Natale in casa Cupiello - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Domenica, 08 Dicembre 2013 

Una versione solitaria, un’ addizione di monologhi, una musica discreta ma penetrante. Questa sembra essere la lettura che Fausto Russo Alesi, attore e regista in “Natale in casa Cupiello”, dà della tragicommedia di Eduardo De Filippo, storia di “non comunicazione”, in scena dal 3 al 22 dicembre al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano. Fausto Russo Alesi, da solo sul palco, riporta in scena solo alcuni dei quindici personaggi di Eduardo, e lo fa senza cambiarsi d’abito, ma attraverso voce e gestualità. Spazio e tempo, sono definiti da didascalie recitate.

 

 

 

  

 

 



Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa presenta
NATALE IN CASA CUPIELLO
di Eduardo De Filippo
adattato, diretto e interpretato da Fausto Russo Alesi
scene Marco Rossi
luci Claudio De Pace
musiche Giovanni Vitaletti
foto di scena Masiar Pasquali

 


Una tela quadrata orizzontale, una sorta di pavimento sospeso da terra e pericolante. Uno spazio piccolo, dove la poesia è infinita. È questo l’appartamento che Fausto Russo Alesi ha immaginato per casa Cupiello. Un lembo di tela sospeso, quasi un ring dove vengono messe a tappeto tutte le passioni, in nome del rispetto delle convenienze cui Donna Concetta, moglie di Luca Cupiello, sacrifica la sua vita e quella dei suoi cari.


E così, visto che è Donna Concetta a portare i pantaloni in casa e gli è anche un po’ “nemica”, Luca si “addormenta”, si tira via dalla vita della famiglia e si butta dentro il presepio. Ora che fervono i preparativi per Natale, Lucariello è preso solo da questo: le montagne da cui farà scendere acqua vera, i pastorelli, i re magi. Intorno a lui, si intravedono le crepe dei fallimenti umani: il figlio già grande è mammone e fannullone; la figlia, sposata a forza con il ricco e ambiguo Nicolino, ha un amante, Vittorio, e vuole fuggire con lui; il fratello di Luca, Pasquale viene continuamente “derubato” dal nipote. Ma Luca non vede nulla e trova piacere nel suo presepe, la sua solitudine, la sua tradizione, lo spazio commovente dove possono circolare le sue emozioni. Si ostina a chiedere a suo figlio Tommasino: “Te piace o Presepio?”; è ossessionato dalla domanda “Addo’ sta’ o Presepio?”. Ma in casa tutti lo sfottono sordidamente: “E mica fai la cupola di San Pietro! Ma metti due pastori n'coppa ad un asino e finisci sto presepe!”.


Lui sopporta in silenzio e si rimette, con colla e pennelli, a finire il presepe. Arriva la sera della vigilia. La tavola è già pronta. Concetta ha imposto alla figlia di riappacificarsi con Nicolino che però è venuto a sapere del tradimento. Appena entrato in casa, vede Vittorio, l’amante della moglie, che è stato invitato, senza malizia, da Luca. È scontro, rottura dell’equilibrio precario. È un fulmine che illumina la vita spettrale di Luca, passata nell’ignoranza.

 

Lui, che aveva taciuto, aveva dormito, aveva rinunciato alla sua libertà credendo comunque di sacrificarsi in nome di una famiglia vera, si accorge che tutto era finzione, illusione, proprio come il suo presepio. E crolla: cade paralizzato e farfugliante. Riesce ancora a dare la benedizione a sua figlia e al suo amante, credendolo il marito, e a domandare al figlio se ami il presepio. Alla risposta positiva di lui, scivola in una agonia, dove lo sguardo si disperde su di un presepio vero, con uomini veri che si affrettano verso la capanna.

 

 

Piccolo Teatro Studio Melato - largo Greppi 2, Milano (M2 Lanza)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacoli: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30 (salvo domenica 8 e 15 dicembre, ore 16 e 20.30); lunedì riposo
Durata: un’ora e 55 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 25 euro, balconata 22 euro



Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro
Sul web: www.piccoloteatro.org

 

 

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