Nemico di classe - Teatro Italia (Roma)

Scritto da  Giovedì, 18 Febbraio 2010 
nemico di classe

Dal 16 febbraio al 7 marzo. Sei studenti a dir poco problematici, una classe vista come un ghetto, insegnanti che si rifiutano di fare lezione e sei giovani vite che, seppur violente, volgari e sfrontate, meriterebbero un’opportunità di riscatto ed invece si sentono abbandonate al proprio destino da tutto e da tutti. Sono questi gli ingredienti di “Nemico di classe”, uno spettacolo mozzafiato, duro, cinico, ma assolutamente e profondamente vero, impreziosito dalle interpretazioni coinvolgenti e sempre in tensione dei ragazzi della The Kitchen Company e dalla regia sapiente e brillante di Massimo Chiesa. Tutti elementi che contribuiscono a rendere questa pièce teatrale davvero speciale ed imperdibile.

 

The Kitchen Company presenta

NEMICO DI CLASSE

Di Nigel Williams

Regia di Massimo Chiesa

Traduzione di Susanna Basso

Scena di Props e Decors

Costumi di Isabella Rizza

Canzoni e musiche di Vasco Rossi

Luci di Raffaele Perin

Interpreti e personaggi: Luca Avagliano (Bago), Gabriele Bajo (Spillo), Nicola Nicchi (Iron), Daniele Parisi (Broz), Giovanni Prosperi (Kermit), Carlo Zanotti (Kinder), Giorgio Regali (l’insegnante)

 

Possiamo ormai tranquillamente affermare, senza alcun timore di essere smentiti, che The Kitchen Company rappresenta una delle più importanti ed affascinanti realtà del teatro italiano giovane ed impegnato. Una compagnia che non si limita esclusivamente a rappresentare, ma si spinge anche ad osare, ad innovare e perché no, in alcuni frangenti, a provocare.  È il Teatro che più ci piace e che, crediamo, possa essere apprezzato non solo dagli amanti del palcoscenico, notoriamente non certo giovanissimi, ma anche da un pubblico anagraficamente più fresco. Avendo già avuto l’occasione di apprezzare due rappresentazioni di questa compagnia, abbiamo constatato come, al termine degli spettacoli, i più entusiasti fossero proprio gli spettatori giovani, coinvolti dalla recitazione travolgente, dai temi trattati sempre attuali o efficacemente attualizzati e dalla genuinità degli attori, scevri di quella spocchia o, meglio, impostazione rigida, che molti attori fin troppo ammirati portano in palcoscenico rendendo i propri personaggi spesso eccessivamente algidi per essere apprezzati a pieno. E allora, come non rivolgere un plauso al “responsabile” di tutto ciò, il regista Massimo Chiesa, che in un periodo non certo florido per il Teatro italiano, aggredito da un lato dalla crisi economica che spinge i più a tagliare le spese quotidiane per il divertimento e la cultura, e maltrattato dall’altro da una politica assai poco lungimirante la quale preferisce sottrarre fondi al Teatro per destinarli a chissà quali altri impieghi, ha dato vita a The Kitchen Company, riunendo all’interno di questo organismo creativo e vibrante moltissimi giovani attori provenienti dalle più prestigiose accademie e scuole di teatro (i più dalla Silvio D’Amico di Roma) ed offrendo loro la possibilità di cimentarsi con testi impegnativi ed entusiasmanti. La risposta di questi giovani attori è stata davvero straordinaria, tanto da apparire dei professionisti navigati e degli interpreti di lungo corso, mentre invece la maggior parte di loro non ha ancora compiuto trent’anni.

E’ giunta però a questo punto l’ora di dedicare la dovuta attenzione all’ultima fatica della compagnia. “Nemico di classe”, di Nigel Williams, non è un testo facile: non lo è per chi lo deve adattare, non lo è per chi lo deve rappresentare, non lo è infine per chi lo deve ascoltare. È però un testo teatrale coinvolgente, appassionante, duro, cinico e che ottimamente si presta per essere contestualizzato nella società contemporanea, soprattutto in quella italiana. Al di là che possa o meno piacere, è uno spettacolo che suscita delle emozioni: rabbia, disgusto, scandalo, divertimento, disperazione, coinvolgimento.

Sei giovani ragazzi, all’ultimo anno del liceo, si trovano ad essere soli nella propria classe scolastica, in attesa che un nuovo professore ne varchi la soglia ed entri in quello che loro stessi definiscono l’inferno. È una classe, si direbbe oggi, “disagiata”, composta da “ragazzi problematici” e, in un certo senso, sociopatici; sono convinti di essere stati abbandonati dalla società, che non li vuole ed anzi li relega ai propri margini, non garantendo loro né un futuro né un presente, semplicemente mettendoli all’indice. È la sensazione che molti ragazzi normalmente hanno, si sentono inadeguati, fuori posto, non apprezzati né capiti. Sono ragazzi deboli che, paradossalmente, esprimono la propria debolezza con l’aggressività, la sfrontatezza e l’arroganza, meglio se in gruppo, anzi in branco. All’interno della V C è proprio il branco a farla da padrone, e a far paura ai professori della scuola; fa paura perché i giovani sbandati in branco possono lasciarsi andare a qualsiasi tipo di azione, anche la più scellerata possibile. Basta leggere un giornale o ascoltare radio e Tv, il mondo è pieno di ragazzi che compiono le più diverse nefandezze, spinti e protetti dal proprio gruppo, che da un lato li esalta e dall’altro li fa credere invincibili ed indistruttibili. In realtà questi ragazzi, presi singolarmente, sono nulla e la loro sicurezza si scioglie come neve al sole. Siamo proprio sicuri che l’unica aspirazione della loro vita sia devastare, ubriacarsi, drogarsi ed aggredire? Siamo proprio sicuri che questi giovani non vogliano ricevere nulla dalla società degli adulti? Prima di abbandonarli al loro destino siamo certi che vengano battute tutte le strade percorribili? Forse, dietro la loro sfrontatezza è celato un grido di allarme e una richiesta disperata di aiuto, la ricerca di un’ancora di salvezza che li aiuti a non essere portati a fondo (fondo che vuol dire miseria culturale e sociale, nella quale poi si annidano violenza, razzismo, odio). Probabilmente la soluzione sarebbe quella di cercare di abbattere quel muro di incomunicabilità tra questi ragazzi e chi è preposto ad educarli e a crescerli, a prescindere dal ruolo delle famiglie, il più delle volte già sfaldate e disgregate, nuclei vuoti e dannosi dai quali questi giovani cercano in tutti i modi di fuggire e dai quali, senza avere il coraggio di confessarlo, chiedono di essere salvati.

È proprio così, Bago, Spillo, Iron, Broz, Kermit e Kinder non chiedono altro che non essere lasciati soli: può sembrare paradossale vedendoli così violenti, aggressivi, volgari nel parlare e nel muoversi, ma la loro paura più grande è quella di essere abbandonati e dimenticati. Chiedono solo di ricevere delle indicazioni su come stare al mondo. Non vogliono conoscere il latino, la matematica o la geografia, desiderano solo imparare a stare nella società. È una grossa responsabilità per gli adulti, una responsabilità che non può prescindere dal fatto di comprendere le richieste dei nostri giovani, di interpretare il loro disagio e non solo di reprimere, giustamente, le loro malefatte. Se non si capisce ciò, se non si abbatte questo spesso e resistente muro di incomunicabilità che si erge tra mondo degli adulti e mondo giovanile, si acuirà sempre più la distanza e molti giovani, i più deboli, come ci spiega il testo di Nigel Williams, resteranno indietro, carne da macello per chi semina l’odio e costruisce sull’ignoranza. È proprio questo il messaggio che lancia “Nemico di classe”, un messaggio indubbiamente angosciato, una richiesta d’aiuto disperata e inappellabile, ma un messaggio che lascia aperto uno spiraglio alla speranza, all’ottimismo, che devono però essere alimentati e non lasciati morire.

Lo spettacolo come abbiamo già accennato lascia senza fiato; ciò è merito certo del testo, ma anche di chi lo ha trasferito sulle scene, con una regia sapiente, aggressiva, appassionata e che non lascia allo spettatore un attimo di tregua e di respiro, come un pugile in difficoltà bersagliato dai colpi infiniti dell’avversario. Massimo Chiesa in questo è stato realmente eccezionale, aiutato da una scenografia all’altezza, opprimente e angosciante al punto giusto, e da musiche sapientemente tratte dall’immenso repertorio di Vasco Rossi, che perfettamente si sposano con questo spettacolo. Non ce ne voglia il regista, ma la menzione d’onore, a nostro avviso, va ai sette attori in scena, anche perché uno spettacolo può essere ottimamente preparato, scritto, approntato, ma se chi lo porta effettivamente in scena non rende, certamente lo spettacolo non avrà successo. Nel caso di “Nemico di classe” possiamo tranquillamente affermare che il successo sarà assicurato, in quanto chi lo rappresenta è dotato di un talento, una passione, un voglia di stupire ed emozionare a dir poco entusiasmanti; a volte usciamo dal teatro consapevoli che un attore ci ha impressionato più intensamente e nitidamente rispetto agli altri, ma in questo caso tra Luca Avagliano, Gabriele Bajo, Nicola Nicchi, Daniele Parisi, Giovanni Prosperi, Carlo Zanotti e Giorgio Regali non riusciamo onestamente a dire chi ci abbia emozionato di più. Di questi interpreti ci ha sorpreso la freschezza, la genuinità ed il talento; sono caratterizzati da un istinto recitativo assai naturale che, impreziosito dall’esperienza che accumuleranno nei prossimi anni, permetterà loro, ne siamo certi, di poter calcare con merito i più importanti palcoscenici italiani.

In definitiva, “Nemico di classe” è uno spettacolo che consigliamo con passione, certi che possa emozionare un vasto pubblico, nonostante la difficoltà del testo e del tema trattato.

Promo “Nemico di classe” 2010: http://www.youtube.com/watch?v=OPZ_0-0UjqI

 

Teatro Italia - Via Bari 18, Roma

Orario degli spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30, il secondo sabato di rappresentazione ore 17.00 e ore 21.00

Biglietti: intero 23€ (comprensivo di 1€ di prevendita)

Botteghino: dal lunedì al sabato ore 10.00/20.00, domenica e festivi ore 11.00/13.00 – 15.00/20.00

Si accettano prenotazioni telefoniche al numero 06/44239286

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Per informazioni: (The Kitchen Company) 06/68808606 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Tiziana Cusmà, Ufficio Stampa The Kitchen Company

Sul web: www.thekitchencompany.itwww.teatroitalia.info

 

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