Matti da slegare - Teatro Vittoria (Roma)

Scritto da  Domenica, 12 Marzo 2017 

La produzione del Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e di Mismaonda porta in scena, al Teatro Vittoria, Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti, diretti da Gioele Dix, nella versione italiana della fortunata commedia sociale “Elling & Kjell Bjarne” del norvegese Axel Hellstenius; da questa fu tratto, nel 2001, lo splendido film “Elling”, diretto da Petter Næss, candidato all’Oscar come migliore film straniero 2002 e superato solo dall’importante “No Man’s Land”. Lo spettacolo racconta la vicenda dei “matti” Giovanni e Elia ed il loro percorso di reinserimento nella società.

 

MATTI DA SLEGARE
di Axel Hellstenius
versione italiana della commedia “Elling & Kjell Bjarne”
traduzione Giovanna Paternità
con Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Irene Serini, Sara Damonte
scene e costumi Francesca Pedrotti
disegno luci Carlo Signorini
musiche Ugo Gangheri
adattamento e regia Gioele Dix
Produzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e Mismaonda

 

Il tema è importante e va dato merito alla produzione di averlo affrontato. Le persone con disagi psichici sono fragili ma anche con una sensibilità ed una ricchezza d’animo difficilmente percepibili nelle cosiddette persone “normali”, ovvero quanti di noi sono risucchiati dalle nevrosi della vita quotidiana.

La scena è stata allestita in modo classico ma piacevole, peccato i cambi di scena a vista, ad opera di persone in ombra che risultano inquietanti. Iacchetti e Covatta confermano la loro simpatica empatia e si vede il loro spirito partecipe al tema sociale, d’altronde è noto ed apprezzato l’impegno di Giobbe con Amref in Africa.

Simpatiche Irene Serini e Sara Damonte nei loro rispettivi ruoli, con l’assistente sociale forse un po’ troppo sopra le righe. Con il rispetto e la stima per l’attore Gioele Dix, è necessario però rimarcare, nella direzione della mise en scene, una cura insufficiente per la costruzione ed il mantenimento delle caratteristiche dei personaggi principali, ruoli particolari e quindi certamente più complessi di quanto appaiono o, per lo meno, l’esito tradisce il lavoro svolto. Inoltre la durata dello spettacolo appare eccessiva, soprattutto nel secondo atto, in cui è ormai svelato il plot narrativo.

Nel complesso, però, il lavoro è piacevole ed ha il merito di far riflettere il grande pubblico, con il sorriso, sulle difficoltà e la bellezza di persone che troppo spesso restano ingiustamente ai margini della nostra comunità. Si esce dal teatro con la consapevolezza che differenza è ricchezza e da essa si può e si deve attingere per la propria anima.

“È questa l’intuizione forte del testo: l’arte e l’amore come strumenti di guarigione e riscossa, elementi imprescindibili per un’esistenza piena e felice.”

 

Teatro Vittoria - piazza di Santa Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5740170 - 06/5740598, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: lunedì (ore 16-19), dal martedì al sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)
Orario spettacoli: dal 16 al 26 febbraio 2017 ore 21 (domenica ore 17.30, mercoledì 1 marzo ore 17)
Biglietti: intero platea 28€, intero galleria 22€ (compresi 3€ di prevendita); ridotti in convenzione: platea 21€ e galleria 18€ (compresi i 3€ di prevendita)

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Alice Fadda, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.teatrovittoria.it

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