Miseria e nobiltà - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Domenica, 06 Gennaio 2013 

Miseria e nobiltàDal 26 dicembre al 20 gennaio. In scena al Teatro Quirino uno degli intramontabili classici della commedia brillante partenopea, quel "Miseria e nobiltà" di Eduardo Scarpetta che sebbene abbia già spento ben centoventicinque candeline sulla torta di innumerevoli repliche sui più prestigiosi palcoscenici italiani, non ha smarrito minimamente il proprio lucentissimo smalto. Sarà merito indubbiamente della corrosiva ironia e delle scoppiettanti trovate comiche che ne contrappuntano l'intreccio, ma tutti i più celebri e autorevoli interpreti del repertorio napoletano hanno finito per cimentarsi con questo testo, dall'autore stesso al suo immortale figlio Eduardo De Filippo, sino all'indimenticabile rivisitazione di Totò nella trasposizione cinematografica di Mario Mattoli del 1954 con Sophia Loren, Carlo Campanini e Carlo Croccolo. L'istrionico genio creativo di Geppy Gleijeses porta nuovamente in scena la commedia assimilando questo variegato ed inestimabile patrimonio di influenze, riassemblandolo secondo la sua personale cifra stilistica ed affidandolo ad una robusta e ben affiatata compagnia di attori e caratteristi capitanata dal trio, ormai perfettamente collaudato, costituito dallo stesso regista, da Lello Arena e Marianella Bargilli. Il risultato? Risate gustose assicurate per il pubblico, qualche genuino e quanto mai attuale spunto di riflessione sull'imbarbarimento di una società sempre più prossima alla lapidaria concezione dell'homo homini lupus, una serata all'insegna della tradizione riproposta con eleganza e passione.

 

 

Teatro Stabile di Calabria e Teatro Quirino Vittorio Gassman presentano
Geppy Gleijeses, Lello Arena, Marianella Bargilli in
MISERIA E NOBILTÁ
di Eduardo Scarpetta
con Gigi De Luca
e con Gina Perna, Antonio Ferrante, Gino De Luca, Loredana Piedimonte, Antonietta D’Angelo, Vincenzo Leto, Jacopo Costantini, Silvia Zora, Francesco De Rosa
scene Francesca Garofalo
costumi Adele Bargilli
musiche Matteo D’Amico
luci Luigi Ascione
regia Geppy Gleijeses

 

 

Dopo il considerevole successo riscosso con "Lo Scarfalietto" dello stesso Eduardo Scarpetta e "A Santa Lucia" di Raffaele Viviani, il Teatro Stabile di Calabria e nella fattispecie l'energico ed effervescente trio Gleijeses-Arena-Bargilli colpisce nuovamente nel segno, proponendo al Teatro Quirino di Roma (tappa centrale di una tourneè che sta percorrendo l'intera penisola) una delle pietre miliari del teatro napoletano del diciannovesimo secolo. Coniugando il rispetto della tradizione doveroso nel confrontarsi con un'opera drammaturgica dal glorioso passato con taluni spunti innovativi capaci di renderla attuale e godibile per platee contemporanee composte da spettatori eterogenei per gusto ed età, Gleijeses riversa nel suo pentolone l'ironia irresistibile del testo scarpettiano, la magistrale interpretazione di Eduardo De Filippo, la pellicola di Corrado D'Errico del 1940 con protagonista il figlio legittimo dell'autore Vincenzo Scarpetta, la ben più fortunata riduzione cinematografica del 1954 di Mario Mattoli interpretata da Totò e Sophia Loren e lo spettacolo portato in scena in tempi più recenti dal pronipote Mario Scarpetta; una mescolata vigorosa, una spruzzata dell'appassionato brio che pervade inconfondibilmente le sue messe in scena dei testi classici della tradizione napoletana e la saporitissima pietanza è servita, pronta per allietare le festività natalizie del pubblico romano.
La trama della commedia ovviamente risulterà perfettamente conosciuta ai più, per i pochi smemorati ecco una rapida spolveratina giusto per disperdere la polvere del tempo e rammentarne tutta l' irridente carica umoristica. Nel primo atto ci troviamo in un miserando ed affollatissimo appartamento dove convivono loro malgrado due famiglie, preda dei morsi di una fame atavica e per questo ormai dimentiche dei più basilari rudimenti della dignità umana; si fronteggiano, agguerrite, violente, pronte finanche ad azzannarsi (letteralmente!) alla prima insignificante provocazione, da un lato Luisella (Marianella Bargilli) compagna dello scrivano Felice Sciosciammocca (Geppy Gleijeses), dall'altro Concetta (Gina Perna) e Pupella (Antonietta D'Angelo) rispettivamente moglie e figlia del salassatore Pasquale (Lello Arena); ben presto faremo anche la conoscenza dei due padroni di casa e salteranno all'occhio in maniera implacabile le dinamiche che animano questo duplice bizzarro nucleo familiare, costretto a funambolici espedienti per sbarcare il lunario. Repentinamente si prospetta però dinanzi a loro un' inaspettata panacea di tutte le disgrazie: il giovane e nobile rampollo Eugenio (Jacopo Costantini), figlio del marchese Favetti, è perdutamente innamorato, ricambiato, dell'affascinante danzatrice Gemma (Silvia Zora); l'unico problema risiede nel fatto che la fanciulla sia figlia del cuoco Gaetano (Gigi De Luca), arricchitosi per provvide congiunture ma pur sempre di umili origini, e dunque con tutta probabilità il casato dei Favetti non acconsentirebbe alle nozze. Per risolvere questa spiacevole situazione, Eugenio propone a Pasquale e Felice di aiutarlo in cambio di una cospicua ricompensa in denaro: i due simpatici lestofanti dovranno presentarsi con i loro bislacchi familiari a casa del suo futuro suocero fingendo di essere i suoi parenti altolocati.
Nel secondo atto ci troveremo pertanto rocambolescamente catapultati nello sfarzo luccicante e decisamente kitsch della dimora del cuoco parvenu ed assisteremo all'irruzione di questa impetuosa carovana, opportunamente travestita grazie ai sontuosi costumi forniti dalla sartoria del teatro San Carlo. Ad ingarbugliare la matassa altre due scoperte insospettabili: Peppeniello (Francesco De Rosa), il bimbo nato dal precedente matrimonio di Felice Sciosciammocca e che quest'ultimo ha sinora allevato assieme a Luisella, è scappato di casa in cerca di una sistemazione che finalmente gli assicuri sempre un pasto caldo, finendo per essere assunto a servizio proprio nel palazzo del cuoco, dove già lavora da lungo tempo come domestica la madre Bettina (Loredana Piedimonte), moglie tradita, abbandonata e intimamente devastata dall'aver completamente perso le tracce del proprio figlioletto; nel frattempo il borioso e mellifluo marchese Favetti (Antonio Ferrante) corteggia segretamente Gemma, ignaro del legame della ragazza con suo figlio Eugenio, celandosi sotto le mentite spoglie di Don Bebè. Alla luce di queste premesse, è facile immaginare le dirompenti ed esilaranti conseguenze che ne potranno scaturire sino all'epilogo che, se da un lato vedrà districarsi alcuni dei nodi più aggrovigliati e regalerà senza alcun dubbio scroscianti risate, dall'altro emozionerà in maniera autentica e viscerale lasciando una sensazione dolceamara legata alla profonda e sofferta umanità delle vicende narrate.
L'adattamento proposto da Geppy Gleijeses, pur mantenendosi sostanzialmente aderente all'intreccio narrativo e alla drammaturgia di Scarpetta, li veste di modernità cucendoli perfettamente addosso alla sua compagnia di pregiati interpreti; anzitutto significativa la decisione di presentare l'opera integralmente in italiano lasciando che lo spirito partenopeo emerga dalle atmosfere evocate piuttosto che da un più immediato e semplicistico ricorso al dialetto. Indubbiamente azzeccata anche la scelta di incorporare nell'intelaiatura originale della pièce alcune delle più memorabili sequenze incastonate in essa dalla sceneggiatura della pellicola di Mattoli e rese immortali dall'interpretazione del principe Antonio De Curtis; una su tutte l'assalto famelico alla pentola ricolma di sugosi spaghetti offerta in dono dal nobile Eugenio per accaparrarsi la complicità di Felice e Pasquale, scena che chiude il primo atto e vede tutti i personaggi avvicinarsi alla tavola con un bizzarro effetto rallenty per poi esplodere in un impeto di affamata e liberatoria ingordigia.
La scenografia curata da Francesca Garofalo e i costumi realizzati da Adele Bargilli assecondano perfettamente il taglio registico e l'antitetica contrapposizione tra la logorante miseria del primo atto (evidenziata da un palcoscenico completamente spoglio, con un tavolo e poche rudimentali sedie in legno, il tutto immerso in un'ottundente oscurità rischiarata solamente dalla modesta luce proveniente da una grata sospesa nel vuoto) e la tanto fastosa quanto posticcia e artificiosa nobiltà del secondo atto (enfatizzata dalla luccicante mondanità del salotto del cuoco arricchito, dagli abiti appariscenti che altro non sono se non macchiettistici travestimenti recuperati in una sartoria teatrale, dalle scenografie di cartapesta fin troppo variopinte con un tripudio di effigi di cuochi e salsicce a testimoniare gli "illustri" natali del tutt'altro che blasonato padrone di casa).
Magistrale infine l'ensemble attoriale, orchestrato con sapienza dalla sicura e incisiva regia di Gleijeses; accanto alle superbe interpretazioni della ormai collaudatissima coppia comica Gleijeses-Arena, loro perfetta controparte femminile è l'intensa, autoironica e versatile Marianella Bargilli, la cui prova recitativa convince sia nel registro melodrammatico che in quello grottesco e parodico. Tra gli altri membri della compagnia un plauso particolare va rivolto alle sempre impeccabili, impetuose ed energiche Gina Perna e Loredana Piedimonte.
Questa nuova tappa del viaggio drammaturgico di Geppy Gleijeses alla riscoperta delle inestimabili radici del teatro partenopeo conferma la straordinaria vitalità e creatività di un attore, drammaturgo e regista animato da una passione davvero d'altri tempi, quando il teatro si sostanziava realmente di ironia, artigianato, sentimento e arte.

 

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, Roma
Per informazioni e prenotazioni:
numero verde 800013616, botteghino 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
Orario botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45; giovedì 27 dicembre, mercoledì 9, sabato 12 e mercoledì 16 gennaio ore 16.45, tutte le domeniche ore 16.45
Biglietti: platea € 32 (ridotto € 27), I balconata € 26 (ridotto € 22), II balconata € 21 (ridotto € 18), galleria € 15 (ridotto € 12)

 

 

Articolo di: Andrea Cova
Foto di: Federico Riva
Grazie a: Paola Rotunno e Francesca Melucci, Ufficio Stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

 

 

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