Migrazioni - Roma Fringe Festival 2014, Villa Mercede (Roma)

Scritto da  Sabato, 05 Luglio 2014 

Lo spettacolo inizia il giorno in cui due donne si vedono costrette ad abbandonare la propria casa, la propria terra e i propri cari e a racchiudere nei bagagli tutto il loro mondo che trasportano, tirano e trascinano durante il loro viaggio. Costruito come un racconto senza parola, dove le immagini si sviluppano come quadri animati, questo spettacolo affronta il tema dell’emigrazione mettendo in movimento l’universo di una partenza, di un viaggio e di un arrivo.

  

MIGRAZIONI
Collectif Faim de Loup
di e con Serena Telesca e Caterina Bencini

 

Questo è Teatro Off! Il teatro fisico. Il linguaggio del corpo. Quello che non nasconde, che non mente come la parola, ma al contrario dice tutto. Con un gesto della mano. Con una contorsione del corpo. Con un battito di palmi e con una rotazione delle pupille. Serena Telesca e Caterina Bencini stregano il palco del Fringe Festival con una proposta diversa dalle altre. Reduci dal successo ottenuto col secondo premio al “Niederstratter Surprize 2013”, concorso teatrale europeo organizzato dal Piccolo Teatro Carambolage a Bolzano, incantano anche i palchi romani con un tema scottante e purtroppo attuale.


Parlando di quegli italiani che nei primi del Novecento attuavano un vero e proprio viaggio della speranza, le due brave attrici utilizzano come solo oggetto di scena una valigia che funge da metafora della casa che hanno abbandonato e portano dietro con sè attraverso mille difficoltà.


Questa odissea moderna affrontata con tocco lieve e ironia si serve di una mimica che attinge a piene mani alla clowneria, la commedia dell'arte, il mimo. Sembra scontato dirlo ma è figlia di Charlie Chaplin. Le due protagoniste incarnano una tipologia d'italiano ingenuo, povero ma generoso, speranzoso di mutare vita, ancorato alla propria terra ma allo stesso tempo desideroso di andare via, verso un futuro meno sacrificato e incerto. Un prototipo di personaggio che ricorda non solo gli emigranti dell'epoca ma anche molti personaggi di Chaplin: vittime della loro puerilità, buffi e commoventi.


L'altrove, la terra che prospetta una vita migliore di quella attuale, come vedremo nel corso dell'opera, tra salti, pianti, lazzi e valigie che da case diventano scialuppe di salvataggio e teatrino della condizione di chi emigra in una terra non sua, rischiando la vita, si presenta da subito come un luogo ostico verso lo straniero. Inevitabile pensare a quello che sta succedendo negli ultimi anni. Al modo con cui il diverso (o presunto tale) è stato demonizzato dalla nostra classe dirigente e dai media.


Sarebbe sciocco fare della retorica su questo spettacolo, appellandosi a frasi fatte come "ieri i nostri nonni migravano in altri paesi, facendo viaggi impossibili e trovandosi in nazioni spesso poco accoglienti e ghettizzanti". Lo scopo di "Migrazioni" non è moralizzante. Attraverso i corpi di Serena e Caterina noi viviamo quello che è un viaggio senza meta di persone che cercano dignitosamente di essere vive. Quest'avventura è vissuta dal pubblico. I tramiti sono le attrici. Questo è indubbiamente il risultato più importante che ottiene "Migrazioni": far vivere la genesi di un sogno/incubo al pubblico. Inoltre la pièce, per quanto sia divertente e scanzonata, riesce a far piangere, e non poco. Dicevamo di Charlie Chaplin?

  

Roma Fringe Festival 2014 - Villa Mercede, via Tiburtina 113 (Zona San Lorenzo)
Orario spettacoli : PALCO C - 22 giugno, ore 23.30; 23 giugno, ore 20.30; 26 giugno, ore 22.00

 

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa Roma Fringe Festival 2014
Sul web: http://romafringefestival.net

  

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