Nessuno muore - Teatro della Cometa (Roma)

Scritto da  Giovedì, 04 Giugno 2015 

Ha debuttato in chiusura di stagione al Teatro della Cometa il nuovo spettacolo di Luca De Bei, insignito del Premio Le Maschere 2011 come "Miglior Autore di Novità Italiana" per lo struggente "Le Mattine 10 alle 4" e negli anni successivi protagonista sui palcoscenici italiani nelle poliedriche vesti di drammaturgo, regista e interprete per opere capaci di coniugare ineffabile ricercatezza, feroce lucidità nell'addentrarsi nelle viscere del disagio umano e sociale e un'immediatezza di linguaggio tale da abbracciare senza riserve l'emozione del pubblico (da "Louise Bourgeois: falli, ragni e ghigliottine" a "Di notte che non c’è nessuno", da "L'uomo della sabbia" a "Giorni scontati", da "Week-end" a "Il grande mago" per citare solamente gli episodi più memorabili). "Nessuno muore" costituisce un coraggioso passo avanti nel percorso di ricerca teatrale di De Bei, un affresco corale di machiavellica complessità per ritrarre un'umanità spaurita tra fantasmi di solitudine, alienazione, violenza, incomunicabilità, intima insoddisfazione, malattia, degrado. Sempre però con una marcata vena di dissacrante ironia perchè, in fondo, nessuno muore...

 

NESSUNO MUORE
testo e regia Luca De Bei
con Andreapietro Anselmi, Maria Vittoria Argenti, Chiara Augenti, Michele Balducci, Federica Bern, Giulio Forges Davanzati, Alessandro Marverti, Arianna Mattioli
scene Lorena Curti e Valeria Mangiò
costumi Lalla Sabbatella
videografia Marco Schiavoni
luci Marco Laudando
assistente alla regia Maria Castelletto
aiuto regia Lucrezia Lanza
foto Pietro Pesce

 

Nessuno muoreOtto parabole esistenziali si intersecano in impervie geometrie dominate dall'ineluttabilità del caso, per un'umanità in disarmo che proprio non vuole saperne di fare fronte compatto sostenendo con solidarietà e reciproca comprensione l'infinita sequela di prove dolorose dispiegate lungo il cammino, divisa com'è tra micragnose ripicche, volgari tradimenti e insensibili soprusi. Otto personaggi si incastonano in un girotondo di schnitzleriana memoria, presentandosi in scena di volta in volta in due ma andando a disvelare progressivamente i legami che annodano le loro storie, legacci che si aggroviglieranno sempre più nel corso della narrazione senza che neppure in conclusione si riesca a individuare il bandolo della matassa.

Marco (Michele Balducci) è un adolescente sognatore che annega le proprie delusioni familiari nella ferma convinzione di essere in contatto con gli alieni, che presto paleseranno agli uomini la loro presenza e li guideranno verso una rinnovata consapevolezza; Lidia (Maria Vittoria Argenti), la sua fidanzata, con ben maggiore concretezza cerca di sbarcare il lunario e mantenersi agli studi lavorando in un supermercato, mentre alle sue spalle si delinea l'ombra di un padre violento che ha iniziato a insidiarla, come testimoniato dai lividi sulla sua pelle candida; prime avvisaglie di violenza che invece per sua sorella maggiore Francesca (Chiara Augenti) si sono già tramutate in efferato abuso, precipitandola nell'abisso della tossicodipendenza e portandola a prostituirsi saltuariamente nell'oscurità di un giardino pubblico per procacciarsi la dose quotidiana e offuscare il ricordo del repentino abbandono del suo amato compagno Giulio; ebbene sì, Giulio (Giulio Forges Davanzati), poliziotto intraprendente e ironico, ha troncato questa relazione per sprofondare tra le braccia dell'amico Federico, sceneggiatore dialoghista di soap opera insofferente all'ottundente melassa che si richiede alla sua penna, le cui aspirazioni sono rivolte Nessuno muorein maniera totalizzante al cinema; Federico (Alessandro Marverti) si è macchiato però di un tradimento a causa del quale ha contratto il virus dell'Hiv e per di più le sue intemperanze lavorative stanno per condurlo inesorabilmente al licenziamento; la sua editor Claudia (Arianna Mattioli) - che successivamente scopriremo essere la sorella maggiore del visionario Marco -, difatti redarguisce pesantemente lo scrittore per la sua eccessiva spregiudicatezza, che lo induce troppo spesso a travalicare i rigidi canoni imposti dalla produzione e, dopo un aspro confronto tra i due, la business-woman illusa dalla gentilezza di uno sconosciuto che le offre riparo da una pioggia torrenziale finisce per essere stuprata sotto la minaccia di un coltello; l'aguzzino violentatore è in realtà l'agente immobiliare Sandro (Andreapietro Anselmi) e sta attraversando i venefici miasmi di una controversa separazione con tanto di sentenza del giudice che per la sua condotta violenta gli intima il divieto di avvicinarsi alla ex-moglie Teresa e al loro figlio; infine Teresa (Federica Bern) cerca di districarsi nel suo terremoto matrimoniale e al contempo si prende cura del suo paziente Marco, cercando di ricondurlo al confortevole alveo della razionalità dissuadendolo dalle sue frequentazioni extraterrestri.

Un materiale drammaturgico dunque magmatico e notevolmente articolato che la regia di De Bei dipana abilmente in una messinscena di quasi tre ore, procedendo ad un ritmo costantemente sostenuto, tra ingegnosi coup de théâtre e la solidità di un incedere narrativo preciso come una macchina ad orologeria. L'arma tagliente di un arguto sarcasmo rappresenta il veicolo ottimale per proporre allo spettatore questo affresco esistenziale in cui si condensano tematiche di assoluta attualità: il precariato lavorativo; la sconfortante disgregazione di qualsiasi istituzione affettiva canonicamente codificata, dalla famiglia tradizionale sino alla coppia che ne costituisce il germoglio iniziale; la solitudine aberrante che finisce immancabilmente per sfociare in atti di cieca violenza; la ricerca di conforto in paradisi artificiali, che si tratti di quelli confezionati dalle droghe oppure di universi paralleli popolati da amiche presenze aliene; in sostanza l'estrema difficoltà di comprendere il significato profondo del proprio essere al mondo e tutto il coacervo di solitudine e confusione che ne consegue.

Nessuno muoreUna dimensione spazio-temporale dilatata e dai contorni volutamente sfumati fa da sfondo alle turbolente vicende della pièce, con un'ambientazione (ideata da Lorena Curti e Valeria Mangiò) dinamicamente assemblata scena dopo scena dagli stessi attori ed impreziosita dalle variopinte videoproiezioni di Marco Schiavoni, perfetta sintesi di tecnologia e struggente lirismo, e dal sofisticato disegno luci di Marco Laudando. La direzione registica di Luca De Bei appare puntuale e rigorosa, orchestrando con millimetrica precisione l'intrecciarsi di questa sinfonia di umane putredini e debolezze, e rivolgendo alle creature frutto della sua penna uno sguardo niente affatto corrosivo, lo si direbbe piuttosto comprensivo e partecipe delle loro frustrazioni.

Otto interpreti di grandissima generosità e talento si alternano sul palcoscenico in questa girandola di relazioni intricate, tanto giovani quanto capaci di indossare sulla propria pelle tutte le insicurezze ed ossessioni dei rispettivi personaggi, in perfetto equilibrio tra comprensione empatica dei loro stati d'animo, affilata tecnica attoriale e totalizzante adesione al progetto drammaturgico. Un ensemble armonico e potente dal quale si innalzano con particolare vigore il sempre appassionato ed emozionante carisma di Giulio Forges Davanzati, l'urgenza vibrante e necessaria di Alessandro Marverti e la caparbietà vestita di apparente fragilità di Federica Bern.

"Nessuno muore" è un lavoro dalle geometrie compositive indiscutibilmente ardite ma allo stesso tempo dall'impatto immediato e struggente. Una conferma del risoluto e personalissimo universo artistico di Luca De Bei, autore e regista insofferente agli schemi precostituiti, polverizzatore dei moralismi e delle certezze graniticamente scolpite e proprio per questo portatore di un'onestà intellettuale e di una vivida creatività difficilmente rintracciabili oggigiorno sui palcoscenici italiani.

 

Teatro della Cometa - via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6784380
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposo), domenica 14:30 - 17:00
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21; il sabato doppio spettacolo ore 17 e ore 21; domenica ore 17; giovedì 14 maggio solo spettacolo alle 17
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Ufficio stampa Maya Amenduni
Sul web: www.teatrodellacometa.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP