Marilyn mon...amour - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Francesco Mattana Lunedì, 11 Novembre 2013 

Dal 7 al 22 novembre. È bello recarsi a teatro avendo la garanzia, già prima di vedere lo spettacolo, che assisterai a una prova di alta professionalità. Quando vanno in scena Silvia Giulia Mendola e Elena Rolla, stai pur certo che la serietà e lo stile sono assicurate. Lo abbiamo rilevato già in altre occasioni, ci fa piacere ribadirlo: la crisi economica, che tocca soprattutto le piccole compagnie, porta con sé lo sviluppo di anticorpi creativi, una prorompente energia vitale inimmaginabile quando circolano tanti soldi. Non è un caso che i cosiddetti “grandi nomi” ben pagati, troppo spesso si cullino negli allori della popolarità offrendo performance non all’altezza (i nomi non si fanno per buona educazione, ma a ciascuno dei lettori verrà in mente qualche “illustre” esemplare). Dunque Silvia ed Elena, brillanti e magnetiche come sempre. Questa volta si sono calate entrambe nei panni di Marilyn Monroe. Con una grazia, un’eleganza che - sinceramente, senza alcun intento piaggiatore - lascia senza parole. Tutto questo col contributo fondamentale di Cinzia Spanò: ci voleva la sua sensibilità per dare scorrevolezza all’opprimente grevità esistenziale della protagonista.

 

 

 

Produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Associazione Pianoinbilico
con il contributo di Casa Orban presenta
MARILYN MON...AMOUR
da un’idea di Silvia Giulia Mendola
testo di Cinzia Spanò
con Silvia Giulia Mendola attrice e Elena Rolla danzatrice
trucco Raffaella Fiore
con la collaborazione artistica per la creazione di Vanessa Korn
regia di Chiara Petruzzelli e Silvia Giulia Mendola

 

 

In tante hanno ‘osato’ calarsi nei panni della diva, pochissime hanno saputo restituire il gorgo profondo, pieno di retropensieri amari, che galleggiava nell’animo della donna. Loro ce l’hanno fatta, eccome. Hanno intuito ciò che in tanti, in troppi, continuano a non capire: Norma Jeane Mortenson (questo il suo vero nome) era una persona intelligente, dotata di enorme sensibilità. Come chiunque possieda una coscienza ipertrofica, il suo Io era un caleidoscopio, ospitava dentro di sé tante vocine che le rimbombavano, senza darle un attimo di pace. Ecco perché è morta così giovane: non riusciva, una persona così assillata da un passato inaccettabile e da un presente di incomprensioni, a sopravvivere. Poteva darsi un tono in scena (e difatti ci riusciva alla grande, lo dimostrano i capolavori che ha recitato da protagonista) ma una volta spente le luci della ribalta, sola e disperata nella sua camera da letto, era costretta - inerme - a combattere i mostri.


Qualche volta - ed è la situazione raccontata dalla pièce al Parenti - Marilyn incontrava se stessa bambina. Timida, intimorita fino all’afasia, la fanciulla entra in casa dell’attrice senza bussare, senza preavviso. La Monroe adulta all’inizio è seccata, pensa si tratti dell’ennesima scocciatrice a caccia di autografi. Scoprirà, molto presto, che quella deliziosa figura danzante desidera solo farle compagnia, alleviare le pene dell’inferno che al calar della sera, puntualmente, la sommergevano.


Silvia interpreta la Diva adulta (conturbante come non lo è mai stata, se lo lasci dire signorina Mendola); Elena è Marilyn bambina. Ci sono ballerine brave che se la tirano e danzatrici che fanno dell’umiltà un valore aggiunto al resto delle qualità. Elena Rolla appartiene alla seconda categoria. È talmente modesta, talmente riservata che potrebbe forse arrossire leggendo il complimento che stiamo per farle. Chaplin, dopo aver visto La strada disse che Gelsomina gli ricordava “Charlot in gonnella”; noialtri, parafrasando il Genio comico londinese, affermiamo questo: è una “Marcel Marceau in pantaloncini corti e maglietta smanicata”.


Andatela a vedere, da qui al 22 novembre: vi accorgerete voi stessi della capacità mimica, della consapevolezza matura che sa inserire dentro ogni gesto. La ragazza non si limita a fare da spalla: è una coprotagonista essenziale, che ha introiettato perfettamente lo spirito dello spettacolo, restituendolo attraverso i suoi virtuosismi.


Non molto tempo fa è uscito un film, Marilyn, che racconta il tentativo dell’attrice di dare il massimo sul set de Il principe e la ballerina. Non era neanche granché male, ma si trattava pur sempre di un prodotto destinato al largo consumo. Con tutte le semplificazioni conseguenti. Marilyn mon… amour è tutt’altra musica: spettacolo colto e popolare al contempo, indaga con molta più precisione sulle sfumature psicologiche. Rispetto per Michelle Williams (protagonista della pellicola), ma Silvia Giulia Mendola ci ha regalato una Marilyn Monroe molto più vera.


Tra le scene che rimangono impresse, due in particolare: Marilyn adulta che propone a se stessa bambina di festeggiare il compleanno con una bella torta: entrambe evidentemente negate per la cucina, si sforzano di fare del proprio meglio con scarsi risultati; il bagno insieme nella vasca: quel delicato sfiorarsi le gambe, i piedi, effetto ombre cinesi nel riflesso della parete.


In vita pochissimo capirono l’attrice californiana, in morte idem. Per fortuna c’è chi, al Parenti, ce la mette tutta per ridare giustizia all’Icona bistrattata. E smentire una volta per tutte il suo regista Billy Wilder (che era un genio, e come spesso capita ai geni eccedeva nel cinismo). Che di lei disse: “Seni come il granito ed un cervello come il formaggio svizzero”. E inoltre, rincarando la dose di cattiveria: “Hollywood non ha ucciso Marilyn Monroe: sono le Marilyn che stanno uccidendo Hollywood”.


A qualcuno piace sfottere.

 

 

Teatro Franco Parenti (Sala 3) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono biglietteria 02/59995206
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21; mercoledì ore 20; domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: intero €25, over 60/under 25 €12.50, convenzioni €17.50

 


Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

 

 

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