Manifesto per l’eliminazione dei maschi - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Martedì, 26 Giugno 2012 
Maria Paiato

Teatro gremito, atmosfera vibrante delle grandi occasioni, la rassegna del Garofano Verde propone in serata unica un reading tratto dal controverso, iconoclasta e tagliente trattato politico “Scum Manifesto” della scrittrice ed attivista americana Valerie Solanas, con Maria Paiato travolgente protagonista in scena e la collaborazione drammaturgica di Carlotta Corradi. Il maschio? Un puro incidente biologico, un aborto ambulante, un verme inutile ed ottuso. Le uniche soluzioni per perseguire il fine dell’evoluzione e del progresso sociale? Rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l'automazione globale e distruggere il sesso maschile.

MANIFESTO

per l’eliminazione dei maschi

di Valerie Solanas

reading con Maria Paiato

collaborazione drammaturgica Carlotta Corradi

 

Una serata semplicemente memorabile, con un incipit bizzarro che ben ci predispone a un’esperienza inconsueta e vigorosa, divertente e feconda di originali spunti di riflessione. Maria Paiato entra in scena, accolta dal calore entusiasta del suo pubblico, per una premessa d’obbligo prima che il reading abbia inizio: Rodolfo Di Giammarco, curatore della rassegna Garofano Verde, allorchè l’aveva contattata per proporle la lettura scenica dell’acuminato manifesto femminista della Solanas, le aveva chiesto di sfrondare il testo sino ad arrivare ad una durata di approssimativamente 50 minuti; ebbene, ci svela l’istrionica interprete, “non me ne frega un cazzo di Di Giammarco, non me ne frega un cazzo di voi, spero che mi vorrete bene anche alla fine dello spettacolo”. In realtà lo straripante, acuto e brillante reading travalicherà di poco la durata temporale di un’ora e quindi forse questa infervorata giustificazione poteva essere tralasciata, ma il risultato è che siamo già inesorabilmente conquistati dalla naturale empatia che si instaura immediatamente tra attrice e platea.

“Scum Manifesto” costituisce senza dubbio l’opera più conosciuta e significativa di Valerie Solanas, personaggio il cui percorso letterario ha finito per essere sovrastato dalla burrascosa vicenda biografica e con questa fondersi simbioticamente: gli atroci abusi sessuali subiti dal padre durante l’infanzia, un’intera esistenza trascorsa a vagabondare per le strade procacciandosi il necessario per sopravvivere con l’elemosina e prostituendosi, il femminismo violento e intransigente di cui si fece orgogliosa sostenitrice, sino all’evento più celebre e drammatico, il tentato omicidio di Andy Warhol, al quale seguirono la diagnosi di schizofrenia paranoica e l’internamento in un ospedale psichiatrico.

La sferzante critica alla società occidentale e alle dinamiche di interazione uomo/donna che ritroviamo in questo pamphlet sconvolgentemente ironico talora deborda in una follia rabbiosamente parossistica che ha reso le tesi dell’autrice tanto rivoluzionarie quanto poco attendibili e realistiche, suscitando non pochi imbarazzi persino all’interno dello stesso movimento femminista. Il genere maschile viene impietosamente descritto come un nugolo di vermi inetti e squallidi, intellettivamente sterili e fisicamente inconcludenti, delle femmine incomplete; ribaltando tutti i tradizionali canoni della società vetero-patriarcale, in questo ritratto grottesco l’uomo smarrisce tutti i suoi connotati tradizionali – forza e indipendenza emotiva, energia, dinamismo, risolutezza, sangue freddo, obiettività, coraggio, grinta, integrità, vitalità, intensità, profondità di carattere e sensualità – e finisce per essere sommerso dai vizi e debolezze consuetamente ascritti alla donna – vanità, frivolezza, superficialità, passività, mancanza di decisione, e innumerevoli altri.

E se il rapporto tra i sessi è inevitabilmente destinato al fallimento, alla lapalissiana evidenza dell’impossibilità di un reale dialogo, di amicizia ed amore, molteplici sono i palliativi pervicacemente ricercati dal maschio: il conformismo, strumento per affermare la propria virilità e rifuggire dalla terribile minaccia della diversità; il saldo ancoramento al sistema fondato graniticamente su lavoro, denaro, potere e controllo, efficace tecnica per mascherare una desolante incapacità di gestire le più elementari relazioni personali ed affettive; il modello ordinario di famiglia, il matrimonio e la paternità, nient’altro che abietti strumenti finalizzati alla manipolazione, alla limitazione della libertà, alla costante violazione dell’intimità e alla soppressione dell’individualità femminile.

E se la ferocia dell’assalto al genere maschile non concede requie, neppure l’emisfero femminile viene esaltato incondizionatamente. Addentrandoci tra le pieghe della virulenta analisi della Solanas ci imbattiamo difatti in due prototipi femminili antitetici: da un lato le Figlie di Papà, timorose, soggiogate, devote custodi del focolare domestico, accondiscendenti ed insipide; dall’altro le disinvolte, sporche, inarrestabili, violente, disgustose Scum (acronimo di "Society fo cutting up men", sebbene l’autrice abbia risolutamente smentito questa interpretazione), giunte ai limiti dell’asessualità dopo aver sperimentato qualunque perversione, ferree oppositrici del regime e fieramente convinte della necessità di sovvertire l’ordine costituito. Ebbene, la salvezza del genere umano risiede proprio nell’efferata e scientifica opera di “pulizia etnica” delle impavide Scum-la-feccia che si insedieranno con la forza in tutti i nodi nevralgici della società, devasteranno ogni cosa, inviteranno calorosamente gli uomini a recarsi in appositi centri per il suicidio assistito e, qualora non acconsentissero, sfodereranno i loro lunghi coltelli di assassine, criminali insaziabili e determinate.

Un testo lancinante e caustico, doloroso e sferzante, devastante attacco sferrato contro gli stessi fondamenti della moderna cultura occidentale, che fu successivamente in parte rinnegato dalla stessa scrittrice americana, descrivendolo come una sorta di esperimento letterario volto ad accendere il dibattito sulle numerose tematiche passate in rassegna.

L’eccellente prova recitativa offerta da Maria Paiato conferisce ulteriore potenza espressiva al vitalismo esasperato ed irrazionale delle pagine della Solanas, dominando il reading con sicurezza, carisma ed una capacità di coinvolgimento di rara brillantezza.

 

Teatro Belli - piazza Sant'Apollonia 11/a (ang. S. Maria in Trastevere), Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: sabato 16 e domenica 17 giugno, ore 21.15

Biglietti: intero € 15, ridotto € 10

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio stampa Garofano Verde

XIX edizione della rassegna Garofano Verde: Programma completo della rassegna

Sul web: www.teatrobelli.it - www.garofanoverde.info

 

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