Nessun luogo è lontano - Teatro Argot Studio (Roma)

Scritto da  Martedì, 23 Febbraio 2016 

Nella baita ricostruita da Francesco Ghisu al Teatro Argot, dal 5 al 21 febbraio in prima nazionale, "Nessun luogo è lontano", scritto, diretto e interpretato da Giampiero Rappa, in scena con Valentina Cenni e Giuseppe Tantillo e con musiche originali di Stefano Bollani.

 

NESSUN LUOGO È LONTANO
scritto e diretto da Giampiero Rappa
con Valentina Cenni, Giampiero Rappa, Giuseppe Tantillo
regista assistente Alberto Basaluzzo
musiche originali Stefano Bollani
scenografia Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
voci registrate Alberto Basaluzzo e Alessandra Schiavoni
foto di scena e grafica Manuela Giusto
luci Daria Grispino
produzione Argot Produzioni

 

Dopo aver rifiutato in diretta televisiva, suscitando grande scalpore, un premio letterario, lo scrittore Mario decide di abbandonare tutto e rifugiarsi in una baita isolata. Tre anni dopo, finalmente acconsente a un'intervista, della quale viene incaricata Anna, una reporter di guerra prestata momentaneamente alla redazione cultura. Proprio in quei giorni, il nipote di Mario, Ronny, piomba in casa dello zio scrittore che non vede da tempo, per una visita il cui scopo si rivela essere molto diverso da quello dichiarato all'inizio.

Questi i fatti essenziali di "Nessun luogo è lontano", ultima fatica drammaturgica e registica di Giampiero Rappa (qui anche attore), che fungono da ossatura per un dramma al tempo stesso spigoloso e delicato, allestito con quella che definirei un'estrema cura e precisione. In un gioco di quadri a due che si protrae fino alla deflagrazione finale a tre, in scena s'incontrano (e scontrano) le tre diverse solitudini di Mario, Anna e Ronny. Se quella di Mario è costruita e cercata (eccezion fatta per la concessione dell'intervista, che già in sé costituisce un primo cedimento del personaggio), quella di Anna, la reporter di guerra, rappresenta la conseguenza, quasi necessaria, del suo bisogno d'indipendenza, mentre quella di Ronny, che ha un problema di controllo della rabbia e, più in generale, nel rapportarsi al mondo che lo circonda, è semplicemente subìta.

Tuttavia, come recita lo stesso titolo, nessun luogo è così lontano da potercisi rifugiare per sempre (la baita per Mario e Ronny, i luoghi di guerra per Anna), specie se si sta scappando da se stessi; ma questa interpretazione destruens è fortunatamente ribaltabile in una dal carattere più construens, ovverossia nessuna persona è così lontana da non poter essere raggiunta, toccata, cambiata - e questo è ciò che accade ai tre protagonisti, per i quali, dopo dolorose (anche se a tratti divertenti) schermaglie verbali, si scorge, alla fine, la possibilità di superare i limiti imposti dalle rispettive emotività irrisolte.

Il tutto viene magistralmente reso sulla scena dai tre interpreti a opera di una regia precisa, netta, definita (persino le frittate immaginarie, dopo un po', sembrano parte necessaria del tutto), in uno spazio, quello dell'Argot, trasformato dalla semplice (nell'accezione migliore del termine) scenografia di Francesco Ghisu, che, coadiuvata dalle luci di Daria Grispino, ci trasporta, sin dall'ingresso in sala, direttamente nella baita dello scrittore. Spigolosa, squadrata, austera, essenziale, la baita riflette alla perfezione la personalità di Mario, taciturno, intransigente, orgoglioso (e tuttavia è tutta di legno, un materiale "caldo") - così come le luci, che sembrano accompagnare ciò che si agita nel mondo interiore dello scrittore (dai cali di tensione durante i suoi scoppi di rabbia, alla solarità della scena finale, che presagisce una riapertura al mondo).

Ed è così, grazie al perfetto binomio di impianto e messa in scena, che per poco meno di due ore sembra di respirare aria montana, di sentire odore di frittata e di conoscere da una vita tre persone. Anche se sono solo tre personaggi.


Teatro Argot Studio - via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono | fax 06/5898111, mobile 392 9281031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro; 10 euro; 8 euro; scuole 6 euro (tessera associativa obbligatoria 3 euro, comprende sconti e offerte consultabili sul sito)
Durata: 100 minuti

Articolo di: Pietro Dattola
Grazie a: Giulia Taglienti, Ufficio stampa Teatro Argot Studio
Sul web: www.teatroargotstudio.com

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