Manuale di volo per uomo - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Giovedì, 28 Febbraio 2019 

Simone Cristicchi ha presentato il suo Manuale Di Volo Per Uomo, al Teatro Manzoni di Milano, dal 25 al 27 febbraio 2019. Uno spettacolo di prosa con la regia di Antonio Calenda, in forma di monologo, su bellezza, felicità, dolore, malattia. Sono temi intimi, molto cari all'artista romano, che ha sentito l'esigenza di chiudersi nel silenzio per interrogare la sua interiorità.

 

TSA Teatro Stabile d'Abruzzo e CTB Centro Teatrale Bresciano presentano
Simone Cristicchi in
MANUALE DI VOLO PER UOMO
regia di Antonio Calenda
scritto da Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi
con la collaborazione di Nicola Brunialti
aiuto regia Ariele Vincenti
scene e costumi Domenico Franchi
musiche originali Gabriele Ortenzi
disegno luci Cesare Agoni
audio Andrea Balducci
luci Veronica Penzo
voce fuori campo Maia Monzani
foto di scena Massimo Battista
tour manager Cristina Piedimonte
distribuzione Corvino Produzioni

Per farlo, Cristicchi ha (ri)aperto la sua stanza. È quella di lui bambino, dove, dopo la morte improvvisa del padre cui dedica lo spettacolo, si è rinchiuso a disegnare e dipingere un mondo migliore. Non riesce ad uscire dalla stanza né dal suo dolore. Una camera dal pavimento scivoloso ed in pendenza, chiusa al mondo esterno, ma aperta a quello intimo. Il pubblico la vede, tutta bianca, con un letto in ferro, un comodino, ed un pavimento irregolare, che sembra cadergli addosso. É difficile camminarci, come è difficile camminare nella vita, con il peso delle domande che restano irrisolte. Come quelle di Raffaello, il protagonista molto simile all'attore. È cresciuto in un orfanotrofio, perché, cosi gli avevano detto, sua madre era morta. Lui l'aveva comunque cercata ovunque, nella sua profonda solitudine, nelle giornate lunghe e tristi dell'orfanotrofio, nelle stelle della sua vita da senzatetto, nella sua vita da adulto "dassolo".

Ora qualcuno l'ha chiamato là, in quella stanzetta bianca di un ospedale dove la mamma sta morendo. Quindi lei, anche se sta per morire, è viva, è sempre stata viva! Perché vederla ora e come cominciare, come comunicare con una sconosciuta che è la propria madre, quando la rabbia per l'abbandono offusca ancora tutti i sentimenti? Cristicchi, con un accento marcatamente romano, comincia a parlarle con una vena di ironia, con qualche imprecazione. Ma poi con la semplicità del cuore, arriva al suo, a quello della madre e a quello di tutti noi. Racconta di sé, della sua solitudine, della gamba rotta nel tentativo di imparare a volare buttandosi dal terzo piano di un edificio, del suo essere sempre ultimo tra gli ultimi, psichicamente diverso, perché privo di protezioni. Ma anche del miracolo della vita, l'unico al quale non si può non credere. Racconta dell'umiltà, parola che rimanda alla terra (humus) e alla sua capacità di accogliere semi, cioè insegnamenti di altri per essere felice (felix, fertile in latino).

Felice è colui che riesce a dare frutti, a lasciare una traccia positiva con le proprie azioni. Parla del silenzio, la lingua di Dio e della curiosità, la molla per andare verso il mondo. Perché una ferita può diventare una feritoia da cui guardare il mondo e trasformarsi cosi in un'apertura per uscire verso lo stesso. E il perdono arriva lento, non come una assoluzione, ma come un lento processo di maturazione. Il pubblico a fine spettacolo si alza in piedi. Non è una standing ovation plateale. É un moto individuale, lento, ondoso. Nessuno riesce più a contenere stando seduto, quell'emozione profonda che le parole di Cristicchi, in dialetto romano semplice, sono riuscite a risvegliare. Un'emozione delicata, ma gigantesca.


Teatro Manzoni
- via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano MI
Per prevendita telefonica: numero verde 800/914350 (attivo da rete fissa, in orari di cassa)
Per informazioni: telefono 02/7636901 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Manola Sansalone, Ufficio Stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

 

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