New Magic People Show - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Giovedì, 21 Dicembre 2017 

Giuseppe Montesano riporta in scena lo spettacolo del 2007 ma in versione deluxe e rinnovata: “New Magic People Show”, andato in scena al Piccolo Teatro Studio Melato, fa riflettere, ridere e disperare al ritmo di un varietà di molteplici quadri. Dopo le repliche milanesi, l’appuntamento è ora al Piccolo Eliseo di Roma sino al 7 gennaio.

 

Produzione Teatri Uniti presenta
NEW MAGIC PEOPLE SHOW
dall’opera di Giuseppe Montesano
messo in scena da Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi, Luciano Saltarelli
elementi scenici Underworld
costumi Ortensia De Francesco
suono Daghi Rondanini
con Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi, Luciano Saltarelli
direzione tecnica Lello Becchimanzi

 

Nel 2007 Giuseppe Montesano ci aveva presentato “Magic People Show”: un bestiario di tipi umani contemporanei vorticosamente risucchiati da false esigenze, dalla smania dell'apparire, dalla sudditanza mediatica, insomma l'uomo medio elevato al cubo. Tutto questo con "solo" 4 attori in scena che si alternavano a recitare su un minuscolo tavolino, schiacciati, accavallati uno sopra/di fianco all'altro come a ricordarci che non solo questo mondo è sovrappopolato ma anche le nostre teste sono strabordanti di superfluo. Nel 2017 lo scrittore e sceneggiatore napoletano torna a riproporre lo stesso format ma ancora più cinico, ancora più aberrante, e forse anche per questo ancora più amaramente e genialmente divertente.

La squadra sul palco del Piccolo Teatro Studio Melato è la stessa di 10 anni fa: ritroviamo Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli, un quartetto di attori noti al grande pubblico per i loro lavori televisivi ma che in questa occasione dimostrano quanto il palco teatrale sia il loro ambiente naturale. La loro immensa abilità nel trasformarsi in tipologie umane diversissime tra loro (con pochissimi oggetti e tantissima abilità nella metamorfosi mimica, prossemica, e nel cambio della vocalità) ci fa riconoscere questi attori come veri animali da palcoscenico, e parallelamente conduce lo spettatore a farsi assorbire in un vortice in cui lentamente e inconsapevolmente si lascia andare sempre di più: i primi quadri sono inquietanti, vediamo dei personaggi patetici dai quali prendiamo le distanze ma piano piano il loro essere vittime della società diventa sempre più comprensibile e al tempo stesso sempre più assurdo tanto che il patetico diventa ridicolo. Ed è qui che il pubblico si ritrova a ridere ma non sa spiegarsi se sia perché si riconosce in questa umanità ormai perduta per sempre o perché catarticamente pensa di essere distante anni luce da questi personaggi aberranti: dall'elite dei ricconi che sputa sui comuni mortali parlando delle cose più becere; dal volgo che per avere un televisore al "plasma umano" è decisa ad indebitarsi a vita per essere "come tutti gli altri"; dagli ultras napoletani che, disoccupati dalla nascita, occupano le loro giornate facendo le collette per acquistare la nuova punta di diamante della squadra; dalle famiglie in cui il padre si spacca la schiena a vita per far fare le vacanze intelligenti e alternative alla propria famiglia sanguisuga.

La genialità di questo spettacolo è quella di aver mantenuto la formula vincente della versione del 2007 ma arricchendola: un format che mescola sapientemente dinamiche da avanspettacolo, scorci da reality tv, momenti tra commedia grottesca e teatro dell'opera e addirittura alcuni passaggi quasi cinematografici, e la spina dorsale che regge questa struttura sono tematiche estremamente attuali, tipi umani perfettamente riconoscibili nella quotidianità che non è la stessa di 10 anni fa, ma peggio. Le critiche sociali e politiche emergono in questo spettacolo ma non sanno mai di trattato ex cathedra, anzi parlano al pubblico attraverso i diretti interessati, con una schiettezza tanto più cruda quanto più disarmante: uscirete ridendo dalla sala ma anche facendovi tante domande amare su voi stessi e sulla società contemporanea; una dimostrazione di come la commedia all'Italiana fatta bene possa ancora esistere, e non è seppellita nei film di Risi, Monicelli, De Sica, Steno e di tutti gli altri grandi registi di quella gloriosa stagione cinematografica.

 

Piccolo Teatro Studio Melato - Largo Greppi 1, 20100 Milano
Per informazioni e prenotazioni: da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17 servizio telefonico allo 02.42.41.18.80
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata spettacolo: 60 minuti

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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