Maratona di New York - Teatro Comunale (Todi)

Scritto da  Domenica, 26 Agosto 2018 

In una notte astratta e sospesa sul nulla come su un ponte spezzato, due donne corrono apparentemente per allenarsi per partecipare alla maratona di New York, ma superano il fatidico passaggio a livello della vita oltre il quale non c’è più ritorno. “Maratona di New York” di Edoardo Erba, nella regia di Andrea Bruno Savelli con protagoniste Fiona May e Luisa Cattaneo, debutta in prima assoluta al Todi Festival, inaugurando la XXXII edizione della rassegna.

 

Produzione Teatrodante Carlo Monni | Todi Festival presenta
MARATONA DI NEW YORK
di Edoardo Erba
regia di Andrea Bruno Savelli
con Fiona May e Luisa Cattaneo

 

Il neorealismo nel cinema ha giocato la sua carte vincente, almeno il suo asso nella manica, prendendo gli interpreti come si suol dire “dalla strada”, ciò per ottenere un effetto di maggior veridicità e attinenza al personaggio reale che si intende rappresentare. In teatro è ovviamente più difficile raggiungere risultati artistici come nella settima arte, poiché il teatro necessita di capacità interpretative, di impostazione e dizione, oltre alla complessa gestione dell’attore vivo e presente davanti al pubblico, quasi (e sottolineo il quasi) insormontabili.

Questo credevo, e con spirito abbastanza scettico mi sono disposto alla visione di “Maratona di New York” che ha aperto il trentaduesimo festival di Todi, con la direzione artistica di Eugenio Guarducci. Pur nutrendo grande stima e simpatia per l’atleta, grande personaggio dello sport, Fiona May, dubitavo sinceramente delle sue capacità attoriali. Neorealismo sì, come dicevo, ma fino ad un certo punto.

Mi scuso con la bravissima e resistentissima coprotagonista Luisa Cattaneo se apro il discorso con la May, che catalizza certamente l’attenzione e la curiosità del pubblico che come me si interroga sulle sue capacità di attrice teatrale, ma devo subito dire che se è vero come è vero che il teatro consiste nella catarsi e nella concentrazione dell’attenzione sull’attore, ebbene la May ha vinto anche questa Olimpiade del palcoscenico. Qualsiasi suo gesto, i suoi passi felpati, le mosse da riscaldamento sospese sul palcoscenico irrorato da uno sfondo di nebbie azzurrine, la sua figura statuaria ed elegante che ricorda antiche divinità di un mondo mitico, non sono espressione del personaggio May riprodotto in copia, ma formano un’entità astratta, divina dicevo, un angelo nero della notte e, come si capisce nel finale, della morte.

Poco importa allora se la dizione non è attorialmente perfetta (migliorerà con le repliche), il suo personaggio risulta emblematico, impressionante nella sua dimensione astratta. Hic est actor, dunque e non resta che correre a nostra volta affannando dietro alla May ignari della destinazione finale verso la quale ci conduce questo meraviglioso, conturbante e perturbante angelo nero (mi si consenta l’espressione non riferita al colore della pelle, quanto all’atmosfera notturna e interiore che la circonda).

Luisa Cattaneo merita però un doppio applauso: non è facile correre appresso alla May imbastendo un fitto dialogo solo apparentemente banale, ma in realtà profondamente esistenziale, e così restare credibile e in parte non solo nel proprio ruolo, ma anche in quello di sparring partner di un’olimpionica.

Il testo ben concepito da Edoardo Erba, nonostante qualche amenità che non ci sta proprio nella struttura drammaturgica (il raccontino piccante del cunilinguo alla festicciola col bacio impestato all’amica poteva sinceramente risparmiarselo, così come altre battute trite del genere: “o tu spacchi il culo alla vita o la vita spacca il culo a te”, ma lasciamo perdere), dicevo il testo è un lungo viaggio verso la fine della notte in cui oltre a Celine si sentono echi di esistenzialismo, il Sartre di “A porte chiuse”, o il pirandelliano “All’uscita”. Tutto si gioca infatti su un ben congegnato colpo di scena, che l’ottima regia di Andrea Bruno Savelli rappresenta come un salto nel nulla alla Lynch di “Strade pericolose”, in cui la spasmodica corsa delle due donne non è un semplice allenamento ma un allontanamento dalla realtà e dalla vita. Una infatti ha avuto un incidente stradale e si sta spegnendo sull’asfalto mentre l’altra figura onirica, una reminiscenza della vita reale, cerca di trattenerla al di qua dell’esistenza. Ora a correre verso l’infinito sarà sola, perché l’angelo della notte non può varcare quel limite umano. I muscoli si rilassano correndo e la fatica scompare nel cupio dissolvi.

 

Teatro Comunale - Via Giuseppe Mazzini 15, 06059 Todi (PG)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 327/6353257 (ore 10-13 e 15.30-19.30)
Orario spettacolo: sabato 25 agosto, ore 21
Biglietto: 15€ + prevendita

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Nicola Conticello e Marco Giovannone, Ufficio stampa Todi Festival
Sul web: www.todifestival.it

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