Mille bolle blu - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 22 Settembre 2012 

Mille bolle blu

Dal 18 al 30 settembre. In scena al Teatro Sala Umberto un viaggio nostalgico, ricercato ed emozionante alla riscoperta delle suggestive atmosfere del ventennio più memorabile della storia musicale italiana, gli anni Sessanta e Settanta. Protagonisti d’eccezione il superbo talento vocale di Nicky Nicolai, il virtuosismo strumentistico di Stefano Di Battista e l’irresistibile ironia di Max Paiella.

 

 

Produzione Jando Music e AB Management presenta
MILLE BOLLE BLU
Un viaggio nei migliori anni della nostra canzone
con Nicky Nicolai, Stefano Di Battista, Max Paiella e la Big Band
regia di Elisabetta Rizzo
da un’idea di Gino Castaldo
musicisti in scena: Sergio Vitale (tromba), Settimio Savioli (tromba), Claudio Corvini (tromba), Luigi Di Marco (sax alto), Alessandro Tomei (sax tenore), Marco Guidolotti (sax baritono), Massimo Pirone (trombone), Mario Corvini (trombone), Andrea Rea (piano), Alessandro Castiglione (chitarra), Daniele Sorrentino (contrabbasso), Fabrizio Aiello (percussioni), Roberto Pistolesi (batteria)

Una gran bella idea quella di Gino Castaldo, intenditore di musica e prestigiosa penna di critica musicale per il quotidiano La Repubblica, di portare sul palco di un teatro le melodie e le atmosfere delle canzoni d’autore degli anni ‘60 e ‘70.
Fu quello un periodo molto prolifico per la canzone italiana, che cominciava proprio in quell’epoca ad assorbire sempre maggiori contaminazioni di provenienza internazionale. Tutto nasceva, la canzone ed i fenomeni di costume che inevitabilmente portava con sé, in un periodo in cui trampolino di lancio erano due manifestazioni canore passate alla storia: Canzonissima ed il Festival di Sanremo.
Ed è proprio al palco di Sanremo degli anni ‘60 che ci rimanda l’assetto scenico del palco del Sala Umberto, dove fino al 30 settembre sarà in scena “Mille bolle blu”, per la regia di Elisabetta Rizzo con la splendida voce di Nicky Nicolai e la maestria musicale di Stefano Di Battista.
Accompagnati dalla Big Band, composta da tredici elementi (fiati, contrabbasso, percussioni, pianoforte) ci guidano in un viaggio all’indietro nel tempo che solo le canzoni, per quella peculiare caratteristica di evocazione nostalgica ed emozionale, riescono a farci compiere. E lo fanno, come recita il sottotitolo, riportandoci alle atmosfere di quelli che possono essere considerati i migliori anni della nostra canzone.
Sullo sfondo del palco la riproduzione di un televisore dell’epoca sul cui schermo scorrono immagini dei personaggi che hanno fatto la storia della televisione, in quegli anni ancora in bianco e nero. Nicky Nicolai è seduta di spalle al pubblico e osserva le immagini, cambiando canale in un anacronistico accostamento che le consente di farlo con un telecomando.
L’impatto sonoro dell’orchestra dal vivo è fortissimo. Irrompe la voce potente di Nicky Nicolai aprendo le esecuzioni musicali con l’interpretazione, suggestiva ed evocativa, di una canzone d’autore: “Se stasera sono qui”, di Luigi Tenco. Al termine di questa prima esecuzione una ancora poco sciolta Nicky Nicolai riprende una frase del testo “per me venire qui è stato come scalare la più alta montagna del mondo”, associandola al suo stato d’animo per essere su quel palco.
Si va avanti con brani che possono definirsi “pietre miliari” della canzone italiana, successi intramontabili che, a riascoltarli, riemergono nella loro assoluta essenza poetica: “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo, “Una carezza in un pugno” di Adriano Celentano, “Che sarà” portata al successo nel Sanremo del 1971 dai Ricchi e Poveri e da un indimenticabile Josè Feliciano.
Ora la presenza scenica si fa disinvolta e decisa. La gestualità di Nicky Nicolai, nella prima parte dello spettacolo, ricorda molto - anche rafforzata dal look optical bianco e nero tipico degli anni ‘60 - l’espressività gestuale di Mina quando a Studio Uno - ancora oggi spesso ce ne vengono riproposte immagini memorabili - intratteneva l’ospite con le mani sui fianchi e quel sorriso divertito e ironico. Non è troppo poi sottolineare, anche se l’accostamento può sembrare eccessivamente ambizioso, che nell’interpretazione delle canzoni di Mina la Nicolai ne risulta, da un punto di vista vocale, non troppo dissimile e ugualmente affascinante. Abbiamo ascoltato una versione fedelissima di “La Banda”, “Se telefonando”, “Non gioco più”, “Vorrei che fosse amore” e una versione allegra ma di grande atmosfera di “Le mille bolle blu” eseguita accompagnata solo dal piano di Andrea Rea.
Momento alto l’esecuzione di “Ancora” di Eduardo De Crescenzo, canzone d’amore struggente e suggestiva, preceduta dalla presentazione della Nicolai che denuncia l’effetto di alcune canzoni di essere “intrappolate” in un ricordo. Cantarle è liberarle, come bolle nell’aria.
Le bolle che danno il titolo allo spettacolo stanno infatti ad indicare metaforicamente le canzoni, che, come bolle, possono durare qualcuna di più qualcuna di meno, e si colorano delle sfumature variopinte che la nostra sensibilità genera con le emozioni che esse ci trasmettono.
Le esecuzioni musicali sono intervallate dalle irruzioni comiche di Max Paiella che rivela anche apprezzabili doti canore quando si cimenta nei duetti eseguendo versioni ri-arrangiate di improbabili accostamenti tra canzoni melodiche e canzoni rock: di grande effetto, trascinante e affascinante, l’esecuzione accostata di “Se telefonando” e della versione decisamente rock di “Smoke on the water” dei Deep Purple. Un occhio alla realtà internazionale dell’epoca anche con l’esecuzione di “All my loving” dei Beatles, con le immagini in bianco e nero che riproducono avvenimenti che hanno segnato la storia: l’allunaggio, l’assassinio di Kennedy, il crollo del Muro di Berlino.
Atmosfera commossa con le immagini, bellissime, di Gabriella Ferri. In primo piano i suoi occhi chiari ed espressivi, tristi e profondi, sulle note di “Se tu ragazzo mio”, inno alla vita e all’amore che nasce, interpretato dalla Nicolai con grande carica emotiva.
Sul finale scorrono le immagini, in veloce sequenza, del momento conclusivo dell’esecuzione e del ringraziamento al pubblico dei più famosi cantanti dell’epoca. Immagini riprese dalle Canzonissime di quegli anni in cui l’esecuzione del cantante terminava con il ringraziamento che era una sottintesa esortazione al voto, strumento del meccanismo di gara. E’ sembrato di sfogliare velocemente i ricordi delle serate in famiglia quando la programmazione serale della televisione dell’epoca offriva poche alternative, ma che diventavano eventi di costume e che sono passate alla storia della televisione italiana.
Sì ecco, è sembrato di rivivere quelle atmosfere familiari, essenziali, arricchite dal calore e dallo swing della bravissima Nicky Nicolai e dalla magistrale esperienza musicale di Stefano di Battista che si è esibito con il suo inseparabile sax.
Il gran finale è con le note della canzone italiana più famosa nel mondo “Nel blu dipinto di blu” eseguita dai tre protagonisti, ora tutti insieme sul palco, e proposta in versione reggae, così come l’avrebbe eseguita Bob Marley, o nella versione pop che avrebbe proposto Michael Jackson. Sempre divertente risulta l’accostamento mixato di generi diversi, operato su canzoni che dalla versione originale vengono riadattate fino a prendere forme diverse, così come le bolle di sapone quando, prima di salire e sparire, appaiono deformate ma trovano, salendo pian piano, la loro forma migliore. Il pubblico, invitato a cantare, si lascia trascinare dal refrain forse più famoso al mondo “Volare, oh oh!”
Esecuzioni canore concluse, le bolle sono sparite, rimangono solo quelle applicate sul vestito di scena di Nicky Nicolai che ora saluta il pubblico ringraziando i suoi musicisti, il comico Max Paiella e Stefano Di Battista (suo marito). Rimane nell’aria la leggerezza e la delicatezza di uno spettacolo-concerto che il pubblico ha sicuramente apprezzato e gradito per la qualità e il talento degli interpreti e per le appropriate scelte artistiche che hanno segnato le tappe di un immaginario viaggio nel tempo attraverso canzoni indimenticabili.

 

Sala Umberto - via della Mercede 50, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-19, domenica 10.30-17
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, secondo mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17 e 20, lunedì riposo
Biglietti: da € 32 a € 23

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio stampa Sala Umberto
Sul web:
www.salaumberto.com

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