Nessuno - Teatro dell’Orologio (Roma)

Scritto da  Olimpia Sales Sabato, 05 Ottobre 2013 

In scena al Teatro dell’ Orologio dal 2 al 20 ottobre, "Nessuno", piccolo esperimento di teatro in libertà portato in scena dalla Cattiva Compagnia con la regia di Davide Lepore su un testo di Massimiliano Bruno e musiche originali, eseguite dal vivo, di Fausto Casara.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Cattiva Compagnia presenta
NESSUNO
di Massimiliano Bruno
musiche originali di Fausto Casara
con Davide Lepore (Nessuno), Gabriele Carbotti (Libero), Martina Zuccarello (Sole), Simone Crisari (Lele), Rosalba Battaglia (Mavi), Michele Botrugno (Alberto), Martina Fiore (Annetta), Cristiano Priori (Lorenzo), Alessandra Cosimato (Ludovica), Andrea Dianetti (Matteo), Simone Tessa (Santino), Veronica Milaneschi (Marta)
e la band live
Fausto Casara - Compositore - Chitarra - Batteria - Voce
Annika Tata - Pianoforte - Tastiere
Alberto Caneva - Basso - Violoncello
regia di Davide Lepore

 

 

Lo scenario di una grande realtà cittadina, quella romana, ci viene mostrato attraverso lo spettacolo "Nessuno"; apparentemente semplice, ma denso di significati, digressioni e allusioni che lasciano viaggiare e invitano a riflettere lo spettatore facendolo divertire, rammaricare e sobbalzare.
La storia narrata si basa su di un testo intelligente ed arguto, sensibile, ma non pretenzioso nè tantomeno lezioso. Nessuno è un deciso atto di accusa contro ogni forma di guerra, così viene descritto lo spettacolo nelle note stampa. Si tratta della storia di dodici personaggi, interpretati tutti con maestria, ritrovatisi a vivere in una Chiesa del quartiere romano di Monteverde a causa di un’improvvisa guerra scoppiata proprio nella Capitale.
La Sala Grande del Teatro dell’ Orologio assume così un aspetto sacrale, divenendo gli spettatori dei devoti al servizio della loro messa preferita: il Teatro proprio dove storicamente nacque, dietro un altare, dopo un’invocazione divina “Quem Quaeritis?”. E allora, cosa cercano questi dodici protagonisti dinanzi l’altare sacrificale di sua Santità la Guerra?
La Guerra, il tredicesimo personaggio che fa sentire la sua presenza attraverso un funzionale utilizzo delle luci fatte apparire dal di fuori delle finestre della Chiesa, supportato da un accompagnamento sonoro ben curato dagli strumentisti in scena; fatta sentire dalla presenza di calcinacci posti proprio per delimitare il “fuori”, il “distrutto”; presente nelle parole del testo che stimola tutti i sensi, anche l’olfatto, attraverso descrizioni acri di fluttuanti odori di devastazione.
Vero artista è colui che riesce ad evocare senza velleità di mostrare, di strafare, e tutti e tutto qui riescono in questo obiettivo, dal testo alla scenografia, passando per altre componenti fondamentali quali musica e recitazione degli interpreti. Quest’ultima in particolare merita grandi elogi: si percepisce chiaramente un ritmo comune, mantenuto dall’inizio alla fine, ben calibrato, e soprattutto una buona caratterizzazione che mostra la consapevolezza da parte di ciascuno di aver ben compreso il proprio ruolo e di essere riuscito a trasmetterlo efficacemente; a testimonianza di ciò lo scroscio di applausi sonanti ad ogni monologo individuale.
Nonostante il tema trattato sia delicato e difficile, attraverso un lavoro di improvvisazione sul testo la compagnia è riuscita a renderlo leggero e godibile, per nulla stancante. Le storie che si sviluppano all’interno sono storie di piccoli eroi quotidiani, lontani dai grandi lustri da cui Marta (interpretata da Veronica Milaneschi) ci ricorda di doverci tenere a debita distanza. Sono eroi che combattono per il cibo, eroi anche quelli che si caricano di valore negativo come Alberto e Matteo; Lele è un tipico eroe contemporaneo dal grande cuore; Annetta lo è con la sua visione utopistica di un mondo fatto di prati e colori; Lorenzo col suo essere un ragazzetto semplice ma dai sani principi; Sole e Libero due ragazzi innamorati e separati dalla guerra, che portano già all’interno dei loro nomi i principi della bellezza dell’amore vero; Mavi assume un po’ la funzione, tipica delle eroine familiari di ogni focolare domestico, di mamma chioccia di questi bimbi sperduti in un’isola di sopravvivenza e speranza; infine c’è Federico – Ruben – Gino che ogni momento decide di cambiare nome caricandosi così di un valore simbolico. E’ Nessuno che guarda, ma non agisce; ascolta, ma non dice nulla di sé; commenta, legge libri introducendo così citazioni. Ma chi è Nessuno? Al termine dello spettacolo un piccolo indizio spiazzante che lascerà lo spettatore con molteplici domande.
Il personaggio brechtiano per eccellenza, tutto lo spettacolo si basa sul principio di teatro epico e politico di Brecht, ma Davide Lepore lo attua fino in fondo applicandovi anche il celebre effetto di straniamento del celebre precursore passato alla storia. Durante tutto lo spettacolo non fa altro che fornirci suggerimenti e quando non è rimasto altri che lui a doverci narrare la sua storia, lascia tutti con il famoso Libretto Rosso di Mao.
Un solo aggettivo: epico. Allo spettatore il compito di colmare il vuoto e riempire il gap.

 

 

Teatro dell'Orologio (Sala Grande) - via dei Filippini 17/a (Piazza Navona), Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, sabato doppia ore 17.30, domenica ore 17.30
Biglietti: 15€ + 2€ tessera, ridotto 10€ + 2€ tessera



Articolo di: Olimpia Sales
Grazie a: Ufficio stampa Carla Fabi
Sul web: www.teatrorologio.it

 

 

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