Memorie di Adriano - Teatro della Pergola (Firenze)

Scritto da  Domenica, 10 Novembre 2019 

E’ tornato in scena dal 5 al 10 novembre “Memorie di Adriano”, con Pino Micol, al Teatro della Pergola di Firenze, spettacolo tratto dall'opera di Marguerite Yourcenar, per la regia di Maurizio Scaparro. Una produzione Teatro Ghione, in coproduzione con la Fondazione Teatro della Toscana. Una rilettura del testo che mette l’accento sull’aspetto intimo, di un Adriano vecchio, solitario e solo. L’unica altra presenza in scena infatti è Antinoo che, muto, solo danza. L’allestimento fluido e fluttuante è di grande suggestione: alleggerisce il testo, crea un effetto immersivo ai limiti del sogno, con una scelta musicale dal vivo raffinata.

 

Produzione Teatro Ghione, Fondazione Teatro della Toscana presenta
con il contributo di Teatro Olimpico di Vicenza
Pino Micol in
MEMORIE DI ADRIANO
regia Maurizio Scaparro
regista assistente Ferdinando Ceriani
con Federico Ruiz, Evelina Meghnagi, Arnaldo Vacca, Cristiano Califano
coreografie Eric Vu An
costumi e allestimento scenico Lorenzo Cutùli
multivisioni Francesco Lopergolo

 

Torna a teatro “Memorie di Adriano” dal romanzo di Marguerite Yourcenar pubblicato per la prima volta nel 1951 e premiato con il Prix des Critiques, con una riflessione sulla decadenza della vita, il sentimento di perdita, l’attesa della morte che Adriano sceglie di aspettare ad occhi aperti perché la vita non finisce mai di sorprenderci. Così si conclude la pièce che ci presenta un Adriano rassegnato, che rilegge il passato e a volte legge, perché il nuovo allestimento è tutto centrato sulla parola. Talora quasi troppo pesata, come se fosse una narrazione più che un’interpretazione. Dopo il grande successo dell’edizione con Giorgio Albertazzi, Maurizio Scaparro ha sentito la necessità di riproporre l’opera in un nuovo allestimento, che rilegge da angolazioni nuove la storia raccontata da Marguerite Yourcenar. A dar voce e corpo all’Imperatore, in una sua personalissima interpretazione, Pino Micol.

In un mondo dove i fondamentalismi e l’ignoranza seminano morte e distruzione, questo testo è più attuale che mai e Adriano, senza dimenticare il male di vivere, regala una speranza, con grande realismo perché come dice in un passaggio forse con una punta d’ironia sono in pochi a realizzarsi prima di morire.

"C’è una frase di Flaubert che forse, meglio di tutte, spiega il fascino immortale del protagonista di quest’opera di Marguerite Yourcenar - ci ricorda Maurizio Scaparro; quando gli dèi non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo. Adriano è più di un uomo, è l’immagine, o meglio il ritratto di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici del pensiero occidentale e della nostra storia". In un passaggio il protagonista sottolinea che dio gli ha dato tutto, anzi è dio, perché è semplicemente e profondamente uomo.

Abbiamo incontrato il regista assistente Ferdinando Ceriani prima dello spettacolo, e gli abbiamo chiesto come sia nata una regia a due voci.
“Dal 2001 uno lavoro con Scaparro e in questo nuovo allestimento sono stato coinvolto conoscendone già la struttura, con l’obiettivo di dare anche un diverso colpo d’occhio allo spettacolo dal punto di vista visivo”.
Qual è la cifra caratteristica di questa rilettura del testo e le principali scelte della messa in scena? “Questa rilettura, grazie alla presenza di Pino Micol, ci propone un Adriano più intimo e solo, anche in scena. Qui infatti c’è soltanto la presenza di Antinoo che arriva ad un certo punto danzando per l’Imperatore, mentre le altre presenze sono ombre sonore. Il punto di vista è quindi completamente diverso dallo spettacolo di Albertazzi. Ci sono state in tal senso delle revisioni sul testo stesso e la parola, lo scrivere, è centrale. Non è un caso che lo spettacolo originario del 1989 si intitolasse “Ritratto di una voce”, declinazione che poi si è un po’ persa.”
Qual è il tuo apporto specifico?
“L’organizzazione dell’allestimento a partire dalla rilettura e in tal senso nel nuovo allestimento c’è una scatola bianca che simboleggia la mente di Adriano e che in alcuni momenti si anima con delle proiezioni.”

L’allestimento è convincente, immersivo, avvolgente, grazie anche a tessuti morbidi che salgono e scendono e diventano scenari mutevoli di proiezioni, la grande scatola vista dall’interno, il mondo del pensiero, l’universo onirico. In certi momenti sembra di essere immersi in un mondo sottomarino, in altri di volare. La parola, al centro di questo spettacolo, è declinata in musica e canto con tre interpreti e una scelta di brani molto accurata, colta che, attraverso una serie di citazioni e suggestioni, allude all’universalità mediterranea dell’Impero nel suo momento migliore. Solo Antinoo costituisce una reale presenza in scena, il tempo di una danza, che non è solo ornamentale ma una coreografia elegante e intrigante ad un tempo, esaltato nella sua prestanza fisica che contrasta con la fragilità di chi non ha avuto forte il coraggio di vivere.

Adriano ci appare stanco del vivere, abbandonato allo scorrere del tempo, anche se evoca la forza e la responsabilità nei confronti della vita: c’è qualche incertezza nel suo procedere, una lettura che non sembra distacco ma che non è così coinvolgente. E’ nota la vicenda, una lunga lettera che Publio Elio Traiano Adriano, imperatore romano del II secolo, scrive per raccontare la sua vita pubblica e privata, dai suoi trionfi militari, al suo amore per la filosofia, la musica, la poesia e soprattutto il giovanissimo amante.

 

Teatro della Pergola - Via della Pergola 12/32, 50121 Firenze
Per informazioni e prenotazioni: telefono 055/0763333, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, domenica ore 15.45
Biglietti: intero platea 37€, palco 29€, galleria 21€; ridotto Over 60 platea 33€, palco 26€, galleria 18€; ridotto Under 26 platea 22€, palco 18€, galleria 13€; ridotto Soci Unicoop Firenze platea 30€, palco 24€, galleria 17€

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Ufficio stampa Nicola Conticello
Sul web: www.teatrodellapergola.com

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