Martiri - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Venerdì, 25 Maggio 2018 

Dal 22 maggio al 3 giugno. “Martiri” è l'ultimo spettacolo della stagione 2017/18 del Teatro Filodrammatici e porta in scena gli stessi undici promettenti attori di “Tamburi nella notte”, che ha aperto la stagione il 5 ottobre 2017. Il testo, del 2012, è del drammaturgo tedesco classe 1972 Marius von Mayenburg, i cui lavori sono stati rappresentati in tutta Europa con notevole successo, e la regia è di Bruno Fornasari, co-direttore artistico del teatro Filodrammatici. Nel 2016 da questa pièce teatrale è stato anche tratto un film, “Parola di Dio”, che ha vinto il Premio Chalais al Festival di Cannes dello stesso anno.

 

Produzione Teatro Filodrammatici di Milano presenta
MARTIRI
di Marius von Mayenburg
traduzione Umberto Gandini
regia Bruno Fornasari
con Luigi Aquilino, Edoardo Barbone, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Eugenio Fea, Ilaria Longo, Simone Previdi, Alessandro Savarese, Valentina Sichetti, Irene Urciuoli, Daniele Vagnozzi
costumi e oggetti di scena Federica Pellati
luci Fabrizio Visconti
movimenti coreografici Marta Belloni
direzione tecnica Silvia Laureti
équipe tecnica Cristiano Cramerotti, Maria Virzì
assistente alla regia Chiara Serangeli
prima nazionale

 

Martiri” racconta la storia di un adolescente come tanti, Benjamin, che s’incammina lunga la strada del fanatismo religioso. Prendendo la Bibbia come sola fonte d’insegnamenti morali, etici, culturali, ma anche scientifici e storici, il ragazzo si distacca dai suoi compagni e comincia una dura lotta di rivendicazione morale, rifiutandosi dapprima di prendere parte alle impudiche e perciò peccaminose lezioni di nuoto della scuola e poi scontrandosi addirittura con il corpo docente, i cui programmi vanno contro i dettami di Dio.

Né la madre, divorziata e alle prese con un doppio lavoro per mantenere il figlio, né il prete che insegna religione a scuola sembrano essere in grado di aiutare il ragazzo, né tantomeno possono o vogliono farlo un preside il cui solo scopo è appianare ogni contrasto e promuovere un modello di tolleranza ad oltranza (salvo poi prodursi in commenti al limite del word harassment nei confronti della professoressa di biologia) o gli insegnanti della scuola. Tra questi ultimi, la signora Roth insegna biologia e ha naturalmente opinioni diametralmente opposte a quelle fanaticamente sostenute da Benjamin. Desiderando aiutare il suo alunno, la professoressa s’inoltra in uno studio scientifico della Bibbia per confutare le tesi di Benjamin con la sua stessa moneta, tentando di riportarlo razionalmente alla ragione, ma l’approccio logico non si accorda bene alla fede, e il mancato appoggio da parte di colleghi e preside la frustra forse più dell’esuberanza del ragazzo. La professoressa si accanisce allora contro il testo religioso con un fervore pari a quello con cui Benjamin lo sostiene. Tra situazioni paradossali e sketch comici, la tensione della vicenda cresce fino al suo culmine, che giunge proprio in un finale che non risulta imprevedibile, ma vanta sicuramente un’intensità inaspettata.

La scelta di Von Mayenburg - ripresa dal disegno registico di Fornasari - di legare un tema spinoso come il fondamentalismo religioso all’adolescenza è illuminante. Come Bruno Fornasari stesso scrive nelle note di regia, infatti, gli adolescenti sono fondamentalisti; non solo vedono il mondo in assenza di sfumature - bianco o nero, amore od odio, nemico o amico -, ma credono fermamente nei loro ideali, per quanto assurdi siano, e per giunta in maniera totalmente acritica, esattamente come Benjamin, che tenta con la preghiera di far crescere la gamba del suo amico storpio dalla nascita.

L’idea della produzione del Teatro Filodrammatici di utilizzare interpreti molto giovani anche nei ruoli degli adulti in scena sottolinea l’immaturità che permea tutti i personaggi e la vicenda stessa. Non solo, la performance degli attori, che ben ricordano il proprio periodo adolescenziale, perché ne sono usciti da poco, è pregnante e molto intensa e la loro evidente gioventù evidenzia una particolare interpretazione del testo, che è anche un interessante spunto di riflessione. In “Martiri”, e spesso anche nella realtà, gli adulti tendono ad assumere comportamenti più adatti a teenager che a individui pienamente cresciuti e responsabili: non sono in grado di operare un sano distacco dal problema, pensano a se stessi, reagiscono in modo plateale a contrasti e frustrazioni e vogliono imporre le loro convinzioni, piuttosto che cercare un dialogo con gli altri.

L’utilizzo di musiche e piccole coreografie, nonché l’azione degli attori, che, rompendo la quarta parete, si muovono anche tra il pubblico, coinvolge lo spettatore e sottolinea la forte ironia e il sarcasmo del testo senza però seppellirne l’aspetto tensivo che, in crescendo, conferisce forza e colore allo spettacolo.

Mescolando la pazzia del fondamentalismo religioso a quella della crisi adolescenziale, che sembra oggi aver infettato tutta la società, “Martiri” si rivela uno degli spettacoli più godibili della stagione 2017/18 e la degna conclusione di quella del Teatro Filodrammatici di Milano.


Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, sabato ore 21; mercoledì, venerdì, domenica ore 19.30
Durata spettacolo: 90 minuti

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

Commenti   

 
#1 MartiriGuest 2018-05-26 05:53
Poco tempo per andarci. Peccato la revensione spinge a trovare uno scampolo di tempo.
 

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