Minetti, Ritratto di un artista da vecchio - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Domenica, 29 Gennaio 2017 

Roberto Andò, sceneggiatore e regista, teatrale e cinematografico, apprezzato dal grande pubblico grazie ai film “Viva la libertà” e “Le confessioni”, si cimenta, forte della presenza di un eccellente Roberto Herlitzka, nella messa in scena del testo complesso ed esistenziale che Thomas Bernhard scrisse per Bernhard Minetti, uno dei più grandi interpreti del teatro del Novecento. “Uno spettacolo sul mestiere dell’attore e sugli intriganti meccanismi del teatro, rivelati attraverso le parole di un autore che era soprattutto uno spettatore capace di entusiasmarsi e di un attore che amava il rischio, costantemente in bilico tra fallimento e follia.”

 

Produzione Teatro Biondo Palermo presenta
MINETTI
Ritratto di un artista da vecchio
di Thomas Bernhard
traduzione Umberto Gandini
regia Roberto Andò
con Roberto Herlitzka (Minetti, attore drammatico), Roberta Sferzi (Una signora), Verdiana Costanzo (Una ragazza), Nicolò Scarparo (Portiere), Vincenzo Pasquariello (Facchino), Matteo Francomano (Un nano)
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Gianni Carluccio, Daniela Cernigliaro
suono Hubert Westkemper
aiuto regia Luca Bargagna
direttore dell’allestimento scenico Antonino Ficarra
assistente scenografo e direttore di scena Claudio La Fata
assistente ai costumi Agnese Rabatti

 

La sera di San Silvestro, una hall d’albergo, un limbo spazio-temporale, anime in attesa, che pare eterna. Poche note di un pianoforte, un arredamento che si tesse come una ragnatela attorno agli ospiti, sui quali incombe l’ombra opprimente dell’ascensore. Sullo sfondo della terrazza s’ode il rumore del mare di Ostenda, che sembra non riuscir a liberarsi della riva. Minetti è un attore vissuto, scivola con la sua valigia lì nel mezzo, fra la reception del concierge, delle poltroncine… Una valigia importante, perché all’interno vi custodisce la maschera del suo Re Lear, messo in scena oltre trent’anni prima, realizzata per lui dal pittore James Ensor.

Ha un appuntamento con il direttore del teatro di Flensburg, sembra essersi lasciato convincere ad andare in scena per l’ultima volta nel ruolo di Re Lear ma forse per lui gli appuntamenti sono ormai finiti e, fingendo di non saperlo, inganna l’attesa e (spera) se stesso, sciogliendosi in un torrenziale soliloquio. Si concede una seduta, accolto da due angeli confessori che gli seggono accanto, secondo il tempo previsto dal loro “turno di ascolto”.

Il sipario si chiude e si riapre, due volte, al posto della dama borghese troviamo seduta una ragazza che pare indifferente ma a poco a poco diminuisce il volume della sua musica ed alza quello della sua empatia. “L’attore è per Bernhard l’eroe del fallimento e dell’occasione mancata… si può dire che egli abbia amato gli attori in quanto esseri capaci di vivere sino in fondo il rischio, la frustrazione e la prossimità alla follia.”

La frustrazione è però dell’essere umano in sè, che raramente riesce a mettere in scena, con successo, se stesso. Minetti racconta il lungo esilio nella soffitta della sorella a Dinkelsbühl, dopo che la città di Lubecca lo ha processato e cacciato dal teatro per essersi “negato alla letteratura classica”, un confino dietro il cristallo delle proprie possibilità inespresse, forse superflue se non del tutto inutili se ad assistervi dev’essere il vacuo pubblico della società che ci circonda.

Roberto Herlitzka lascia danzare impercettibilmente la sua anima d’attore sul dolore di doversi rappresentare così come ci viene richiesto. Sullo sfondo si alternano figure arrese, asserragliate al riparo delle proprie maschere. Una precisa scelta di musiche e luci sottolinea la delicata e potente recriminazione d’arte e di vita. Come il Re Lear, siamo spesso ingannati da false adulazioni e sobillati a spogliarci di tutto ma grazie al dono di Andò ed Herlitzka riemergiamo, nelle strade, meno soli.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.346 (ufficio promozione) - 06.684.000.311 (biglietteria), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17
Biglietti: intero da € 12 a € 32, under35 e over65 da € 12 a € 30, convenzioni da € 12 a € 26, scuole e studenti da € 11 a € 15, ingresso con Libertina Card € 20, con Libertina Card feriale € 16, con Libertina Card under35 € 13/12,50; Lehman Card € 40 – per chi acquista insieme il biglietto per la prima e seconda parte
Durata spettacolo: 1 ora e 30 minuti

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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