Mandragola - Teatro Niccolini (Firenze)

Scritto da  Sabato, 21 Aprile 2018 

Dall’11 al 22 aprile Fondazione Teatro della Toscana presenta, nell'ambito del progetto i Nuovi, la “Mandragola” di Niccolò Machiavelli, con la compagnia dei neodiplomati della scuola per attori “Orazio Costa” e la regia di Marco Baliani che conferma il suo stile asciutto, di lavoro a 360 gradi sull’artista e soprattutto sul neo-attore, lasciando un grande spazio alla corporeità. Colpiscono in questo spettacolo la raffinatezza e l’armonia tra gli elementi tradizionali della partitura del discorso, rispettosa del testo originario, il fondale della scenografia, l’uso del canto e l’attualizzazione in senso classico: i costumi che sembrano quasi simboli, la reinvenzione del coro che si fa ora voce narrante, ora canto, ora gesto, in una forma di teatro danza. Convincente la prova attoriale.

 

Fondazione Teatro della Toscana presenta
i Nuovi
MANDRAGOLA
di Niccolò Machiavelli
con Maddalena Amorini, Francesco Argirò, Beatrice Ceccherini, Davide Diamanti, Francesco Grossi, Filippo Lai, Athos Leonardi, Claudia Ludovica Marino, Laura Pinato, Nadia Saragoni, Sebastiano Spada, Filippo Stefani, Erica Trinchera, Lorenzo Volpe
scene e costumi Carlo Sala
assistente scene e costumi Roberta Monopoli
assistente regia Lorenzo Terenzi
direttore di scena Emiliano Gisolfi
light designer Loris Giancola
sarta Eleonora Sgherri
realizzazione scene Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola
realizzazione costumi Sartoria Mauro Torchio
regia Marco Baliani

 

Lo spettacolo - con la regia di Marco Baliani - ha una grande pulizia, molto denso eppure senza affanno, nel suo svolgimento ritmico di un’ora e mezza senza intervallo. Il ritmo organizza lo spettacolo come una partitura musicale dove gli attori si muovono come strumenti di un’orchestra e l’assolo è sempre un intervallo. Il coro, nella rivisitazione di Baliani, non è più un corpo separato ma gli attori sembrano comporsi e scomporsi a seconda del ruolo, fare da sfondo, da sottofondo, da colonna sonora e poi emergere in primo piano come personaggi.

I neodiplomati della Scuola per Attori ‘Orazio Costa’, che ha in gestione la sala di via Ricasoli, si presentano per la prima volta al pubblico con il capolavoro teatrale del ’500, beffa erotica dal sapore boccaccesco, tanto lieve quanto complessa. La commedia è graffiante e si spinge al di là dell’aspetto surreale, di grande attualità nello spirito perché mette al centro quello che muove il mondo - sesso e soldi -, cercando di far tacere lo scandalo, che piace solo alla stampa e che nel Cinquecento non ha ancora voce in capitolo.

“Nonostante la materia leggera - afferma Baliani - “Mandragola” non smentisce il Machiavelli de “II Principe”: nello smascherare l'ipocrisia di autorità intoccabili come la Chiesa o la famiglia nella Firenze rinascimentale; nel dimostrare che nella conquista di qualcosa di importante, non importa se di una donna o di un principato, le regole del gioco sono sempre le stesse”.

“Mandragola” compie nel 2018 cinquecento anni: anche se la data convenzionale del 1518 viene oggi retrodatata, può assurgere a gesto simbolico che il percorso della sala di via Ricasoli cominci con quello che viene tradizionalmente considerato il testo fondativo del teatro in lingua italiana, audace per argomento, con molti riferimenti alla novellistica del Boccaccio nell’intreccio e una rappresentazione del tutto negativa della Chiesa e della morale.

Marco Baliani riesce a tenere insieme la suggestione storica con la modernità dell’inadeguatezza della politica, della Chiesa e anche dei professionisti come in questo caso il medico, che incarna perfettamente l’assunto de “il fine giustifica i mezzi”. La commedia evidenzia anche come le donne siano vittime due volte della società, sottomesse e ingannate, esaltando al contempo la loro capacità di servirsi della mediocrità maschile. Commedia astuta senza colpi di scena che la regia di Baliani rende credibile proprio per quella sospensione finale del banchetto che rende tutti felici, qualcuno consapevolmente tale e qualcuno meno: nel bel mezzo della festa, dove ognuno gode per quello che può, qualcosa attrae lo sguardo di un personaggio e poi di tutti i commensali che si volgono verso il pubblico mentre il tavolo si sta rovesciando.

Lo sguardo è stupito e forse un po’ spaventato. Cosa attrae il loro sguardo? E’ qualcosa di esterno, una presenza reale o una suggestione dell’anima? Il dubbio viene. La scissione è in tutto lo svolgimento della pièce, dove ogni personaggio è strattonato tra due pulsioni opposte, evidenziate dal gioco dei corpi che tirano, muovono l’attore a turno come un burattino e, con i movimenti frenetici, ripetuti e amplificati, mimano il tormento della scelta. La resa scenica è di grande impatto senza tradire il testo originario, pur in una riscrittura coraggiosa ma fedele allo spirito. Ricordo una “Mandagola” di alcuni anni fa, che un’eccessiva fedeltà alla lettera rendeva pesante e per certi aspetti stucchevole. Baliani compie un bel lavoro di traduzione per rendere fruibile l’anima noir e scandalosa di un’opera che ci racconta ancor oggi molto dell’animo umano.

“Quando Machiavelli scrive Mandragola è già stato estromesso da qualsiasi carica istituzionale nel governo della città di Firenze - dice Marco Baliani - è relegato in una specie di esilio forzato, nelle sue campagne. Mastica amaro, la pienezza di vita politica sperimentata in gran parte della sua esistenza è ormai alle spalle e sente che mai più tornerà. Si dedica a una commedia umana che presenta all'inizio del testo come una bagattella, un divertimento scusabile, dato che s’ingegna con questi van pensieri fare el suo tristo tempo più suave”.

“Siamo di fronte a una commedia scura, nera, che non lascia spazio a illusioni. Gli esseri umani - spiega Marco Baliani - sono spinti ad agire da impulsi passionali, sono mossi dal desiderio di veder realizzati ad ogni costo i propri desideri e voglie, e vorrebbero ottenerli con qualsiasi mezzo, senza essere toccati dalla legge, senza dover subire contraccolpi. Ciò che muove i personaggi è un atteggiamento criminale, agire al di fuori della legge ed essere sicuri di poterlo fare”.

 

Teatro Niccolini - Via Ricasoli 3, 50122 Firenze
Per informazioni e prenotazioni: biglietteria Teatro della Pergola (Via della Pergola 30, Firenze) - telefono 055.0763333, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30; biglietteria serale sul luogo dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 16:45, riposo lunedì 16 aprile
Biglietti: intero I° settore 21€, intero II° settore 18€, ridotto I° settore 18€, ridotto II° settore 16€ (riduzioni: Over60, Under26, Soci UniCoop Firenze, Abbonati Teatro della Toscana)

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Matteo Brighenti, Ufficio stampa Fondazione Teatro della Toscana
Sul web: www.teatrodellapergola.com

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