Marlene - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Fabiana Raponi Giovedì, 07 Maggio 2009 
marlene

Dal 5 al 17 maggio. Marlene, interessante testo originale del drammaturgo Giuseppe Manfridi,  consente allo spettatore di spiare quasi dal buco della serratura, dietro le quinte, la personalità umana e artistica della divina Marlene Dietrich, cogliendola in tre distinti momenti della sua carriera teatrale.

 

 

Associazione Teatrale Pistoiese e

Argot Produzioni presentano

Pamela Villoresi, David Sebasti in

MARLENE

di Giuseppe Manfridi

con la partecipazione di Orso Maria Guerrini e con Silvia Budri, Cristina Sebastianelli

progetto scenico Andrea Taddei

costumi Lucia Mariani

canzoni Frederick Hollander, Norbert Schultze, Pete Siger, Lew Brown, Ray Henderson, Burt Bacharach

musiche originali Luciano Vavolo

regia Maurizio Panici

 

Si tratta di un percorso, una “via crucis” come l’ha definita lo stesso regista, cruda e dolorosa in cui emergono luci e ombre di una personalità artistica e umana quanto mai ingombrante ed egotica, misteriosa e inquietante, egoista e folle, quasi mostruosa. Ma emergono i punti deboli di una donna, un mito, un’icona al tempo stesso fragile, ma forte. Presenza ossessiva, fantasma del passato, è il regista Josef von Sternberg, pigmalione della Dietrich e suo amante che chiude con un lungo piano sequenza fatto di luce ed ombra la storia. Nel primo atto siamo a Londra nel 1954, poche ore prima del debutto teatrale della diva cinquantenne che rievoca il suo incontro con  il suo pigmalione ormai lontano, Josef von Sternberg, il regista che l’ha resa diva ne L’Angelo azzurro.

Ecco poi Berlino, nel 1960: nuova attesa per un nuovo spettacolo per Marlene e questa volta in camerino c’è il giovane e fascinoso Burt Bachrarach, ancora semisconosciuto, ma già talentuoso. Ed ecco in scena lo scontro-seduzione fra la diva e il suo giovane amante. E infine Parigi, 1975: poche ore prima del suo nuovo concerto, per Marlene, malata e dipendente dall’alcool, rimane il tempo per un confronto aperto con la figlia Kater, la principale vittima della personalità ossessiva dell’attrice. Ma resta ancora lo spazio per i fantasmi del passato, Bachrarach e Von Sternberg che la guiderà nel tragico piano sequenza finale.

Uno spettacolo ben confezionato: regia scrupolosa e sempre attenta di Panici, dal tocco quasi cinematografico che richiama a momenti Bergman e le sue inquietudini profonde con il sapiente uso delle luci e delle ombre sia in senso metaforico sia in senso reale. Suggeriscono l’idea del divismo le scene di Andrea Taddei  che riproducono tre camerini carichi di luci, fra parrucche, preziosi costumi, gioielli e il pianoforte. Non potrà mai essere Marlene, ma eccelle Pamela Villoresi che si cala nel ruolo della divina Dietrich: appare in gran forma e si vede che ha compiuto uno studio mimetico e attento della diva emulandola in ogni minimo gesto e negli atteggiamenti sfrontati e teatrali che l’hanno resa celebre, come accade per le pose riprese da Shangai Express o per il provino de L’Angelo azzurro. Un giovane e aitante David Sebasti interpreta il talentuoso Burt Bachrarach, una personalità complessa e sfrontata, testarda e decisa quanto Marlene, Orso Maria Guerrini è il regista Von Sternberg, pigmalione della diva, Silvia Budri la figlia Kater, Cristina Sebastianelli l’assistente Tami.

Su tutto va segnalato l’ottimo lavoro di Lucia Mariani che ha realizzato costumi bellissimi e sfavillanti recuperando i modelli indossati dalla Dietrich e che balzano subito alla memoria, dal lungo abito dorato all’indimenticabile smoking bianco con cilindro. Serpeggiano lungo tutto lo spettacolo tante canzoni rese celebri dalla Dietrich con la sua voce bassa e seducente che la Villoresi reinterpreta: valga su tutte Lili e Marlene.

Si tratta di uno spettacolo brillante, ma crudo e ferocemente vero che non risparmia luci e ombre di un personaggio mito che continua ad alimentarsi dei suoi ricordi e dei suoi successi: ne viene fuori un ritratto drammatico, ma a tratti ironico, di una donna dalla personalità dirompente ed egotica, sfuggente e seducente. Una parabola umana e artistica della diva per eccellenza che scivola verso la decadenza: affascinante e brillante.

TEATRO QUIRINO Vittorio Gassmann

via delle Vergini 7, 00187 Roma

Biglietteria: telefono 06.6794585

Biglietti: da 30 a 14 euro

Orari spettacoli: 5,7,8,9,12,15,16 ore  20.45

6,10,14, 7 ore 16.45

13 ore 19.00

 

Articolo di: Fabiana Raponi

Grazie a: Silvia Taranta, Ufficio Stampa ETI (Ente Teatrale Italiano)

Sul web: www.teatroquirino.it

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