Memorie di Adriano - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Lunedì, 15 Febbraio 2016 

In un gremito Teatro Ghione si è svolta ieri l’ultima replica romana di “Memorie di Adriano”. Per il ventisettesimo anno Giorgio Albertazzi ha dato corpo e voce all’Imperatore romano in quello che è ormai divenuto artisticamente ed emotivamente un rapporto simbiotico perfetto. Lo spettacolo, tratto dal celebre romanzo di Marguerite Yourcenar, mentre delinea la figura umana e istituzionale di Adriano racconta la verità propria di ogni uomo che, nel veder profilarsi la fine, non può che fare un bilancio della propria vita.

 

Giorgio Albertazzi in
MEMORIE DI ADRIANO
di Marguerite Yourcenar
con Stefania Masala, Giovanna Cappuccio, Fulvio Barigelli, Evelina Meghnagi (musiche e canti), Armando Sciommeri (percussioni)
costumi Daniele Gelsi
elementi di scena Lisa De Benedittis
regista assistente Ferdinando Ceriani
regia Maurizio Scaparro

 

In una scena completamente vuota Giorgio Albertazzi siede sul lato destro del palco, vestito di una tunica bianca, immacolata come le scarpe da ginnastica che porta ai piedi e candida come sono ormai i suoi capelli. Il grande attore ha 92 anni e da 27 porta in scena l’imperatore Adriano nel ritratto magistralmente delineato da Marguerite Youcenaur. Nel suo romanzo da 25 milioni di copie, scritto in quasi trent’anni e pubblicato nel 1951, la scrittrice francese compose una biografia immaginaria, lasciando all’Imperatore Adriano il compito di raccontare in prima persona, affidandola ad una lunga lettera per il giovane nipote adottivo e successore al trono Marco Aurelio, la sua vita pubblica e privata.

Un lungo flusso di ricordi, una narrazione libera e continua: gli studi ad Atene, il rapporto con l’Imperatore Traiano, la consapevolezza dell’atrocità della guerra da cui deriverà un regno fatto di pace, viaggi e riforme, il motto "humanitas, libertas, felicitas". In mezzo al racconto di trionfi militari e sconfitte, trovano spazio anche riflessioni e passioni: la filosofia greca, le battute di caccia, il cibo, l’astrologia, la poesia. Poi l’amore, quello vero, incarnato non nella figura della moglie, la nipote di Traiano, ma in Antinoo, l’emblema della bellezza e del sentimento, il fanciullo amato di una passione totale e poi pianto e deificato dopo la morte prematura e improvvisa. Adriano fu uomo illuminato, colto, aperto alla diversità e alla tolleranza ed è raccontato, sia nell’opera letteraria che nell’adattamento teatrale, non solo come condottiero, politico e uomo nelle cui parole ritroviamo le radici della nostra storia, ma anche e soprattutto come anima fatta di passioni, debolezze, ricordi. Umano.

L’imperatore è ormai anziano e malato quando dedica al giovane nipote le sue memorie. E’ stanco, sofferente, debilitato nel corpo dalla malattia e segnato nello spirito da perdite e dolori. “Comincio a scorgere il profilo della mia morte” dice e, immancabilmente, volgendosi al passato, si lascia trasportare da una dolce malinconia e ripercorre un’intera esistenza.

La figura dell’Imperatore e quella di Giorgio Albertazzi si sovrappongono in maniera quasi commovente. “Il corpo sembra avermi abbandonato, le gambe non mi sorreggono più durante le lunghe cerimonie pubbliche di Roma” dice l’Imperatore. Allo stesso modo, l’attore rimane seduto per tutto lo spettacolo, limita i movimenti, trova sostegno nella colonna bianca al suo fianco. La voce è a tratti flebile ma la memoria è perfetta, il talento indiscusso. Accanto ad Albertazzi, alcuni attori accompagnano il racconto con musiche, movimenti e brevi parole, come ombre che danno corpo ai ricordi. Sono un diversivo, un contorno giovane e animato. La regia di Maurizio Scaparro è pulita e semplice. Tutto è però interamente al servizio dei due uomini: il grande attore e il grande personaggio.Memorie di Adriano” è uno spettacolo difficile che senza azione, senza scena, quasi senza musica, affida tutto al potere evocativo e immortale della parola. Il tono basso sa di intima confessione ma è acceso episodicamente da guizzi di rabbia o dolore. Albertazzi non deve più entrare nel personaggio perché ormai è l’Imperatore, lo vive sulla sua pelle e nella sua condizione, lo porta con sé in ogni sospiro, ogni gesto, ogni pausa. E sebbene l’estrema staticità dello spettacolo e l’affaticamento dell’attore (che pure ben si accosta a quello del personaggio) appesantiscano il racconto, il talento immutato di Albertazzi, la recitazione sicura e onesta, la forza nella sua debolezza, il lirismo delle parole pronunciate fanno sì che lo spettacolo emozioni e commuova.

Era il 1989 quando Giorgio Albertazzi debuttò in “Memorie di Adriano” tra i colonnati, i giardini e gli specchi d’acqua della cornice più magica e naturale possibile, la Villa a Tivoli che fu dell’Imperatore e dove gran parte dell’opera è ambientata. L’attore aveva 66 anni, la stessa età di Adriano nel romanzo e fin da subito il rapporto tra i due fu più intimo e profondo di quello tra qualsiasi personaggio e attore. Ventisette anni dopo, a quasi 93 anni, Albertazzi veste ancora quei panni, riprendendoli stagione dopo stagione, teatro dopo teatro, in uno spettacolo ormai diventato storico. Con determinazione e tenera passione.

Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti”.

 

Teatro Ghione - via delle Fornaci 37, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/6372294 - 06/39670340, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00
Orario spettacoli: tutti i giorni ore 21, domenica ore 17; 3, 4 e 10 febbraio ore 17, lunedì riposo
Biglietti: : platea intero 30€ - Cral 20€ / galleria intero 23€ - Cral 16€ /bambini platea 12€ / giovani under 30 galleria 16€ / over 65 platea 25€ - galleria 20€ / spettatori non vedenti e spettatori sordi 18€ - accompagnatore 5€

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Daniela Bendoni, Ufficio stampa Teatro Ghione
Sul web: www.teatroghione.it

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