro gonne lunghe, i ricchi ricami e i curiosi copricapo col velo che scivola dietro le spalle, seguono tutte un ritmo felice e sereno. Talvolta sia il violinista che il sassofonista imbracciano delle percussioni in occasione di brani particolarmente ritmici, per colorare di un senso quotidiano le istantanee di una vita scomparsa, da ricordare, con musica viva e vivace. Infine i nostri sette grandi artisti salutano ma ritornano per un bis richiesto con una pioggia di lunghissimi, meritatissimi applausi.

 

Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro - via Andrea Orcagna 2, 20131 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/45485085 - 02/26688369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 18 e 19 febbraio ore 21.00
Biglietti: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (si consiglia la prenotazione tramite telefono o mail)

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Matteo Torterolo, Ufficio stampa Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro
Sul web: www.nohma.it 

Commenti   

 
#1 nights of bakuGuest 2015-03-10 15:37
Ho letto con piacere l'articolo Su Questa serata di fascino e musica di mondi lontani eppure cosi' benefici. Rileggerlo mi ha ricondotto ad uno spettacolo raro che ho avuto Il puacere di assaporare fino in fondo. Grazie dunque anche alla promotrice Livia pomodoro che l'ha concert to Ondina Serratore
 
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