Nightmare n° 7 - Teatro India (Roma)

Scritto da  Domenica, 10 Luglio 2016 

Provengono tutti dalla feconda fucina teatrale dell' Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" gli artefici di questo atto unico tanto inconsueto quanto denso di arguti spunti di riflessione: drammaturgia e regia sono firmate da Lorenzo Collalti, mentre l'interpretazione dei quattro singolari personaggi in scena è affidata a Luca Carbone, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto e Pavel Zelinskiy. Dopo essersi aggiudicato i premi come Miglior spettacolo e miglior drammaturgia all’European Young Theatre Festival del Festival Internazionale dei 2Mondi di Spoleto 2015, “Nightmare n° 7” è approdato al Teatro India di Roma nell'ambito della III edizione del festival “Dominio Pubblico - la città agli under 25”.

 

NIGHTMARE N° 7
drammaturgia e regia Lorenzo Collalti
con Luca Carbone, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto, Pavel Zelinskiy
produzione Il ServoMuto/Teatro

 

Chi sostiene che le accademie siano ormai liquidabili come polverosi retaggi del passato, farebbe bene ad accostarsi con maggior attenzione a tutto ciò che gravita attorno alla romana Accademia d´Arte Drammatica "Silvio D'Amico"; siamo sicuri che muterebbe ben presto il proprio prevenuto punto di vista di fronte alla solida preparazione e al talento incontrovertibile di giovani artisti che proprio da questa prestigiosa istituzione, giunta al suo ottantesimo anniversario, stanno avanzando con sicurezza i propri primi passi nel panorama teatrale italiano. Abbiamo ad esempio già avuto modo di apprezzare in passato Lorenzo Collalti in uno studio su "Porcile" di Pasolini, nel suo personale omaggio a Vladimir Majakovsji in "Così grande così inutile" e nella sua rilettura dell'epistolario di Kleist in "Un uomo inesprimibile"; a Collalti si affiancano, alfieri di una nuova generazione registica con di fronte a sé un interessante cammino da seguire con attenzione, altri allievi provenienti dal medesimo alveo accademico, da Mario Scandale a Giovanni Firpo, da Fabio Condemi a Francesca Caprioli, per citare solamente alcuni esempi. Non meno luminosa e compatta si rivela d'altra parte la compagine attoriale, come egregiamente testimoniato dai quattro giovani interpreti dell' "incubo" drammaturgico concepito e sapientemente confezionato da Collalti.

Coordinate spazio-temporali volutamente imprecisate fanno da cornice alle improbabili vicende che si dipaneranno dinanzi ai nostri occhi: un giovane uomo (Luca Carbone) in preda ad una totalizzante amnesia che non gli consente di rammentare la propria identità né tantomeno il proprio recente passato, si ritrova al cospetto di tre individui sconosciuti (Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto, Pavel Zelinskiy) in un interno borghese misterioso e vagamente inquietante. I tre inappuntabili padroni di casa interrompono così le sonnolente abitudini bon ton del loro intrattenimento pomeridiano, apparentemente desiderosi di aiutare il malcapitato a riannodare le fila della sua memoria ottenebrata. Dalla cortese offerta di una tazza di the, un'offerta che lo stordito ospite non potrà in alcun modo declinare, si innescherà un meccanismo drammaturgico dal ritmo serratissimo: lungo un susseguirsi di sequenze narrative sempre più slegate da ogni vincolo di consecutio logica, assisteremo al progressivo tramutarsi dei tre anfitrioni in invadenti e perversi inquisitori ed ogni ancoraggio alla realtà dell'antefatto si dissolverà in un'atmosfera disturbante, sospesa tra l'umana esigenza di tangibilità e concretezza e lo scenario surreale da incubo che si va invece sempre più distintamente delineando. In un macabro gioco al massacro, questa inerme cavia da laboratorio sarà sottoposta a martellanti interrogatori a metà strada tra un asfissiante quiz televisivo e quelle reminescenze da esame di maturità che tanto frequentemente si assiepano al limitare dell'inconscio, in un progressivo inabissarsi verso una sempre più grottesca alienazione. All'individuo non sarà offerta la benché minima parvenza di appiglio per sottrarsi a questo vertiginoso precipitare, finanche la psicanalisi sarà irrisa come ormai vacuo strumento auto-consolatorio da sbeffeggiare bonariamente. Il tutto declinato attraverso un umorismo tragicomico e straniante per il quale lo stesso drammaturgo e regista tributa un debito di riconoscenza all'eredità di pilastri quali Dürrenmatt, Kafka e Palazzeschi.

E' evidente il parallelismo tra il tourbillon nonsense che cattura lo spettatore - dapprima disorientato, poi inevitabilmente irretito dall'energia funambolica degli attori in scena e dall' incisività della drammaturgia - e l'azione massificante e spersonalizzante che la società opera costantemente sulla persona, deprivandola di ogni slancio autentico e sottoponendola a una pressione incessante ed inquisitoria. Una violenza psicologica possente, eppure sotterranea affinché la società possa perpetrarla mantenendo la necessaria patina di democratica rispettabilità, così da rendere gli individui dei perfetti automi totalmente soggiogati agli ingranaggi del potere.

E' questo l'incubo tratteggiato da Lorenzo Collalti in un atto unico vibrante ed inquieto, sullo sfondo di una scenografia quasi completamente nuda (un tavolo, qualche sedia, una scala), impreziosita solamente dai costumi al contrario notevolmente accurati e volti ad evocare un contesto borghese; un'umanità affogata in un'oscurità accarezzata, ed indagata, dall' efficace contrappunto di un ben calibrato disegno luci. A veicolare il messaggio del testo è soprattutto la pregiata prova corale dei quattro interpreti - Luca Carbone, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto e Pavel Zelinskiy - che non indulge in personalismi o protagonismi ed al contrario aderisce totalmente alla visione registica attraverso un rigoroso e generoso lavoro attoriale.

Un plauso dunque a questo quintetto di giovani artisti assolutamente promettenti, a ragione salutato con grande calore da un Teatro India gremito ed entusiasta; e un plauso ovviamente anche ai giovanissimi organizzatori di Dominio Pubblico che hanno saputo costruire una terza edizione davvero ricca e ricercata, sempre nel segno dell'atmosfera festosa e conviviale insita nel dna di questa rassegna, a cui auguriamo di crescere con sempre maggior energia e convinzione negli anni a venire.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: sabato 4 giugno ore 18
Biglietti: biglietto intero valido per un'intera giornata di Festival 10 euro; biglietto ridotto valido per un'intera giornata di Festival 8 euro; mini abbonamento giornaliero 10 euro

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Giulia Taglienti, Ufficio stampa Dominio Pubblico
Sul web: www.dominiopubblicoteatro.it

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