Miseria e Nobiltà - Teatro Parioli Peppino De Filippo (Roma)

Scritto da  Venerdì, 25 Dicembre 2015 

Dal 17 dicembre al 10 gennaio, al Teatro Parioli Peppino de Filippo un capolavoro del nostro teatro comico, Luigi De Filippo in "Miseria e nobiltà”, di Eduardo Scarpetta, con l'adattamento e la regia dello stesso Luigi De Filippo. La ripresa di questa storica commedia da parte di Luigi De Filippo, che ne è autorevole protagonista e regista, vuole essere un omaggio a Eduardo Scarpetta, riformatore del Teatro napoletano, che proprio in questa “Miseria e nobiltà” aveva compiuto la sua riforma, con l’invenzione e la consacrazione del personaggio di don Felice Sciosciammocca, prototipo del napoletano piccolo borghese, che sostituisce Pulcinella, maschera d’altri tempi.

 

I Due della Città del Sole presentano
Luigi De Filippo in
MISERIA E NOBILTA’
commedia in due parti di Eduardo Scarpetta
adattamento e regia di Luigi de Filippo
con:
Felice Sciosciammocca - Luigi De Filippo
Pupella - Fabiana Russo
Concetta - Stefania Aluzzi
Luisella - Stefania Ventura
Gioacchino, il padrone di casa - Vincenzo De Luca
Luigino - Giorgio Pinto
Pasquale - Massimo Pagano
Peppeniello - Luca Materazzo
Eugenio, marchesino - Carlo Zanotti
Il cuoco - Giorgio Pinto
Lo sguattero - Vincenzo De Luca
Vincenzo, cameriere - Vincenzo De Luca
Gaetano Semmolone - Paolo Pietrantonio
Biase - Michele Sibilio
Il marchese Ottavio - Luca Negroni
Gemma - Francesca Ciardiello
Bettina, cameriera - Claudia Balsamo

 

Il ritorno alle origini di Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo e Titina, ci riporta con entusiasmo teatrale e rigore filologico alle radici della famiglia De Filippo che ha caratterizzato il teatro italiano di tutto il Novecento. Una storia di una famiglia di "palcoscenico" che nasce nell'ultimo ventennio dell'Ottocento in una Napoli capitale culturale seconda solo alla Ville Lumiere, Parigi, per quanto riguarda le arti visive ed in particolare il teatro. Dalle arti figurative che nel primo ventennio del Novecento daranno vita alla corrente post-futurista del Circumvisionismo, alla poesia di Di Giacomo e Russo, alla filosofia con Benedetto Croce, alla letteratura con Marotta, Matilde Serao, Carlo Bernari - e ovviamente a quella splendida generazione di drammaturghi come Raffaele Viviani e Eduardo Scarpetta.

Proprio Scarpetta, padre di Peppino e di Eduardo De Filippo, rispettivamente a loro volta genitori di Luigi e di Luca recentemente scomparso, fu il principale artefice con Viviani della grande produzione drammaturgica alla quale Luigi De Filippo, in scena al Parioli con Miseria e nobiltà, si riallaccia come a voler chiudere il circolo di cui lui stesso, nipote di Scarpetta, è erede ed epigono.

La pièce non ha bisogno di presentazioni perchè oltre ad essere un successo costante della drammaturgia italiana è stata anche resa popolarissima dal film interpretato da Totò e Sophia Loren. La celebre scena in cui Totò balla sul tavolo e si infila gli spaghetti in tasca è celeberrima. Il plot dell'opera tra le più famose del commediografo napoletano ricalca alcuni tratti di un altro capolavoro, se non altro da un punto di vista ideologico, Il borghese gentiluomo di Moliere. Sia pur con tutte le diversità delle vicende, si tratta infatti pur sempre dell'aspirazione della borghesia ad un avanzamento di status sociale: la conquista del titolo nobiliare è il chiodo fisso dei nuovi ricchi nella Francia di fine Seicento di Moliere e nella Napoli di fine Ottocento di Scarpetta.

La spassosa commedia di Scarpetta rappresenta allora anche l'emblema di una dicotomia, di una dialettica letteraria che vale la pena di puntualizzare. Da un lato infatti c'è il teatro popolare di Raffaele Viviani, e la poesia sanguigna e rabbiosa di Russo che nasce dallo spirito dei vichi e dei bassi, dall'altra la dimensione più borghese - letteraria e teatrale - di Di Giacomo in poesia e di Scarpetta appunto in teatro.

Non si tratta ovviamente di un limite, ma di una connotazione precisa che ci permette di interpretare storicamente anche una commedia divertente, esilarante, come Miseria e nobiltà. Del resto il teatro della famiglia De Filippo che parte dal fondatore della dinastia, il capocomico e commediografo Scarpetta, verte quasi sempre su tematiche della piccola borghesia napoletana, perennemente in bilico tra ascesa alle più alte fasce sociali e caduta nel fondo della miseria più nera. Già nel titolo infatti è presente questa dialettica tra i due poli di una umanità perdente, anzi sconfitta: la piccola borghesia immiserita dalla politica economica dell'Italia all'indomani dell'Unità, una classe sociale che tenta di riscattarsi con la truffa e l'inganno a scapito di un borghese, arricchitosi all'improvviso coi traffici del nuovo sistema, il quale aspira a diventare addirittura gentiluomo.

Lo spettacolo è molto divertente, recitato secondo l'antica tradizione, ritmo e trovate funzionano, Luigi De Filippo è splendidamente in parte e cura una regia perfetta in cui tutti i personaggi agiscono sul filo della caricatura senza mai diventare "macchiettistici".

 

Teatro Parioli Peppino De Filippo - via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/8073040, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: platea 27 euro; galleria 22 euro

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Ufficio stampa Maurizio Quattrini
Sul web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

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