Nella Tempesta - Teatro Era (Pontedera)

Scritto da  Domenica, 12 Aprile 2015 

Va in scena presso il Teatro Era di Pontedera, l’ultima creazione della compagnia Motus. La regia è come sempre un lavoro a più mani tra Enrico Casagrande e Daniela Nicolò. Il lavoro prende spunto dalla celebre commedia-testamento di William Shakespeare “La Tempesta”.

 

Motus presenta
NELLA TEMPESTA
uno spettacolo di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni, Glen Çaçi, Ilenia Caleo, Fortunato Leccese, Paola Stella Minni
drammaturgia Daniela Nicolò
produzione Motus
con Festival TransAmériques, Montréal, Théâtre National de Bretagne, Rennes, Parc de la Villette, Parigi, La Comédie de Reims – Scène d’Europe, Reims, Kunstencentrum Vooruit vzw, Gent, La Filature, Scène Nationale, Mulhouse, Festival delle Colline Torinesi, Torino, Associazione dello Scompiglio, Vorno, Centrale Fies – Drodesera Festival, Dro, L’Arboreto – Teatro Dimora, Mondaino
con il sostegno di Emilia Romagna Teatro Fondazione, AMAT, La Mama, New York, Provincia di Rimini, Regione Emilia-Romagna, MiBAC

 

La scena è nuda. Un fondale per video-proiezioni. Un tappeto danza. Una “testa mobile” (proiettore) posto di lato sul proscenio. Si muove una coperta. Si agita. E’ Ariel, spirito del vento a servizio di Prospero, che sta scatenando una tempesta. Così inizia la storia, o meglio la lunga riflessione (siamo sulle due ore di spettacolo) su cosa sia questa tempesta che smuove l’animo dell’attore che si approccia al testo, che sceglie di lottare attraverso la sua arte: il teatro.

Si susseguono i giochi, le scene, le entrate e le uscite, le citazioni. Da Michael Jackson a Judith Malina che ha ispirato e sostenuto questo lavoro. Judith Malina ha collaborato con i Motus proprio per questo spettacolo e all’interno c’è una registrazione della sua voce che parla dell’arte che ha il dovere di scatenare tempeste. E proprio stasera (10 aprile 2015) riceviamo, prima dell’inizio dello spettacolo, la notizia della sua scomparsa all’età di 88 anni. Judith Malina è stata, insieme a Julian Beck, la fondatrice del Living Theatre che, oltre ad essere una compagnia teatrale, è stato un movimento generatore di un nuovo teatro, una nuova modalità di farlo. Un teatro estremo, politico, di lotta.

E questo essere “nella tempesta” dei Motus vuole dare l’idea proprio di questo: di un discutere e mettersi in discussione, un riflettere su tematiche che ci stanno (o dovrebbero starci) a cuore. Cosa è il potere? Chi ha potere? Quanti tipi di potere esistono? Girl Power, Flower Power, Green Power, e così via... si ironizza anche su certe campagne e movimenti, si strizza l’occhio ad un naturalismo del genere: “quello che vedete non è studiato, sta succedendo veramente ora e veramente adesso”. Viene purtroppo da dire che l’esperimento sia riuscito solo in parte. Chi non conosce l’opera di Shakespeare (“La Tempesta” appunto) ben poco sarà in grado di capire della storia e anche chi non ha un occhio allenato al teatro è in grado di percepire che non sempre la sincerità è sincera e che spesso proprio il lavoro di interpretazione e credibilità è carente.

Sì perché, mentre il tutto funziona molto bene da un punto di vista scenografico - il lavoro sulle coperte, la relazione con la testa mobile, e tutto quanto riguarda la parte più fisica e performativa -, dal punto di vista drammaturgico e interpretativo, il gruppo si rivela debole. E’ difficile mettere in bocca Shakespeare e farlo risuonare vero se lo si vuole ammantare di qualcosa che si è deciso intellettualmente. E’ difficile essere più forti di Shakespeare, si avvertono dei dislivelli tra la profondità del testo e la riscrittura che ne viene fatta, nonché la sua strumentalizzazione a volte molto pertinente, in altre occasioni un po’ incastrata a forza.

Interessante il ruolo e l’utilizzo della “testa mobile” che rappresenta la figura di questo “Master” (la traduzione di “master” non è esattamente “maestro” che si avvicina più al termine “menthor”. Il “master” è qualcuno che più che guidarti, ha un potere su di te, quasi un capo-plagiatore) che potrebbe essere Prospero, le multinazionali, lo Stato e l’elenco può proseguire citando tutto ciò che ci impedisce di esistere liberamente secondo la nostra natura.

Molto bello il lavoro di Silvia Calderoni nel ruolo di Ariel. E interessanti anche gli interventi di Paola Stella Minni. Peccato solo che i tentativi di coinvolgimento del pubblico appaiano spesso molto forzati: il pubblico si sente, come dire, falsamente coinvolto perché è solo un trucco, un giochetto, ma al gruppo non interessa realmente creare un contatto né una comunicazione. E’ un dire. E’ deciso. Non c’è scambio, quanto piuttosto presentazione, dimostrazione.

I Motus sono una compagnia attiva da molti anni, hanno alle spalle una grande storia e molti successi, quindi anche questo lavoro può tranquillamente ritenersi un ottimo spettacolo, non è certo questo il punto. Forse dopo tanti anni, si potrebbe osare di più? Scatenare una tempesta?

 

Teatro Era - Parco Jerzy Grotowski, via indipendenza 56025, Pontedera (PI)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0587 55720/57034, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Micle Contorno, Ufficio comunicazione Fondazione Teatro della Toscana
Sul web: www.pontederateatro.it

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