Milanoir Milanuit - Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Venerdì, 03 Ottobre 2014 

In scena dal 26 al 28 settembre al Teatro Menotti di Milano "Milanoir Milanuit", spettacolo scritto dal giornalista Piero Colaprico, esperto del giallo e del noir italiano e internazionale, che con questo testo omaggia a 360 gradi la Milano di ieri e di oggi, tra la cultura popolare della ligera e della mala e gli scandali degli attuali truffatori da quattro soldi che nulla hanno a che vedere con i nobili e affascinanti Vallanzasca, Faccia d'angelo o con i protagonisti della rapina di Via Osoppo.

Produzione Tieffe Teatro presenta
MILANOIR MILANUIT - valigie e canzoni
di Piero Colaprico
con Marco Balbi, Alessandro Castellucci, Piero Colaprico, Didi Martinaz, El Pelè (Giancarlo Peronicini), Atomo Davide Tinelli
alla chitarra Pino Sanzone
da un'idea di Andrea Perrone e Atomo Davide Tinelli

 

"Il tempo riqualifica. O forse le cose possono solo peggiorare". Questa è una frase scritta in una raccolta fotografica di Paolo Caredda, che ha collezionato foto e cartoline della Milano che cambiava nel ventennio '50-'70, tra una nuova fermata della metro e la costruzione della torre Velasca, tra una macchina presa in prestito da un poliziottesco e l'espansionismo urbanistico che dal centro fagocitava sempre più la periferia con squallidi casermoni anonimi, eliminando piano piano quella cultura popolare di una Milano "testoriana" e genuina che oggi si fa fatica a ricordare.

E quei ragazzi che, dopo la guerra, si sono ritrovati travolti dal boom a sognare una vita migliore e che, stanchi della povertà della provincia sognavano di conquistare la città, i vari Vallanzasca, Faccia d'angelo, i protagonisti della rapina di via Osoppo ecco che sono oggi esaltati dai tanti film, romanzi, serie-tv come icone di una criminalità nobile, a tratti genuina, che cercava il riscatto, il rispetto e non solo il mero tornaconto economico.

Quelli che erano i mostri della cronaca di 40/50 anni fa, diventano oggi personaggi leggendari, ai quali il pubblico grida anche "sei fantastico!". C'è da rimanere un po' perplessi quando questo succede alla prima di "Milanoir Milanuit", nel momento in cui Colaprico si muove tra il pubblico e improvvisa una breve intervista ad uno dei protagonisti della rapina di via Osoppo - Arnaldo Gesmundo - scarcerato dopo decenni di detenzioni a singhiozzo più o meno meritate. Ma è anche comprensibile il punto di vista nostalgico e "nobilitante" di Colaprico nella stesura di questo testo: l'autore di un documentario come "Ascesa e caduta della Milano da bere" e di un libro come "Le cene eleganti" conosce bene i criminali gaglioffi che oggi addirittura ci governano; ha approfondito fin troppo il mondo di Manipulite, della P2, del berlusconismo patinato di corso Buenos Aires e di Arcore e non può che ritenere questi criminali decisamente più banali, abietti e privi di fantasia di quei giovani della ligera, definizione gergale della criminalità organizzata presente a Milano fino agli anni '70 e poi soppiantata dalle mafie meridionali. "Il tempo riqualifica. O forse le cose possono solo peggiorare" come si diceva all'inizio.

Assieme ad un Colaprico energico, ironico ma spesso goffo sulla scena con il suo abito gessato stile gangster americano, si muovono altri personaggi che gli fanno da spalla, come il barista interpretato da Atomo Davide Tinelli, o gli avventori habitué impersonati da Marco Balbi e Alessandro Castellucci, uno più giovane e scanzonato, l'altro più maturo e nostalgico. I personaggi si muovono in una taverna che strizza l'occhio a leggendarie locande milanesi, quali La Briosca e L'Osteria del Pelé; ad arricchire il contesto non solo attori professionisti ma soprattutto personaggi che hanno davvero fatto la storia della musica popolare milanese dedicata alla mala, alla ligera e alla pullulante vita milanese di quegli anni: gli intermezzi musicali sono infatti eseguiti dai leggendari Didi Martinaz - che vide nascere i Gufi e cantò spesso davanti a Vallanzasca e alla sua banda - e da Giancarlo Peroncini che con il suo tallofono, specie di basso casereccio, accompagna la chitarra di Pino Sanzone in brani come El me ligera, La ballata del pitur, Il motorino.

L'intenzione e l'approccio molto spontanei della struttura dello spettacolo si potrebbero apprezzare se la base fosse stata un po' più strutturata: purtroppo spiace vedere che tutti i personaggi in scena (compreso Colaprico) abbiano in mano il copione al quale spesso gettano occhiate poco discrete. Ci sta tutta l'idea di far sembrare l'intera situazione naturale, con le sovrapposizioni dei discorsi e i tempi morti che normalmente possono esserci in una conversazione da bar, ma questo spesso sfugge al controllo degli attori andando a discapito dei contenuti, degli aneddoti, delle storie interessantissime raccontate da Colaprico e compagni, dando allo spettacolo un tono d'improvvisazione senza criterio che alla lunga distrae lo spettatore. Ma ad un certo punto arriva la celeberrima Ma mi che riesce ad unire il pubblico in un coro commosso e partecipe; e questo entusiasmo del pubblico regala la certezza che le repliche successive abbiano guadagnato in fluidità e continuità. Perchè se vuoi omaggiare una città che è simbolo del cambiamento, del rapido trasformismo, non puoi non modificarti sulla base degli stimoli esterni.

 

Teatro Menotti - via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì 26 e sabato 27 settembre ore 20.30, domenica 28 settembre ore 17.00
Biglietti: intero € 25, convenzioni € 20, ridotto/under 25 € 17.50, ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12.50, ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17.50 , prevendita € 1.50

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti
Sul web: www.tieffeteatro.it

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