Napoletani a Broadway - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Domenica, 08 Gennaio 2012 
Napoletani a Broadway

Dal 26 dicembre al 22 gennaio. La nuova travolgente ed originale commedia di Carlo Buccirosso approda al Sala Umberto per regalare al pubblico romano un inizio di anno nuovo davvero indimenticabile: in una riuscitissima fusione tra l’arguto e salace umorismo tipicamente partenopeo ed il luccicante musical di ascendenza americana, “Napoletani a Broadway” colpisce nel segno riuscendo a regalare allo spettatore spassoso divertimento, ma anche sincere emozioni e qualche interessante spunto di riflessione sulla superficialità del mondo dello spettacolo e sulle asperità che inevitabilmente accompagnano il tentativo di realizzare il proprio sogno artistico.

 

 

ENFI teatro s.r.l. presenta

NAPOLETANI A BROADWAY

scritto e diretto da Carlo Buccirosso

coreografie Fabrizio Angelini

scene Aldo De Lorenzo

costumi Zaira De Vincentis

musiche originali Antonio Annona

arrangiamenti musicali Diego Perris

testi musicali Bruno Lanza

luci Massimo Tomasino

Personaggi e interpreti

Vito Pappacena – Carlo Buccirosso

Margherita, sua madre – Graziella Marina

Gelsomina, donna delle pulizie – Valentina Stella

Sommella, regista impresario teatrale - Gianni Parisi

Dodo, nipote di Sommella - Giordano Bassetti

Arianna, e Marilyn – Claudiafederica Petrella

Pasquale, ragazzo del bar - Sergio D’Auria

Gustavo, inserviente factotum - Fabrizio Miano

Fofò, il trasformista - Davide Marotta

Sasà, l’imbianchino – Carmine D’Orsi

Nennella, la sua fidanzata cantante – Viviana De Angelis

Ensamble: Bianca Balido, Mario Di Maggio, Giuseppe Farruggio, Manuela Martino, Enzo Padulano, Sabrina Sadile, Davide Scotellaro, Elvira Zingone

 

Dopo il luminoso e sorprendente successo riscosso durante la scorsa stagione dalla commedia “Il miracolo di don Ciccillo”, il fantasioso estro comico di Carlo Buccirosso e la sua originale e riconoscibile cifra drammaturgica tornano a divertire ed emozionare il pubblico del Sala Umberto, che risponde con entusiasmo all’invito accorrendo numerosissimo e pronto a trascorrere una memorabile serata all’insegna di un intrattenimento leggero e coinvolgente.

Le aspettative non saranno affatto deluse, anzi l’impressione che si percepisce distintamente al calare del sipario è che questo spettacolo costituisca un deciso, ambizioso e consistente passo in avanti: un intreccio narrativo semplice ma al contempo ricco di dinamismo e singolari espedienti umoristici, valorizzato da una direzione registica di impostazione tradizionale ma mai scontata o banale; un’affiatata compagnia di eccellenti interpreti, cantanti e danzatori che mettono al servizio del rutilante dipanarsi degli eventi il loro pregiatissimo ed impetuoso talento; una scenografia moderna e perfettamente funzionale (curata da Aldo De Lorenzo), capace di sottolineare i diversi segmenti del racconto con efficacia, visivamente arricchita dai costumi variopinti ed elaborati (realizzati da Zaira De Vincentis) che, se da un lato svolgono egregiamente la propria funzione di connotazione sociale e psicologica dei diversi personaggi in scena, dall’altro consentono con sorprendente velocità trasformazioni, repentini travestimenti e la metamorfica comparsa sul pascoscenico di imprevedibili ed esilaranti personaggi (da una esuberante Marylin Monroe ad un improbabile Michael Jackson/John Travolta in miniatura, dall’intrigante Liza Minnelli del cabaret agli elegantissimi artisti dei musical di Broadway con tanto di smoking ricercati e abiti cosparsi di sfavillanti lustrini); completano il gustoso e saporito menu offerto da questa commedia le musiche originali di Antonio Annona, con testi di Bruno Lanza e arrangiamenti di Diego Perris, e le coreografie di Fabrizio Angelini.

Vito Pappacena è un attore cinquantenne, perennemente diviso tra la difficoltà di sbarcare quotidianamente il lunario e l’aspirazione insopprimibile di calcare le assi del palcoscenico; i continui fallimenti sperimentati in provini-farsa che non premiano il reale talento ma solamente la logica della raccomandazione, l’arroganza, la superficialità e l’ottusa volgarità del mondo dello spettacolo sono ormai divenuti ai suoi occhi una realtà del tutto insostenibile e difatti, all’ennesimo “Le faremo sapere” pronunciato con gretta insensibilità dal regista Sebastiano Sommella che reputa il nostro protagonista “un po’ troppo napoletano” ed insignificante per potergli assegnare la tanto agognata parte, la sua reazione è decisa e intraprendente. Grazie al sostegno economico garantito dalla madre Margherita, che condivide la sua stessa passione per il teatro avendo recitato in gioventù nella compagnia di Eduardo De Filippo ed essendo poi stata costretta, a causa della gravidanza imprevista, ad abbandonare la sua folgorante carriera, Vito decide di operare una energica inversione di rotta ed aprire un’agenzia di talent scouting riservata esclusivamente ad artisti napoletani, giovani cantanti, attori e ballerini veracemente partenopei e profondamente innamorati delle luci della ribalta. In pochi anni la sua agenzia di spettacolo si costruisce ben presto una fama rinomata ed una solida credibilità, tanto da essere sempre più massicciamente assediata da aspiranti e spesso bizzarri talenti in cerca di lavoro e celebrità.

Tutto sembrerebbe filare abbastanza liscio, all’insegna di una positività riscoperta da Pappacena nell’entusiasmo spregiudicato e vitale dei numerosissimi giovani che in lui confidano ciecamente, ma l’imprevisto è dietro l’angolo. Alla porta della sua agenzia si presenta proprio Sommella, il malvagio produttore che anni prima aveva inesorabilmente infranto i suoi sogni di attore, con una proposta che sarebbe davvero arduo rifiutare: il regista si sta occupando difatti dell’allestimento a Broadway di un grandioso progetto teatrale commissionatogli da una compagine di pizzaioli partenopei che hanno fatto fortuna oltreoceano e per questa impresa ha assolutamente bisogno della collaborazione di Pappacena. La prima reazione di quest’ultimo sarebbe un reciso ed ostinato rifiuto, memore delle delusioni del passato, ma l’inebriante fascino del palcoscenico avrà ben presto il sopravvento e tutta la strampalata combriccola di attori, cantanti e trasformisti si imbarcherà su un volo intercontinentale che nelle loro speranze dovrebbe condurli verso la realizzazione dei loro desideri ma che invece darà solamente inizio ad un nuovo capitolo di scoppiettanti disavventure poichè la sovvenzione statale promessa da Sommella stenta ad arrivare e pertanto i nostri prodi si ritroveranno a provare in un fatiscente teatro tra continui imprevisti, guasti e battibecchi. Cosa accadrà? Riuscirà infine la compagnia a portare a compimento questa meravigliosa impresa e Vito Pappacena otterrà il riscatto di una vita di sacrifici e impegno quotidiano?

L’azione scenica nel primo atto, deputato alla presentazione dei personaggi e delle dinamiche relazionali che li coinvolgono, si svolge dapprima nell’ufficio casting dove il protagonista affronta il suo ultimo provino, per poi trasferirsi nell’affollata e magmatica agenzia di Pappacena, con una stesura drammaturgica più vicina alla commedia tradizionale italiana – e in particolare napoletana – basata su equivoci, doppi sensi, argute trovate ironiche e sulla perfetta alchimia degli interpreti in scena. Nella seconda parte dello spettacolo l’atmosfera muta radicamente, virando decisamente verso il musical con la continua scintillante alternanza di numeri musicali cantati e danzati magistralmente dai valenti e ricchissimi di energia compagni di viaggio di un Pappacena-Buccirosso semplicemente inarrestabile. A ben guardare la vera forza, vigorosa e sorprendente, di questa divertentissima pièce, al di là del testo di qualità e di un allestimento curato fin nei minimi dettagli, risiede proprio nella variegata, euforica e ben amalgamata compagnia che la porta in scena. Straordinario Carlo Buccirosso, del quale torniamo ad apprezzare le indiscusse e carsmatiche doti comiche da vero e proprio mattatore del palcoscenico ma di cui scopriamo anche in questa occasione le più che convincenti – e forse insospettabili – doti canore; incredibilmente espressiva ed intensa Valentina Stella nei panni della focosa e vulcanica donna delle pulizie Gelsomina perdutamente innamorata del suo adone-Pappacena. Tra gli altri interpreti ci piace segnalare l’autorevolezza e l’incisività, condite da una genuina simpatia, di Graziella Marina (nel ruolo di Margherita, la madre di Vito Pappacena), la seduttività ironica e trascinante di Claudiafederica Petrella (nei panni di Arianna, attrice sprovveduta che si traforma poi in una conturbante Marilyn Monroe), l’incontenibile esuberanza ed autoironia di Davide Marotta (il mini-trasformista che regala al pubblico risate scroscianti con i suoi improbabili camuffamenti) e le eccezionali doti canore ed interpretative di Carmine D’Orsi e Viviana De Angelis (rispettivamente l’imbianchino Sasà e la sua fidanzata cantante Nennella).

Uno spettacolo realmente impetuoso e ricco di spunti interessanti, che rifugge la volgarità per recuperare la tradizione della commedia brillante italiana e vestirla di modernità. Divertimento assicurato, in compagnia del talento istrionico e della verve comica inconfondibile di Carlo Buccirosso; un’occasione da non lasciarsi assolutamente sfuggire, al Sala Umberto di Roma fino a domenica 22 gennaio.

 

Sala Umberto - via della Mercede 50, Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/69925819, 06/6794753

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, 2° mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17.30

Biglietti: da € 32 a € 23

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio stampa Silvia Signorelli

Sul web: www.salaumberto.com

 

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