Medea - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Lunedì, 21 Aprile 2014 

Il mito dell'efferata Medea - intrigante fattucchiera, amante appassionata ed infine atroce assassina dimentica dei legami più ancestrali ed inviolabili - rivive nella declinazione che ne fornisce il poeta latino Seneca (meno teatralmente frequentata rispetto alla tragedia euripidea), a sua volta rivisitata e parzialmente attualizzata dal convincente adattamento drammaturgico curato da Francesca Manieri e dalla sempre personalissima e ricercata direzione registica di Pierpaolo Sepe. In scena al Teatro Eliseo una superba Maria Paiato, capace di incarnare sin nelle viscere il suo personaggio, torbido per le nefandezze passate, annientato nella sofferenza attuale, demoniaco per la disumana barbarie che si profila all'orizzonte.

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Fondazione Salerno Contemporanea Teatro stabile d’innovazione presenta
Maria Paiato in
MEDEA
di Seneca
traduzione e adattamento Francesca Manieri
con Max Malatesta
e con Paolo Zuccari, Giulia Galiani, Diego Sepe
regia Pierpaolo Sepe
scene Francesco Ghisu
costumi Annapaola Brancia D'Apricena
luci Pasquale Mari
trucco Vincenzo Cucchiara
foto Pino Le Pera
aiuto regia Luisa Corcione
direttore di scena Clelio Alfinito
tecnico elettricista Carmine Pierri
realizzazione costumi Sartoria Orlì
assistente volontario scene Valeria Mangiò
assistente volontario costumi Claudia Volpe
assistente volontario regia Simone Giustinelli
grafica Luca Mercogliano

 

 

Una lettura fedele e al contempo originale degli archetipi classici, in costante sospensione tra il fascino remoto del mito ed il suo rispecchiarsi nelle ingiustizie e nei drammi della modernità. Il personaggio della strega Medea conserva inalterata attraverso i secoli la propria potenza dirompente che, nell'atto unico prodotto dalla Fondazione Salerno Contemporanea, rivive nella magistrale compenetrazione tra regia, allestimento e interpretazione attoriale.

 

Dopo aver vilipeso le proprie radici che ha ormai irreparabilmente insozzato macchiandosi di sortilegi e delitti aberranti per amore di Giasone, dopo aver definitivamente abbandonato la sua natìa Colchide per supportare la spedizione degli Argonauti all'utopica ricerca del fantomatico Vello d'Oro, dopo essersi infine rifugiata a Corinto sposando il condottiero e dando alla luce con lui due bambini, ora il destino ha finito per presentare in un'unica soluzione a Medea il salatissimo conto delle malvagità sinora perpetrate. Sono ormai trascorsi dieci anni ed il sovrano Creonte desidera offrire in sposa a Giasone la figlia Glauce in modo tale da garantirgli la successione al trono; il condottiero, accecato dalla bramosia di potere e ricchezze, accetta senza eccessivi scrupoli rinnegando la propria famiglia ed innescando in questo modo la vendetta senza ritorno di Medea. Non le sarà concesso neppure un rifugio isolato ai confini del regno, le viene imposto l'esilio, lontana dai propri affetti e da qualsiasi barlume di prospettiva futura; la sua reazione, ineluttabile, allucinata e furibonda, provocherà una sanguinaria spirale di violenza che la porterà non solo ad incendiare con un maleficio il palazzo reale ma anche a massacrare i suoi due innocenti figlioletti, in modo da condannare Giasone allo strazio per l'eternità.

 

L'intreccio di queste tormentate vicende viene narrato con forte unità spaziale in un'inquietante ambiente avvolto da nebbie oscure che, se da un lato suggerisce chiaramente la reminescenza di un antico peristilio, dall'altro svela le macerie di una fabbrica in rovina, tra vetri rotti e fumi mefitici. La pregiata creazione scenografica del sempre ottimo Francesco Ghisu, enfatizzata dal disegno luci di Pasquale Mari, sottolinea dunque il parallelismo tra il dramma personalissimo dell'antieroina ellenica e la decadenza di una civiltà intera, quella occidentale, a più riprese evocata anche dal tessuto drammaturgico con riferimenti alle torture del carcere di Guantanamo o alle ingiustizie compiute quotidianamente in regimi neo-totalitari come quello che avvolge l'odierna Russia. Un parallelismo ulteriormente evidenziato dalla presenza al centro del palcoscenico di un recinto contenente un mastodontico disco: a prima vista potrebbe trattarsi di un altare su cui celebrare riti arcaici o sacrifici, ma uno sguardo più attento coglie su di esso l'effigie "United States of America"; si tratta in realtà di un dollaro, simbolo del capitalismo occidentale, di una cultura a cui Medea, salvando e riportando alle loro patrie gli Argonauti, ha inconsapevolmente dato origine.

 

La prova recitativa di Maria Paiato è realmente monumentale, affascinante in ogni suo accento, netta e credibile nel restituire i parossistici stati d'animo di un personaggio cieco nel suo delirio ossessivo, sprofondato nel baratro della vendetta, solamente in pochi fulminei istanti addolcito dalla tenerezza dell'amore materno o dal ricordo dei sentimenti nutriti in passato per Giasone. Un furore animalesco si impadronisce dello strumento vocale dell'interprete, mentre le accuse ferine rivolte ai suoi persecutori sono riverberate minacciosamente da un'eco che le connota di una frenesia demoniaca; l'attrice veneta veste di palpiti, fremiti e lacerante sofferenza il tragico epilogo di questo personaggio, conquistando senza riserve l'attenzione dello spettatore e andando a dipingere un nuovo intensissimo ritratto femminile, dopo gli innumerevoli altri già regalati al pubblico in oltre venticinque anni di carriera (per citare solo alcuni dei più memorabili del recente passato, l'"Anna Cappelli" di Annibale Ruccello con la regia dello stesso Sepe, la "Santa Giovanna dei Macelli" di Bertolt Brecht per la regia di Ronconi o la Valerie Solanas del reading dedicato al "Manifesto per l'eliminazione dei maschi" nell'ambito dell'ultima edizione della rassegna del Garofano Verde).

 

Ben calibrate nell'accompagnare il precipitare della protagonista verso gli inferi, le interpretazioni degli altri attori in scena: Max Malatesta (nel ruolo di Giasone, ben caratterizzato nella sua insensibile e ferrea contrapposizione alla sposa abbandonata Medea), Paolo Zuccari (un ottuso re Creonte in salsa western) e Giulia Galiani (una nutrice con l'improbabile appeal di una sensuale lolita); una menzione ad hoc merita il corifeo, una sorta di narratore onnisciente, impersonato con vigore e carisma da Diego Sepe che, con look aggressivo (occhiali specchiati, rosario rosso al collo e t-shirt con stampata l'effigie del cuore sacro) attraversa diametralmente la narrazione con incursioni monologanti, instaurando una evidente connessione tra i fatti di questo passato primigenio ed un'attualità certamente non meno drammatica.

 

La regia di Pierpaolo Sepe, rinnovando lo specialissimo sodalizio con Maria Paiato, riesce a intessere una coinvolgente ragnatela capace di coniugare alla perfezione una fine analisi psicologica del personaggio, il deragliamento nei meandri più perversi del suo feroce desiderio di vendetta e una sintesi di grande impatto fra tradizione mitologica e teatro contemporaneo. Lo spettacolo terminerà la sua tournèe per questa stagione con le repliche in programma al Teatro Due di Parma (15 e 16 maggio) e al Teatro Carignano di Torino (20-25 maggio).

 

 

Tournèe dello spettacolo:
Milano, Piccolo Teatro | 17 ottobre-3 novembre 2013
Lumezzane, Teatro Odeon | 5 novembre 2013
Novi Ligure, Teatro Giacometti | 6 novembre 2013
Bellaria Igea, Teatro Astra Bim | 8 novembre 2013
Ferrara, Teatro Comunale | 9-10 novembre 2013
Salerno, Teatro Verdi | 14-17 novembre 2013
Napoli, Teatro Nuovo | 22 novembre-1° dicembre 2013
Matera, Teatro Duni, 22 marzo 2014
Potenza, Teatro Don Bosco, 23 marzo 2014
Bergamo, Teatro Donizetti | 25-30 marzo 2014
Roma, Teatro Eliseo | 1-17 aprile 2014
Parma, Teatro Due | 15-16 maggio 2014
Torino, Teatro Carignano | 20-25 maggio 2014



Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: (centralino) 06/488721, (botteghino) 06/4882114 - 06/48872222
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 20.45; mercoledì, domenica ore 17.00; sabato ore 16.30 e 20.45
Biglietti: platea intero 33 €*, ridotto1 26 €, ridotto2 21 €, ridotto3 16 €; balconata intero 29 €, 24 €, 19 €, 15 €; I galleria intero 18.50 €, ridotto1 16 €, ridotto2 15 €, ridotto3 13 €; II galleria intero 13 €, ridotto1 11.50 €, ridotto2 10 €, ridotto3 9 €
Durata spettacolo: 90 minuti senza intervallo

 

* platea per le Prime: 47 €
ridotto1: convenzioni e over 60 (non valido alle Prime in platea)
ridotto2: under 30 e gruppi adulti (min 10 persone)
ridotto3: gruppi scuola (min 10 persone)

 

 

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio Stampa Teatro Eliseo e Piccolo Eliseo Patroni Griffi
Sul web: www.teatroeliseo.it

 

 

 

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