Mamma a carico - Teatro Linguaggicreativi (Milano)

Scritto da  Venerdì, 24 Novembre 2017 

“Mamma a carico - mia figlia ha novant’anni” è un monologo comico e struggente sul rapporto tra una donna di cinquant’anni, Gianna, e una vecchia ribelle di novanta, cieca, che porta occhiali 3D perché da sempre è abituata ad avere qualcosa sul naso, non cammina più e la testa ogni tanto va per conto suo. Quella vecchia è Anna, la madre di Gianna. Lo spettacolo è tratto dal libro ominimo della stessa Coletti, edito da Einaudi nel 2015, ed è arricchito con proiezioni di scene di vita reale dal docufilm, uscito nel 2013, “Tra cinque minuti in scena”, che vede Gianna e Anna protagoniste. Dopo il film e il libro, il testo teatrale conclude la trilogia del rapporto madre-figlia nel momento più difficile della vita.

 

MAMMA A CARICO
Mia figlia ha novant’anni
di e con Gianna Coletti
drammaturgia Gianna Coletti e Gabriele Scotti
regia Gabriele Scotti
con estratti del film “Tra cinque minuti in scena” regia Laura Chiossone, produzione Rossofilm e MareMosso

 

Gianna Coletti porta in scena una commedia brillante che illumina la fase opaca della nostra vita. Con grande sensibilità, l’artista milanese fa i conti con il rapporto simbiotico che la legava alla madre, un’unione profonda, capace di sopravvivere e di attingere persino nuova linfa dal fisiologico capovolgimento dei ruoli che si realizza quando un figlio adulto si ritrova ad accudire il proprio genitore anziano e malato, regredito quasi allo stadio dell’infanzia. Già perché la delicata poesia che Gianna Coletti regala nella sua commedia inquadra uno scenario nuovo e complesso della nostra società: la quarta età.

C’era una volta la terza età, iniziava dopo i cinquant’anni. Più o meno l’età in cui si andava in pensione dal lavoro e si diventava spesso nonni. Un’altra vita, con tempi e ritmi molti più rilassati, scandita da piccole incombenze e impegni familiari. Nel mondo globalizzato e capitalistico in cui viviamo anche la terza età non è più quella di una volta: la lunghezza media della vita si è allungata e si paventa un parallelo allungamento dell’età lavorativa e alla stessa misura si accorcia l’orizzonte dei sogni e delle speranze della nuova generazione, incastrata in un’italica giovinezza che oggi tende a trascinarsi impunemente anche quando sono stati superati gli “anta”. I novantenni non sono più dei casi di cui meravigliarsi ma fanno parte di una fetta in crescita della popolazione che costituisce la cosiddetta quarta età.

La pièce percorre la vicenda autobiografica di Gianna Coletti: l’infanzia da bambina-prodigio nel mondo dello spettacolo alla fine degli anni ’60, sostenuta dall’esuberante madre, pronta a fare immensi sacrifici pur di recuperare denaro da investire in lezioni di canto, pianoforte e fisarmonica per arricchire la formazione artistica della futura soubrette. Il futuro da starlette però non è mai arrivato, anzi alcune scelte, come quella di legarsi ad un fidanzato teatrante di modeste condizioni economiche, hanno trovato il disappunto della mamma che non ha però mai fatto mancare la sua presenza. Ingombrante, esuberante, tosta come certe donne di una volta, la mammeta ha raggiunto la veneranda età di novant’anni senza dar segno di arrendersi al tempo che passa: si ostina a vivere da sola, a rifiutare l’aiuto di badanti e non volersi privare di nulla, inconscia delle proprie condizioni e incurante degli eventuali guai derivati dal suo comportamento.

Una situazione difficile da gestire per Gianna, figlia unica di una madre così ingombrante, che in momenti di comicità semplice arriva a pregare il signore che metta fine alle loro sofferenze, finché non avviene l’imprevisto: la madre novantenne viene colpita da una malattia che ne peggiora drasticamente le condizioni. Proprio nel momento in cui è più difficile starle accanto, Gianna scopre di amare profondamente la madre e di non essere preparata alla sua scomparsa.

Sempre con leggerezza e comicità, vengono toccati nervi scoperti del rapporto madre-figlia e temi caldi della nostra epoca: di cosa si nutre la vita di un novantenne, cosa fare quando non si può più fare qualcosa. La morte arriva, incombe ma ha un incedere delicato, quasi fatato e si colora di poesia e levità.

 

Teatro Linguaggicreativi - Via Eugenio Villoresi 26, 20143 Milano (MM2 Romolo)
Per informazioni e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 0239543699 - 3274325900
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 20.30, domenica ore 19
Biglietti: intero 14 euro, studenti e under 26 8 euro, over 65 10 euro, convenzionati 10 euro (elenco convenzioni disponibile sul sito www.linguaggicreativi.it)
Durata spettacolo: 80 minuti

Articolo di: Laura Timapanaro
Sul web: www.linguaggicreativi.it

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