Milano Blues - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Lunedì, 24 Luglio 2017 

Come ormai di consueto, il Teatro Libero di Milano resta aperto anche d'estate e in questo luglio infuocato ha presentato una rassegna dedicata alle opere prime degli under 35, 'Liberi d'Estate', con serate dedicate ogni volta a differenti spettacoli. Domenica 2 luglio è stata la volta di “Milano Blues”, spettacolo inserito nella sezione Banco di Prova, una settimana dedicata ai giovani autori che non solo hanno messo in scena per la prima volta le loro opere in forma di reading presso Isolacasateatro, ma le hanno poi elaborate e perfezionate dopo un confronto con critica e pubblico fino all'approdo attuale. I sei testi scelti sono stati vagliati e diretti da Manuel Renga, co-direttore artistico del Teatro Libero, grazie anche a Susanna Verri che ne ha seguito la creazione.

 

LIBERI D'ESTATE 2017!
Rassegna BANCO DI PROVA
a cura di Manuel Renga, Francesco Leschiera e Susanna Verri
sei spettacoli-mise en espace selezionati nel contesto della stagione teatrale di Isolacasateatro di Milano per dare voce alla nuova drammaturgia italiana contemporanea

MILANO BLUES
di Vlad Scolari
con Valerio Ameli, Gabriele Genovese, Valentina Mandruzzato
consulente di movimento Noe Mina
studio diretto da Vlad Scolari

 

All'inizio vediamo entrare in scena un paio di ragazzi e una ragazza che si muovono seguendo della musica. Buio. Sul fondale appare una scritta che identifica il periodo, agosto 2010. I due giovani si siedono a un tavolino e parlano di come si potrebbe condividere una casa, piccola. Uno di loro afferma che gli piace aiutare chi ha bisogno, l'altro dice di avere molto bisogno di un posto, almeno per un po'. Restano quindi in attesa di Cristina, una ragazza pure lei ospite in quella casa. I due ragazzi si sono conosciuti in chat e sembrano andare molto d'accordo. Nove mesi dopo, ecco ormai i tre che convivono da un pezzo: Max, l'ultimo arrivato, belloccio e aspirante attore o modello, è irritante e si comporta come se disprezzasse l'altro, cercando l'apprezzamento della giovane donna che invece lavora sempre da precaria e non riesce a tirare avanti bene.

I tre sono in crisi, si sfottono perché una sembra una perdente, il belloccio è convinto di poter sfondare facendo miriadi di provini, mentre il padrone di casa, aiutato dalla madre affinchè vada all'università mentre spesso buca le lezioni per gironzolare nel parco, si sente un esperto di politica e declama le proprie convinzioni. I due maschi, in breve, bisticciano sul sociale ma alla fine tutti e tre andranno assieme in discoteca, dove accadranno cose strane. In breve, non solo ci troviamo a visualizzare un mondo difficilissimo per i giovani che non riescono a collocarsi ma emerge pure la tematica gay, dal momento che entrambi i ragazzi lo sono ma... La storia prosegue in modo intrigante, passano i mesi, la ragazza è rumena e finisce per credere a colui che aveva sempre snobbato le richieste della madre, il quale alla fine decide di accettare un posto fisso dallo zio per convincere Cristina che sta facendo sul serio, che vuole mettersi con lei, che cambierà vita. Ma devono buttare fuori di casa Max.

Che i ragazzi bevano fino a ubriacarsi può essere un altro segnale dei tempi; fra un brunch e un apericena Milano è tutta apparenza, ipocrisia, affetti nebulosi, interessi che covano sotto una levigata superficie di benessere che copre il disagio di una quantità di giovani incapaci di relazionarsi in un mondo poco sincero e difficile da conquistare. Restano le parole di chi ama parlare, condividere idee e scoprire che magari diventare un marito e avere dei figli potrebbe rappresentare la soluzione, con un lavoro sicuro. In fondo è bisex, non proprio gay.

E' andata così e sono passati altri nove mesi, siamo a gennaio 2012 in un caffè dove lui ha incontrato Max che si è trasferito a Roma, ospite di un architetto benestante. Gira degli spot, gli regala un dvd col film sulla profezia dei Maya intitolato proprio 2012. La musica è sempre un buon supporto e l'incontro conserva l'amarezza che i due hanno vissuto nel dividersi mesi prima. I tre protagonisti, Valerio Ameli, Gabriele Genovese e Valentina Mandruzzato, hanno inciso i contorni di un presente che fa paura, che non offre un futuro sicuro, che sembra scivolare tra le dita. Molto bello, ci si riflette a lungo anche usciti da teatro.

 

Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: domenica 2 luglio ore 21
Biglietti: 10 €

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Simona Griggio, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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