Mi hanno rimasto solo - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Domenica, 11 Gennaio 2015 

Come nella vita ci sono appuntamenti che non vanno mancati, anche in una stagione teatrale ci sono spettacoli che non possono non essere vissuti e goduti. “Mi hanno rimasto solo”, spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Michele La Ginestra, in scena al Teatro Sette fino all’11 gennaio, è sicuramente uno di questi.

 

MI HANNO RIMASTO SOLO
scritto, diretto e interpretato da Michele La Ginestra
e con Alessia Lineri, Irene Morelli, Alessandra Fineo e con il maestro Paolo Tagliapietra


Per chiunque ami il teatro, godere di questo incontro significa vedersi confermare la meravigliosa magia che solo il teatro riesce a creare; per chi non lo ama può essere una ottima occasione per cambiare idea. E i sold out che hanno caratterizzato praticamente tutte le date dello spettacolo, fino a costringere a programmare una data straordinaria, ne sono la più sincera e gratificante testimonianza.

Michele La Ginestra riesce con eleganza e bravura indiscusse a prenderti per mano accompagnandoti in un sogno, il suo, che alla fine magicamente diventa anche il tuo .. il nostro. Il suo non è un “semplice” one-man-show in cui i personaggi interpretati si alternano in scena per donare momenti di esilarante comicità.

Il tutto, infatti, viene impreziosito da pregevoli intermezzi musicali interpretati dal vivo da un trio di bravissime e affascinanti cantanti - Alessia Lineri, Irene Morelli e Alessandra Fineo - accompagnate al pianoforte dal maestro Paolo Tagliapietra.

Sin dalla splendida accoglienza in teatro, è facile intuire che si verrà conquistati in una esperienza indimenticabile che vedrà lo spettatore protagonista pur essendo seduto comodamente in platea, in cui il tempo sembra fermarsi per entrare in una dimensione “altra”, appunto quella onirica e spensierata, non tralasciando al contempo momenti di toccante commozione.

Questo grazie anche alla suggestiva atmosfera di luci che Francesco Mischitelli magistralmente disegna, riuscendo brillantemente a caratterizzare ogni singolo spazio ed ogni singolo momento colorando il susseguirsi dei vari passaggi emotivi con pennellate morbide e delicate.

Quello interpretato da Michele La Ginestra è un personaggio che si trova inspiegabilmente intrappolato in un teatro da cui non riesce ad uscire, ma sarà proprio la sua smisurata passione a permettergli di trasformare questo inconveniente in una grande occasione per dare forma ai propri sogni. La sua, infatti, è una dolce reclusione perché sarà il teatro stesso a fornirgli l’opportunità di liberarsi, riuscendo, grazie alla sua maestria, a dare corpo ma soprattutto un’anima alle attrezzerie, costumi e copioni che confusamente popolano il palcoscenico.

E allora, come in un volo leggero e senza tempo, partiremo con un tributo ad Ettore Petrolini con l’interpretazione del buffo ed avvinazzato Archimede, per passare alle disavventure della promessa “mai mantenuta” del calcio italiano Menicacci, fino ad addentrarci, in un crescendo entusiasmante, nella carrellata dei personaggi che hanno caratterizzato la nostra infanzia tratti dal mondo delle favole: Pollicino, Pinocchio, Lucignolo, Cappuccetto Rosso, riletti in chiave originale scoprendone i lati nascosti caratterizzati da un esilarante cinismo.

L’interazione goliardica e spassosa con il pubblico, che caratterizza l’intero spettacolo, raggiunge punte di esilarante partecipazione con il personaggio, tratto da "L’Odore" di Giorgio Gaber, affetto da iperosmia olfattiva che vede pregiudicati i suoi rapporti sociali a causa di questa sua eccessiva sensibilità agli olezzi di qualsiasi natura, fino a raggiungere l’apice con il sacerdote tormentato e vittima di sbalzi umorali che lo portano ad affrontare i colloqui con aspiranti giovani sposi, passando dall’elargizione di equilibrati consigli a ciniche prospettive circa esiti poco incoraggianti che la scelta che si accingono a compiere inevitabilmente produrrà.

Ma un posto di riguardo va riservato al commovente e delicato saluto che il nostro “recluso” dona al padre, in cui poesia, sensibilità, tenerezza e al tempo stesso forza si fondono in un magico momento di grande emozione, nella consapevolezza che tra le eredità più preziose che un genitore può lasciare ad un figlio vi è quella di guardare alle vicissitudini della vita con la saggezza che solo la forza di un sorriso può dare donandolo a chi ti sta intorno.

L’interminabile ed affettuoso abbraccio che il pubblico riserva a La Ginestra, obbligandolo più volte alla ribalta, dimostra che l’eredità è stata accolta senza riserve e tra quegli applausi scroscianti sembra magicamente aggiungersi anche un sorriso proveniente da lassù.

“Mi hanno rimasto solo” è uno di quegli spettacoli che non termina quando il sipario è chiuso e le luci si spengono. Senza rendertene conto c’è qualcosa che ti è rimasto dentro attaccato addosso e ti accompagna come quella strana sensazione di non voler vivere di rimpianti negli affetti più cari e che l’unico modo per affrontare la vita è quella di morderla con energia e passione.

E mentre questi pensieri si alternano nella tua mente ti accorgi che quel sorriso regalato che aveva disegnato le tue labbra ti è sceso un po’ più giù ed ha accarezzato l’anima. E’ alla fine, forse, nessuno è rimasto solo…


Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 1030-21.00; domenica 16.00-18.00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 22, ridotto € 16 (prevendita compresa)

Articolo di: Dino De Bernardis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

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