Nemici per la pelle - Sala La Cavallerizza, Teatro Litta (Milano)

Scritto da  Domenica, 14 Ottobre 2018 

Vincitore del bando HORS, House of the rising Sun, “Nemici per la Pelle”, prodotto da Diapason, è uno spettacolo ad alta tensione, ben congegnato, giocato sui silenzi quanto su un serrato dialogo tra parenti serpenti. “Dalla band alla banda”, da un gruppo musicale di amici ad una gang di piccola criminalità; un ritmo incalzante con lunghe sospensioni e momenti di comicità improvvisa che sgorgano quasi per errore dal cinismo aggressivo, con una vena grottesca. Qualcosa resta inspiegato forse volutamente e lo spettacolo, gustoso nell’insieme, perfetto per l’ambientazione nelle scuderie di Palazzo Litta, ritrova con un’inversione di senso e un salto a ritroso, quel clima festoso dal quale la vicenda era partita.


NEMICI PER LA PELLE
testo di Gianpaolo Pasqualino
con Tano Mongelli, Ludovico D’Agostino, Alessandro Bay Rossi, Gianpaolo Pasqualino
social media manager Serena Giudici
costumista Giovanna Mazzola
videomaker Marco Foti
foto Natale De Fino
produzione Diapason
promosso da MTM Teatro

 

Cosa sareste se vi privassero della cosa che amate di più?
Questa la domanda da cui prende origine "Nemici per la pelle", andato in scena nella sala La Cavallerizza del Teatro Litta di Milano, interrogativo non risolto e non spiegato dallo spettacolo. Il dramma di Gianpaolo Pasqualino, già premio UBU 2016 come migliore attore under 35, è un thriller teatrale con evidenti ispirazioni pinteriane ed è prodotto dalla compagnia Diapason che arriva per la prima volta a Milano.

Lo spettacolo racconta la storia di Paolo, Peppe e dei fratelli Fede e Marco che, uniti dal sogno di emergere con la loro band, finiscono per precipitare in un abisso di morte e disperazione. L’uccisione di uno dei componenti del gruppo e la voglia di vendicarsi dei suoi amici, modificheranno le loro vite in maniera irreversibile. Non si spiega però come chi si è innamorato di Paolo che ne è in qualche modo vittima, vittima di un rifiuto, voglia o debba vendicarlo. La morte si sostituisce alla gioia, alla musica, all’amicizia e diventa pane quotidiano, come quel cornetto che si mangia simbolicamente dopo che qualcuno viene ucciso con un’inversione di senso, cibo normalmente allegro, infantile, associato alla convivialità.

Interessanti sono la costruzione della drammaturgia e quell’ambiguità di linee di confine che fanno scivolare il testo da un senso ad un altro. L’inizio sembra una riunione un po’ movimentata di amici che sono indecisi sul da farsi: il gruppo musicale non sembra assicurare loro un futuro e forse nemmeno un presente economicamente confortante, soprattutto per chi ha un figlio. Gradualmente però si intuisce che non si parla più della band ma di quello che il gruppo musicale è diventato, una banda a delinquere. Il dialogo e il conflitto sono serrati con momenti tragici fino a un dramma…nel frattempo si intuisce senza il chiarimento necessario come si sia sciolto il sodalizio nel nome delle note: uno dei due fratelli voleva vendicare l’amico amato. Restati in tre intorno ad un tavolo, il fratello rimasto si chiede che cosa sarebbe successo se non avessero sciolto il gruppo, loro che sono stati “vittima” della scelta di chi forse era votato ad un’altra vita, di sotterfugi e crimini, anche se non ci fosse stata un’implicazione sentimentale. Lo spettatore sembra chiedersi se quelle note e la voglia di suonare e cantare possano essere un nuovo inizio, surreale… invece la vicenda si riallaccia all’inizio allo spirito di un tempo.

Certamente ben architettato, pur essendo all’apparenza una piccola storia, realizzata con una scena centrale e il pubblico intorno che partecipa alla tensione dell’azione dal vivo e poi assiste ad un altro spettacolo, quello musicale. La scenografia naturale delle ex scuderie di Palazzo Litta diventa idealmente quel garage dove i giovani hanno cominciato la loro avventura. Il ritmo è quasi tutto in questo spettacolo di poco più di un’ora che condensa al massimo le vicende e le emozioni, in un groviglio di sensazioni e di relazioni dove vittime e carnefici si scambiano i ruoli.

 

Teatro Litta (Sala La Cavallerizza) - corso Magenta 24, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/86454545, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì 5 e domenica 7 ottobre ore 19.30, sabato 6 ottobre ore 21
Biglietti: intero 10 €

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Ufficio stampa Diapason Teatro
Sul web: www.mtmteatro.it

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