Nachlass - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Giovedì, 11 Gennaio 2018 

In scena al Piccolo Teatro Studio Melato fino al 20 gennaio, “Nachlass”, nuovo progetto del collettivo Rimini Protokoll. Una performance in cui l'assenza dei protagonisti rende l'installazione un'esperienza claustrofobica e totalizzante, per raccontarci il senso del lascito, dell'eredità attraverso la voce e gli oggetti dei grandi assenti.

 

NACHLASS
Pièces sans personnes
ideazione di Stefan Kaegi / Dominic Huber (Rimini Protokoll)
video Bruno Deville
drammaturgia Katja Hagedorn
suono Frédéric Morier
assistenti alla progettazione Magali Tosato, Déborah Helle (stagista)
assistenti alla scenografia Clio Van Aerde, Marine Brosse (stagista)
ideazione tecnica e costruzione scene Workshop Théâtre Vidy-Lausanne
produzione Théâtre Vidy-Lausanne
coproduzione Rimini Apparat, Schauspielhaus Zürich, Bonlieu Scène nationale Annecy e la Bâtie-Festival de Genève
nel quadro del programma INTERREG France-Suisse 2014-2020, Maillon, Théâtre de Strasbourg-scène européenne, Stadsschouwburg Amsterdam, Staatsschauspiel Dresden, Carolina Performing Arts
con il sostegno di Fondation Casino Barrière, Montreux Le Maire de Berlin - Chancellerie du Sénat - Affaires culturelles
con il sostegno per la tournée di Pro Helvetia - Swiss arts council
in collaborazione con Istituto Svizzero

 

Cosa c'è dopo la morte? Cosa vogliamo lasciare a chi rimane dopo di noi? Questa la domanda che Rimini Protokoll (collettivo guidato dagli elvetici Stefan Kaegi e Dominic Huber) si pone in questo nuovo progetto che, come i precedenti lavori, parte da una domanda "semplice", un'esigenza reale, una situazione concreta per poi mettere lo spettatore nella condizione di immedesimarsi nelle circostanze proposte e uscire con molte meno certezze di quante ne avesse all'inizio. Nell'epoca in cui i dispositivi tecnologici ci permettono di avere certezze quasi su tutto, questa installazione, altamente tecnologica, ci riporta alla più umana delle questioni che non può essere risolta con la tecnologia (sviluppi alla Black Mirror permettendo).

“Nachlass”, il titolo dello spettacolo, è una parola tedesca che può essere tradotta come “lascito, eredità”; in uno spazio organizzato in 8 stanze, gli spettatori hanno 8 minuti per conoscere ognuno di questi spazi, interagire con gli oggetti realmente posseduti dai vari protagonisti che ce li raccontano attraverso la loro assenza; sono persone molto diverse tra loro per età, esperienze, orientamento religioso, provenienza geografica, però sono tutte accomunate dal fatto di essere cittadini svizzeri e caratterizzati da un'unica volontà: tutti sanno che stanno per morire e vogliono lasciare qualcosa di se stessi ai posteri, oppure hanno vissuto da vicino l'esperienza di persone che hanno perso la memoria e vogliono capire come lasciare traccia della propria esistenza. A raccontarci le loro storie, solo delle registrazioni audio e gli oggetti nelle stanze che ci fanno immergere a pieno nella vita di queste persone, ci fanno conoscere la loro storia, il loro passato e il lascito che vogliono trasmettere non solo ai propri cari ma anche al pubblico di sconosciuti che entrerà nelle stanze.

La morte e ciò che resterà di noi: questo è il tema della performance di Rimini Protokoll, un concetto che sulle prime può angosciare, soprattutto quando si entra nelle prime stanze e bisogna familiarizzare con la logica dell'installazione e ambientarsi nelle piccolissime stanze attrezzate come dei microcosmi completi; poi, mano a mano che si entra nel mood del progetto, ci si affeziona alle storie dei protagonisti e si ha sempre più voglia di scoprire cosa ci sarà nella prossima stanza. Quello che colpisce di tutti i protagonisti è l'estrema serenità con cui ci parlano della morte, un argomento ancora scabroso e taboo per molte persone in Italia: in questo si sente la provenienza elvetica degli ideatori che, proprio come i protagonisti dello spettacolo, vivono in un Paese che invece affronta con grande libertà e civiltà questo tema, sia che si tratti di cure super avanzate per allungare la partita contro un tumore, sia che si tratti di decidere come concludere la propria esistenza ormai irrimediabilmente terminale.

Ad ogni performance possono accedere al massimo 50 spettatori per turno. Per la particolarità dello spettacolo, gli ingressi acquistati non prevedono l’assegnazione di un posto a sedere. I biglietti non saranno acquistabili online ma solo presso la biglietteria del Teatro Strehler (Largo Greppi, M2 Lanza) oppure tramite biglietteria telefonica al n. 02.42.41.18.89.

 

Piccolo Teatro Studio Melato - Largo Greppi 1, 20100 Milano
Per informazioni e prenotazioni: da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17 servizio telefonico allo 02.42.41.18.80
Orario spettacoli: giovedì 11 gennaio (18.00 - 19.30 - 21.00), venerdì 12 gennaio (18.00 - 19.30 - 21.00), sabato 13 gennaio (16.00 - 17.30 - 19.00 - 20.30), domenica 14 gennaio (16.00 - 17.30 - 19.00 - 20.30), lunedì 15 gennaio riposo, martedì 16 gennaio (18.00 - 19.30 - 21.00), mercoledì 17 gennaio (18.00 - 19.30 - 21.00), giovedì 18 gennaio (18.00 - 19.30 - 21.00), venerdì 19 gennaio (18.00 - 19.30 - 21.00), sabato 20 gennaio (16.00 - 17.30 - 19.00 - 20.30)
Biglietti: posto unico 18 euro
Durata spettacolo: 90 minuti

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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