Natale a Capracotta - Teatro de’ Servi (Roma)

Scritto da  Sabato, 24 Dicembre 2011 
Natale a Capracotta

Dal 13 dicembre all’1 gennaio 2012. Una commedia all’italiana originale, spassosa, familiare e saporita rallegrerà il Natale romano nell’accogliente cornice del Teatro de’Servi: l’irresistibile verve comica di Francesca Nunzi, in questa circostanza nella duplice veste di autrice ed interprete protagonista, e l’attenta e brillante direzione registica di Cinzia Berni rappresentano i segreti della vincente alchimia di “Natale a Capracotta”. Per delle festività decisamente scoppiettanti, tra luculliani cenoni, immancabili rancori da parenti-serpenti, legami familiari ritrovati e passioni tanto infuocate quanto imprevedibili che divampano all’improvviso sotto il vischio.

 

 

Otto Buffa e A.T.A. Teatro presentano

NATALE A CAPRACOTTA

di Francesca Nunzi

con Francesca Nunzi, Mauro Serio, Maria Lauria, Loredana Piedimonte

scene di Mauro Paradiso

costumi di Marco Maria Della Vecchia

regia di Cinzia Berni

 

Desiderate una serata di puro svago e galvanizzante allegria, magari da trascorrere assieme ad amici e familiari, rifuggendo da una proposta cinematografica decisamente troppo affollata dagli immancabili e grossolani cine-panettoni? Il consiglio è allora quello di accorrere senza indugi al Teatro de’ Servi e prepararsi ad un’esilarante vigilia di Natale nella ridente cittadina di Capracotta, località molisana per l’occasione imbiancata da un soffice e candido manto nevoso.

Ci ritroviamo catapultati nel luminoso e confortevole salotto di Betta (Maria Lauria), adorno di sfavillanti decorazioni natalizie disposte con certosina perizia, mentre una succulenta anatra alla danese è pronta per essere infornata ed il riso alla cannella e mandorla sta per essere cucinato, immancabili ricette per coronare il banchetto ideale prescritto dalla tradizione. I preparativi sono così attenti e premurosi poiché sta per tornare dall’America l’adorato figlio Marco con un nipotino tutto da coccolare. Peccato però che le aspettative di Betta saranno infrante dallo squillo del telefono che annuncia l’annullamento della sospirata visita; sarà costretta ad attendere addirittura sino a Ferragosto e apparentemente si prospettano dinanzi a lei delle festività natalizie di sconfortante solitudine, l’unica compagnia quella del busto del suo defunto marito con cui chiacchiera teneramente nel tentativo di attutire il silenzio opprimente che le aleggia attorno. Il destino è però proprio dietro l’uscio a sparigliare le carte.

Si abbattono difatti sulla sua serafica casetta due slavine di proporzioni epocali, le sorelle in cerca di rifugio dal coacervo di delusioni, nevrosi ed isterie che assediano le loro esistenze. La prima a precipitarsi a Capracotta con la sua vulcanica e bizzarra personalità sarà Sandrina (Francesca Nunzi), attrice di fiction televisive ed improbabili pellicole cinematografiche, ormai incamminata sulla ripida via del declino e rimpiazzata come protagonista del suo ultimo film dall’ennesima esordiente bellissima, incapace ed inesorabilmente giovane; ad accompagnarla in questo viaggio alla ricerca di calore familiare – e possibilmente anche di un abbondante cenone natalizio – il suo personale factotum Rino (Mauro Serio), parafulmine delle sue infinite vessazioni e capricci da diva, l’unico uomo capace di assecondarla in ogni sua eccentricità e di placare i suoi momenti di esplosivo egocentrismo, sorretto in questa onerosa missione dal profondo e segretissimo sentimento d’amore che nutre verso di lei. Il secondo arrivo imprevisto è quello di Raffaella (Loredana Piedimonte), maniaca dell’igiene e della pulizia, convinta di aver assassinato il marito in preda ad uno dei suoi raptus compulsivi aspirandolo in un sacco sottovuoto e rinchiudendolo in un cassetto per nascondere il cadavere.

Facile immaginare come questo punto di partenza rappresenterà una miccia sapientemente innescata per dar vita a un intreccio drammaturgico ricco di scoppiettanti colpi di scena, grottesco nonsense e ironia saporita e sferzante, concedendo comunque spazio anche a qualche breve parentesi di riflessione che consente di delineare con maggiore profondità le psicologie dei personaggi e a delle morbide pennellate di romanticismo che colorano la storia di emozione e calore, in perfetta sintonia con il clima natalizio che si respira sia sul palcoscenico che nelle strade delle nostre città.

La scenografia curata da Mauro Paradiso persegue l’obiettivo di una resa intima e realistica della modesta ma curata dimora di Betta, arredata con mobilio semplice ma perfettamente funzionale e decorata con gli addobbi brillanti con cui la tradizione è solita vestire il Natale: un impianto scenografico che riesce alla perfezione nell’intento di plasmare l’atmosfera familiare ed avvolgente con cui la generosa padrona di casa accoglie, con affetto materno e protettivo, le sue due stravaganti ed impetuose sorelle. I costumi di Marco Maria Della Vecchia evidenziano poi alla perfezione le dinamiche psicologiche diametralmente opposte delle tre protagoniste: casalinga dimessa e castigata Betta (salvo un improvviso e sorprendente risveglio di femminilità nel secondo atto), femme-fatale seducente dal fascino sanguigno e ruspante, costantemente sopra le righe e all’occorrenza sconfinante in un delirante e simpatico individualismo Sandrina, rigorosamente bianchissima, asettica, immacolatamente disinfettata la maniaca dell’ordine Raffaella; una caratterizzazione estetica dei personaggi estremamente efficace che impreziosisce le ottime interpretazioni degli attori in scena.

Magnetica, irresistibilmente spassosa e carismatica dominatrice del palcoscenico si conferma Francesca Nunzi in un ruolo, quello di Sandrina Fusilli (chissà perché ma alcuni tratti caratteristici del personaggio e l’assonanza del nome ci ricordano molto da vicino una famosa attrice italiana amante dei sofa…), che le consente di sprigionare tutta la sua energia e verve comica; le sue due compagne di avventura Maria Lauria e Loredana Piedimonte si rivelano perfettamente credibili nei rispettivi ruoli, così come Mauro Serio, l’unico interprete maschile – nei panni dello spaesato segretario travolto da questa triade di bizzarre e divertentissime erinni – fornisce una prova recitativa del tutto convincente e riuscita, indubbiamente la migliore tra quelle in cui lo abbiamo visto cimentarsi negli ultimi anni sui palcoscenici romani. Ciliegina sulla torta della commedia la direzione registica effervescente e coinvolgente di Cinzia Berni, un nome che costituisce una garanzia di spettacoli brillanti di assoluta qualità, che enfatizza con eleganza l’ironia caustica del testo di Francesca Nunzi armonizzandola con la sua componente più sentimentale e malinconica.

Un appuntamento da non perdere per trascorrere una serata all’insegna del divertimento e del buonumore, con una ben calibrata miscela di spunti comici, sorprendenti ribaltamenti di prospettiva ed esilaranti personaggi.

 

Teatro de' Servi - Via del Mortaro 22 (Via del Tritone), Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.6795130 - www.teatroservi.it

Biglietti: platea intero € 20 - ridotto € 16, galleria intero €17 – ridotto € 14

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica 17.30, lunedì riposo

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Fabi & Ghinfanti Comunicazioni

Sul web: www.teatroservi.it

 

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