Memorie di Adriano - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Lunedì, 29 Giugno 2015 

Al Teatro Franco Parenti di Milano, dal 23 giugno al 2 luglio, Giorgio Albertazzi è l'imperatore Adriano, in “Memorie di Adriano”, il romanzo storico di sorprendente verità di Marguerite Yourcenar. La scrittrice francese, classe 1903, è stata la prima donna entrata a far parte dell' Académie française nel 1980. Maurizio Scaparro firma la regia di questa trasposizione teatrale. Sullo sfondo appaiono talvolta figure femminili, fugaci comparse che cantano o danzano sulle note di Armando Sciommeri alle percussioni.

 

Produzione Cooperativa Teatro Ghione presenta
Giorgio Albertazzi in
MEMORIE DI ADRIANO
di Marguerite Yourcenar
e con Stefania Masala, Evelina Meghnagi (musica e canti), Armando Sciommeri (percussioni), Giovanna Capuccio
regia Maurizo Scaparro

 

Giorgio Albertazzi, definito a ragione imperatore del teatro italiano, ci fa incontrare una delle figure più illuminate della storia romana. Lo fa con verità, onestà e, forse, con una sorta di “simbiosi anagrafico-esistenziale”. La prosa sembra neutra ed impassibile, ma nasconde il fuoco delle passioni, del grande amore per la vita, per la cultura, per la diversità, di Adriano.

Sta seduto, su una scena vuota, stanco, avvolto da una bianca tunica romana; comincia, dapprima con voce debole, la meditazione orale di un malato che dà udienza ai ricordi della sua intera esistenza. Si rivolge a Marco Aurelio, suo figlio adottivo appena diciassettenne, futuro imperatore, sperando che la sua esperienza di uomo, condottiero e politico, possa aiutarlo nel difficile esercizio del potere. Perchè è facile fare naufragio e, se tutto è vano, lo è anche la virtù. Il suo corpo sembra averlo abbandonato, le gambe non lo reggono più durante le cerimonie pubbliche e la morte sembra essere il suo ultimo combattimento.

A poco a poco, il tono diventa quasi una confessione. Ripercorre all'indietro la sua vita, e i ricordi gli consentono di rimpossessarsi del suo passato, che ora è lì, denso, fra la sua voce e le sue mani; ed il suo corpo, stanco e scomposto, ha dei sussulti di gloria, sembra, per un attimo, ritrovare l'identità dell' imperatore. Il leone si rialza ruggente. Rievoca la sua giovinezza, la sua formazione, le persone incontrate, i combattimenti, il favore di Plotina, moglie di Traiano, che gli ha consentito di diventare il suo favorito ed essere scelto come successore. L'impero riempie la sua vita. La moglie Sabina, scelta da Plotina, lo innervosisce. Poi l'incontro con Antinoo ed una nuova stagione nella sua vita. La cultura greca lo ha predisposto alla tolleranza, curiosità, accettazione del diverso. “In greco ho pensato e in greco ho vissuto, anche se il mio epitaffio sarà scritto in latino".

E le parole della Yourcenar, recitate da Albertazzi, escono dal testo e diventano teatro, messaggio di speranza, di cultura, di politica illuminata , di pace.


Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì ore 20.30; martedì ore 21.15; mercoledì ore 19.30; giovedì ore 21.15; venerdì ore 19.30; domenica ore 17.30; riposo sabato 27 giugno
Biglietti: platea I - II - III settore - 40€/32€/25€; over60 18€ - under26 15€

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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