Mattia: a life-changing experience - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Sabato, 03 Gennaio 2015 

Dal 27 dicembre al 4 gennaio. Come avrebbe potuto Pirandello tracciare la figura di Mattia Pascal al giorno d’oggi? Quali nevrosi della nostra contemporaneità lo avrebbero spinto alla scelta di sparire e cambiare identità? E soprattutto: come avrebbe potuto farlo nell’era dell’iper-tracciabilità che tra gps, cronologia del web e tecnologie smart di ogni genere ci rende reperibili in ogni momento della nostra vita? "Mattia - a life changing experience" - in scena ai Filodrammatici di Milano - prova a sviluppare questi interrogativi, attraverso una squadra affiatata e perfetta che tra ipertestualità, trasversalità artistica, commistione di serietà e comicità sagacemente calibrata e tempi tecnici al millimetro, rende questa regia di Bruno Fornasari un interessante e riuscito tentavo di rivisitazione di un classico che sarà pur sempre moderno nei temi trattati, ma è ancora più affascinante se declinato e aggiornato alla versione 2.0.

 

Produzione Teatro Filodrammatici presenta
MATTIA: A LIFE-CHANGING EXPERIENCE
ispirato a "Il fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello
regia e drammaturgia Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Marta Belloni, Matthieu Pastore, Valeria Perdonò, Michele Radice
movimenti/vocals Marta Belloni
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Enrico Fiorentino
suono Andrea Diana
responsabile di produzione Martina Merico
assistenti alla regia Riccardo Buffonini, Beppe Salmetti
assistente di produzione Irene Prayer Galletti


Skip Tracing. Sono le tecniche di tracciabilità che fanno parte del magico mondo delle investigazioni private, un settore che, nell'era della tecnologia onnipervasiva, sta prendendo sempre più piede. Ormai i furbetti e i disperati non hanno più scampo: frodi economiche, occultamento di dati, identità false non sono più un problema nel momento in cui uno skip tracker si mette all'opera e scandaglia qualsiasi tipo di strumento tecnologico usato dall'utente indagato. Facebook, mail, foto, messaggistica istantanea e pagamenti digitali: ognuno di questi è un canale prezioso per smantellare qualsiasi tipo di frode, per ottenere dati preziosi che possono valere una cifra spropositata soprattutto quando si falsifica la propria identità o si cerca di sparire nel nulla.

Ed ecco che il passo è breve per arrivare a qualcuno che il tema dell'occultamento dell'identità lo aveva affrontato più di cento anni fa, senza tutte queste implicazioni tecnologiche: la prima pubblicazione de "Il Fu Mattia Pascal" è del 1904, e come un giallo che si rispetti - anche se il romanzo non appartiene al genere - fu pubblicato a puntate sulla rivista "Nuova Antologia". In "Mattia - a life changing experience" la rivisitazione del testo in chiave contemporanea sceglie di sviluppare la matrice da giallo, da thriller quasi, che sottostà alle scelte del protagonista, lasciando intatto anche lo sviluppo asimmetrico e non cronologico degli eventi. In questo testo e regia di Bruno Fornasari non vediamo tutta la parte in cui Mattia si rifà una nuova vita sotto lo pseudonimo di Adriano Meis ma assistiamo al percorso crepuscolare che conduce il nostro protagonista alla scelta imprevedibile di sparire. Soprattutto assistiamo all'affascinante processo di skip tracing, appunto, al quale vengono sottoposti tutti i suoi strumenti tecnologici e quelli della famiglia: scopriamo, in un perfetto incastro tra dramma, commedia e thriller, che Mattia ha inscenato la propria morte per far riscattare alla moglie e all'amante il premio dell'assicurazione sulla sua vita, in modo da risanare tutti i debiti contratti negli anni e permettere loro di vivere un'esistenza agiata.

Il Mattia che conosciamo in questo testo è un ingegnere nel settore delle nanotecnologie, padre di due gemelli, marito insoddisfatto e lavoratore inappagato che cade in disgrazia tra una carta aziendale che non sa gestire, una vita borghese piena di eccessi materialistici inutili, un'obesità cavalcante e la frustrazione nel non essere diventato una rockstar come sognava da bambino. Tommaso Amadio è un Mattia Pascal perfetto in questo scenario contemporaneo: le nevrosi, le frustrazioni, le continue lotte interiori del protagonista tra ciò che vorrebbe e ciò che la società gli impone di essere, sono perfettamente portate in scena dall'attore che riesce a rendere la frammentarietà dell'esistenza e lo smarrimento in un mondo che sembra potere tutto ma è in realtà dominato dall' obsolescenza programmata. Anche la scenografia è sagacemente funzionale a tale scopo: i pochi oggetti in scena sono versatili nel rappresentare i tanti spostamenti spazio-temporali della sceneggiatura, senza mai creare confusione perchè gestiti con una perfezione millimetrica dal resto della squadra che affianca Amadio. Matthieu Pastore e Michele Radice si possono dire altrettanto protagonisti sul palco con le loro evoluzioni, da un personaggio all'altro, perfettamente calibrate tra momenti spassosi e pieni d'intelligente ironia (come nella scena del "dottore" che consiglia a Mattia la ricetta perfetta per scomparire) e scene di riflessione filosofica. Anche le donne non sono da meno: le energiche e bravissime Marta Belloni e Valeria Perdonò non hanno mai un attimo di defaillance, sempre vigili sulla scena creano il giusto contraltare femminile necessario allo svolgimento della trama.

Niente orpelli inutili in questa regia: quasi totale l'assenza della musica, forse per enfatizzare una delle scene finali in cui Mattia si illude di essere finalmente una rockstar, cantando "Light my fire" assunta a colonna sonora della sua vita e grazie alla quale ha fatto sua la massima di Jim Morrison secondo cui "è meglio bruciare subito che consumarsi lentamente". E non vogliamo svelare l'esito delle vicende di questo Mattia che, grazie a dei delinquenti dell'est riesce ad inscenare la propria morte; ma riuscirà effettivamente a rifarsi una vita in Venezuela sotto lo pseudonimo di Adriano Meis, come sembra emergere da un profilo Facebook che la moglie rintraccia? O forse sparirà davvero e questo profilo è solo un'altro tentativo di depistaggio? Certo è che a differenza del Mattia di 110 anni fa, il nostro Sig. Pascal 2.0 non torna a casa per cercare di restaurare la sua vita fallimentare; come in un vero thriller che si rispetti, lasciamo allo spettatore l'elettrizzante scoperta del finale a sorpresa.

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, sabato ore 21; mercoledì, venerdì ore 19.30; domenica ore 16
Biglietti: intero 20 euro, ridotto convenzionati 16 euro, under 25 13 euro, over 65 10 euro, scuole 8 euro, gruppi da almeno 10 persone (con prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 02/36727551) 10 euro

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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