Metamorfosi, Sirene + Ecuba + Narciso - Teatro i (Milano)

Scritto da  Domenica, 02 Ottobre 2016 

Welcome back, Teatro i. La quiete dopo la tempesta, mediatica e creativa, che ha lanciato segnali preoccupanti sulle sorti del panorama teatrale milanese, assume le fattezze di un quarto di stagione imperdibile: tra gli spettacoli in programma, accanto a Tim Crouch con il ciclo “I'm Shakespeare” e a Henry James, un posto speciale merita "Le Metamorfosi - di forme mutate in corpi nuovi" proposto da Fortebraccio Teatro.

 

METAMORFOSI (di forme mutate in corpi nuovi)
SIRENE + ECUBA + NARCISO
da Ovidio
traduzione Piero Bernardini Marzolla
adattamento e regia Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci Max Mugnai
costumi Marion D'Amburgo
coreografie Erika Silgoner
con Ilaria Drago
produzione Fortebraccio Teatro, Festival Orizzonti . Fondazione Orizzonti d’Arte
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi

 

Il capolavoro della letteratura latina si rivela, forse per l'ennesima volta nella cultura occidentale, serbatoio di un immaginario ricchissimo, profondo e a tratti struggente: classicità e contemporaneo si fondono in un intrico difficile da dipanare e, probabilmente proprio per questo, irrimediabilmente affascinante.

Lungi dal proporre un'operazione di ricostruzione filologica, il trittico "Sirene+Ecuba+Narciso" riesce ad avvincere lo spettatore per un'intera ora, senza grossi cali di ritmo o momenti di noia improvvisa: per quanto i tre episodi aprano spaccati densi, la scelta di condensarli in una sola ora si è rivelata vincente, mai superficiale o poco accurata. Ne deriva un'indagine accuratissima, uno scavo attento, pronto a cogliere con precisione quasi chirurgica tutte le sfaccettature del femminile: l'amore, ora declinato come sofferenza materna, ora come seduzione ingannevole e persino come maledizione, rappresenta un filo rosso che raccorda le vicende, proposte l'una accanto all'altra, senza ordine apparente.

Riuscitissima l'interpretazione di Ilaria Drago, unica protagonista di una performance magnetica, fisica e totalizzante, che coniuga doti vocali a un'indiscussa capacità di penetrazione emotiva. Sul palco porta in scena l'incarnazione di una passione invincibile, della sete di possedere e inghiottire, interpreta una Sirena conturbante, che avvince l'uomo in un'attrazione irresistibile e mortifera.

Ancora, Ecuba è una madre sfigurata dal dolore, spezzata, sembrerebbe, non solo dalla tragedia di Troia, ma dall'ineluttabilità della sua stessa condizione di donna: priva di qualsiasi ornamento regale, nuda e tremante sul palco, innalza un grido dirompente, quello della "cagna reale", della femmina mercificata, "oggettivizzata" e battuta. Tremenda e illuminante è l'inversione di ruolo agita sul palco: a essere dominato e persino cavalcato è un servo di scena muto, che si vede strappare con violenza una folta parrucca di capelli scuri.

A sostenere la forza travolgente di questa interpretazione, la traduzione di Piero Bernardini Mazzolla: le sue scelte lessicali sono dotate di una consistenza quasi materica, che riesce ad esaltare la vitalità e contemporaneitá del testo ovidiano. La corporeità delle parole è, se possibile, ulteriormente rinsaldata dalla dimensione musicale: la melodia suadente cantata dalla Sirena, si trasforma all'improvviso in un urlo mostruoso, stridente e graffiante.

O, ancora, il senso di sofferenza di Eco, incapace di rivelare il suo amore a Narciso perché costretta a ripetere in eterno frasi e suoni mozzati, viene amplificato dagli effetti sonori e dal ripetersi quasi ossessivo della voce registrata.

La dimensione drammatica della vicenda è in riuscito contrasto con la scenografia, scarna ed essenziale, dominata dal bianco e da fiori colorati che, insieme ai nasi rossi e ai dettagli che si richiamano al mondo circense, determinano un'atmosfera rarefatta e sognante, che riconduce l'intero spettacolo in una dimensione nostalgica, malinconica e consunta.

"Le Metamorfosi - di forme mutate in corpi nuovi" è uno spettacolo che si imprime a fondo nello sguardo e nella mente dello spettatore, riportandoci al bisogno di una continua riflessione e di una visione più aperta e consapevole, che non sia solo consumo di un prodotto di intrattenimento, ma ascolto, ricerca e attenzione.

 

Teatro i - via Gaudenzio Ferrari 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: tel. 02/8323156 - 366/3700770, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli e biglietti: spettacoli ore 19.30 intero 6 euro / amici di i 3 euro; spettacoli ore 21
intero 18 euro / convenzionati 12 euro / under 26 11,50 euro / over 60 9 euro / giovedì vieni a teatro in bicicletta 7 euro / amici di i da 12 euro a 5 euro / accademie di teatro 5 euro

Articolo di: Marta Anile
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Teatro i
Sul web: www.teatroi.org

Commenti   

 
#1 Grazie per articoloGuest 2016-12-09 14:58
Buongiorno. Grazie per le parole intense di questo articolo, Ci tengo solo a precisare che i testi di questo trittico sono di Ilaria Drago, che è anche autrice oltre che interprete.
Grazie comunque e buon lavoro.
 

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