Marilyn mon… amour - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Sabato, 18 Febbraio 2017 

La più grande icona cinematografica di sempre, il sex symbol per antonomasia, Marilyn Monroe, è stata la protagonista al Teatro Belli di Roma di uno spettacolo elegante e delicato, con momenti toccanti e lampi ironici. In “Marilyn mon…amour” di Cinzia Spanò, un’attrice e una danzatrice hanno proposto una fusione tra teatro, danza e immagini per svelare la diva senza trucco. Chi era Marilyn dietro quell’irresistibile maschera, suo trionfo e sua condanna? Forse una donna come tante, semplicemente in cerca d’amore?

 

MARILYN MON... AMOUR
di Cinzia Spanò
da un'idea di Silvia Giulia Mendola
con Silvia Giulia Mendola e Elena Rolla
con la collaborazione artistica per la creazione di Vanessa Korn
regia Chiara Petruzzelli e Silvia Giulia Mendola
una produzione PianoinBilico e Fondazione Egri Bianco Danza
con il contributo di Casa Orban

 

Quello che ho dentro nessuno lo vede. Ho pensieri bellissimi che pesano come una lapide
(M. Monroe)

Enigmatica affascinante creatura, Marilyn Monroe. Senza dubbio la più grande icona cinematografica di tutti i tempi il cui volto, labbra rosse e chioma platino, troneggia ancora oggi, a 55 anni dalla sua morte, in immagini divenute iconici feticci, su locandine e gadget di ogni tipo. Su di lei, sulla sua morte misteriosa, sui suoi amori, sul personaggio da bella e svampita, è stato scritto e detto di tutto. La sua leggenda ormai supera la realtà e l’immagine di sex-symbol quasi offusca quella di attrice.

“Marilyn mon…amour”, con l’interessante testo di Cinzia Spanò e la regia di Chiara Petruzzelli e Silvia Giulia Mendola, riesce a non lasciarsi andare ai tanti cliché legati alla figura della diva hollywoodiana ma prova a raccontare la Marilyn più intima, e forse più autentica, in uno spettacolo che risulta elegante e delicato, con piacevoli tocchi ironici.

Un palco spoglio, essenziale, con tre parallelepipedi - all’occasione letti, passerelle o vasche da bagno - come unico elemento scenico. Citazioni dell’attrice proiettate sul fondale, per segnare il passaggio da una scena all’altra. Efficaci tagli di luce che fanno il resto, creando suggestioni e giochi di luci e ombre, sul palco così come nella vita dell’attrice. Tutto inizia dal funerale della Diva, osservato e commentato da lei stessa prima di passare a rivivere, in una sorta di flashback, gli ultimi momenti della sua esistenza e, ancora più indietro, la sua infanzia. Trionfo cinematografico e fallimento umano.

Figura complessa e sfaccettata quella di Marilyn - il cognome non serve. Spensieratamente sexy quando in una celebre scena una folata d'aria da una grata fa sollevare il suo abito bianco, ammiccante nel dichiarare di indossare per andare a dormire solo due gocce di Chanel n.5, voluttuosa nel sussurrare Happy birthday Mr President, fasciata in un abito talmente stretto da doverle esserle letteralmente cucito addosso (e recentemente battuto all'asta per 3.5 milioni di dollari!). Languida, erotica, provocante, sensuale. E insieme anche luminosa, ironica, tenera, svampita, buffa (come nella scena dello spettacolo in cui si cimenta ai fornelli). E’ la versione “star hollywoodiana”, sublimazione dei desideri dei suoi fans, la più conosciuta. Ma dietro a quel personaggio da lei stessa cercato, costruito e subìto, c’è molto altro.

C’è un’infanzia dura, l’abbandono in orfanotrofio, gli abusi, il rapporto difficile con la madre, il seme della follia; c’è una giovinezza votata al successo a qualunque costo, i favori in cambio di prestazioni sessuali. Gli amori impossibili e superficiali, la paura di non farcela, il desiderio di essere riconosciuta brava attrice e il senso costante di inadeguatezza. Il buio dietro il fulgore. Il disagio nella fama planetaria. “La prego, non mi faccia apparire ridicola” furono le ultime parole in una delle ultime interviste.

La parte intensa di Marilyn è racchiusa proprio in quel lato fragile, innocente, bisognoso d’affetto ed è proprio su questo che lo spettacolo, sui palchi italiani ormai dal 2011, si concentra. Silvia Giulia Mendola interpreta Marilyn senza mai scivolare in rischiose (e impossibili) emulazioni, alternando la personalità tormentata e complessa agli atteggiamenti da diva. Così, la Marilyn sex-symbol, avvolta in una pelliccia e dall’alto di una passerella, ammicca e lancia baci e accattivanti aforismi al pubblico e subito dopo, nell’intimità della propria casa, toglie i tacchi e apre il proprio cuore. Accanto a lei, discreta e silenziosa, la danzatrice Elena Rolla si esprime attraverso movimenti e passi di danza. E’ la Marilyn non ancora Marilyn, la bambina Norma Jeane, che incarna e rappresenta non solo l’innocenza e l’infanzia ma anche i fantasmi, le paure e la solitudine della Marilyn vicina alla fine. Un silenzioso alter ego onnisciente che, senza parlare e solo danzando, pone Marilyn davanti alla propria coscienza, in un doloroso confronto fisico e mimico.

Tutto lo spettacolo è una sorta di monologo interiore in cui Marilyn ripercorre i momenti salienti della propria vita. Una vita perennemente divisa tra essere, dover essere e voler essere in cui l’unica costante è l’infelicità. “Marilyn mon...amour” la ritrae negli ultimi mesi prima di morire, tra compleanni solitari, alcol, tranquillanti e un disperato desiderio di dormire...

In appena un’ora, fondendo recitazione, danza e immagini, lo spettacolo tratta con estrema delicatezza e sensibilità il tema della solitudine, aggiungendo intelligentemente pizzichi di leggera ironia per raccontare una personalità sfaccettata e estremamente vicina. Uno spettacolo semplice che con poco (il bel momento nella vasca da bagno, l'evocativo abito rosso fuoco appeso alla stampella) rende molto.

Quando arrivai qui, affittai una stanza e mi dissi: così finisce la mia storia con Norma Jean. Ma quella bambina triste, amareggiata, cresciuta troppo in fretta non è mai uscita dal mio cuore. Anche ora nel pieno del successo sento ancora i suoi occhi spaventati che guardano attraverso i miei. E continua a ripetere: non sono mai vissuta, non sono mai stata amata. Spesso mi confondo e penso di essere io a dirlo.” (M. Monroe)

 

Teatro Belli - Piazza Santa Apollonia 11/a, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: intero € 18, ridotto € 13

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Dalila Cirelli, Ufficio stampa Teatro Belli
Sul web: www.teatrobelli.it

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